PALAZZO LASCARIS

Prima Riboldi o Tronzano? Centrodestra in panne

Le audizioni in Commissione Sanità sul nuovo piano socio-sanitario si stanno trasformando in un tiro al bersaglio per l'assessore. Intanto il suo collega fa partire l'iter del bilancio e chiede che gli venga data priorità. Cirio da che parte sta?

L’assessore alla Sanità Federico Riboldi pensava fosse più semplice. Era convinto di portare a casa il nuovo piano socio-sanitario entro l’estate, poi ha dovuto ricalibrare l’obiettivo per la fine dell’anno, ma il rischio che l’approvazione slitti al 2026 si fa sempre più concreto. A mettersi di traverso non è solo l’opposizione, che lo considera “una tesina di terza media scritta male” e promette battaglia a suon di emendamenti, ma anche i suoi alleati, che chiedono a loro volta correzioni e modifiche. Mentre il suo collega in giunta, l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano, vuole che venga data priorità alla legge finanziaria per non finire in esercizio provvisorio, spalleggiato in questo dalla Corte dei Conti. Il calendario immaginato dal “sindaco della Sanità” è tutt’altro che solido, come non la road map della giunta guidata da Alberto Cirio.  

Il maquillage non basta

Le audizioni sul piano socio-sanitario, iniziate a metà ottobre in IV Commissione Sanità e tuttora in corso, si sono presto trasformate in un tiro al bersaglio per Riboldi. Il presidente dell’Ordine dei Medici Guido Giustetto l’ha bocciato sonoramente, definendolo “irrispettoso per i cittadini” e chiedendo che “venga riscritto da esperti”, ma la sua è un’opinione tutt’altro che isolata tra gli operatori del settore. L’opposizione dal canto suo continua a ripetere che un piano così raffazzonato è improponibile, e inizia a presentare una serie di emendamenti, pur nella convinzione che non basteranno a raddrizzarlo. Ma i problemi per l’assessore arrivano soprattutto dai suoi.

Tutt’altro che convinti della bontà del suo piano, anche i consiglieri della maggioranza annunciano emendamenti, e ne sarebbero pronti già una cinquantina, da discutere in commissione. Il quadro che emerge è quello di una coalizione di centrodestra tutt’altro che unita, e il piano socio-sanitario rischia di finire sotto il tiro del fuoco amico.

Fratelli coltelli

Gli emendamenti a oggi portano la firma del leghista Luigi Icardi, predecessore di Riboldi e oggi presidente della Commissione Sanità, di Silvio Magliano, consigliere dei Moderati eletto tra le fila della Lista Cirio (di cui è capogruppo a Palazzo Lascaris) e del consigliere di Fratelli d’Italia Davide Zappalà, collega di partito di Riboldi. Se il ruolo da “guastafeste” della Lega e la rivalità tra Icardi e il suo successore è cosa nota in questa legislatura, il fatto che le richieste di modifica arrivino anche da esponenti della lista del governatore e del suo stesso partito fanno suonare un campanello d’allarme nella testa dell’assessore, che se vuole portare a casa il piano entro la fine dell’anno deve innanzitutto ricompattare la maggioranza attorno a sé. Almeno loro si accontenteranno di qualche ritocco o si uniranno al coro di chi ne chiede la riscrittura? Ma le insidie non si fermano qui: arrivano da Forza Italia e i suoi colleghi di giunta.

Priorità al bilancio

Mentre le audizioni in Commissione Sanità sul piano socio-sanitario procedono in un clima di scetticismo, ieri in un’altra Commissione, la I Bilancio, l’assessore forzista Andrea Tronzano ha presentato i tre documenti finanziari della Regione: il Defr 2026-2028, la Legge di stabilità regionale 2026 e il Bilancio di previsione finanziario 2026-2028. Inizia così l’iter per l’approvazione della legge di Bilancio, che va a costituire un terreno di scontro tra Tronzano e Riboldi: il primo ha promesso l’approvazione della finanziaria entro la fine dell’anno, stessa promessa fatta dal secondo in relazione al piano. Ma solo uno dei due provvedimenti vedrà la luce prima del 2026, e bisogna decidere quale discutere prima in Consiglio Regionale.

Maggioranza al bivio

L’idea di Riboldi è chiara: licenziare il piano in commissione a inizio dicembre, maratona di due settimane in Consiglio e approvazione prima di Natale, per poi lasciare spazio alla finanziaria di Tronzano, che così vedrebbe la luce intorno al mese di febbraio (come già successo quest’anno). L’assessore al Bilancio sembrava aver accettato questo schema, ben consapevole dei rapporti di forza interni alla coalizione, dove FdI è il partito di maggioranza relativa. Ma il rischio che il piano si impantani potrebbe ribaltare lo scenario, con uno “switch” dell’ordine di discussione.

Al fianco di Tronzano scende anche la Corte dei Conti, che ha più volte raccomandato l’approvazione della Legge di Bilancio entro l’anno. Resta da capire se il governatore Cirio, appartenente a Forza Italia come Tronzano, darà ragione al suo compagno di partito e ai giudici contabili, o si schiererà dalla parte di Riboldi per preservare gli equilibri interni alla giunta. Sempre che non sia già con la testa a Roma, lasciando a qualcun altro l’arduo compito di riparare le sempre più vistose crepe nella sua maggioranza.

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