"Blocchiamo Tajani". Il leader di Forza Italia nel mirino dei ProPal
Gioele Urso 16:18 Giovedì 23 Ottobre 2025Annunciata una protesta contro il ministro degli Esteri, sabato a Torino per gli "Stati Generali della Casa". La galassia antagonista contesta le sue posizioni su Gaza e il diritto internazionale. Il partito azzurro chiede al sindaco di fermare i "facinorosi"
“Benvenuto ministro Tajani… ma fino a un certo punto”. Pronto il comitato di accoglienza contro il leader di Forza Italia che sabato è atteso a Torino per gli “Stati Generali della Casa”. Con un lungo post pubblicato su Instagram la galassia torinese ProPal e dell’antagonismo cittadino annuncia la contestazione. L’appuntamento è per le 10 di sabato 25 in piazza Castello, a poche centinaia di metri dal Teatro Carignano, sede della convention azzurra.
Blocchiamo Tajani
A passare dal “blocchiamo tutto” a “blocchiamo Tajani” il passo è breve. L’annuncio della contestazione è arrivato durante un’assemblea pubblica che si è svolta mercoledì sera a Porta Palazzo, nell’area dove solitamente c’è il mercato coperto dei contadini. La mobilitazione, a giudicare dai social, coinvolge diverse sigle della militanza torinese. Oltre a Torino per Gaza, ci sono anche Non una di meno, Polito for Palestine, Intifada studentesca, Cua e Cau Torino.
“Tajani parla di casa mentre a Gaza le case non ci sono più”, si legge nel post che annuncia la manifestazione di sabato 25 ottobre. La tregua facilitata da Trump viene definita come una “pace propagandistica”. Dure le parole verso il comportamento di Israele: “Non intende fermarsi: lo sta dimostrando con il blocco degli aiuti, stragi indiscriminate di civili, distruzione di quel poco che rimane delle infrastrutture di Gaza, mentre i governi occidentali sono ben felici di continuare a vendere armi per il genocidio”.
Nel mirino poi sono finite le parole che il ministro ha pronunciato durante la trasmissione televisiva Porta a Porta quando disse che “il diritto internazionale conta fino a un certo punto”.
Forza Italia tira in ballo Lo Russo
Contro la manifestazione si è mosso il coordinamento torinese del partito azzurro che ha lanciato un appello al sindaco Stefano Lo Russo chiedendogli di attivarsi per “arginare i facinorosi”. Un invito dal forte connotato “strumentale” volto a mettere in difficoltà il primo cittadino impelagato nelle vicende legate ad Askatasuna, con il contrastato patto di collaborazione, e allo spazio occupato Neruda, dove sarebbe stato accertato un focolaio di tubercolosi, “Se non si attiverà per arginare questi facinorosi significherà che è di fatto colluso con chi vuole trasformare Torino in un campo di battaglia”, tuonano i dirigenti locali omettendo che nei fatti il sindaco non ha alcuna competenza sulla gestione dell’ordine pubblico.“A Torino da giorni subiamo minacce fisiche e la distruzione di tutti i poster che avevamo collocato per annunciare l’evento: ormai siamo una città da Far West”.


