Iveco sbanda senza Difesa: ricavi e utili in forte calo
10:28 Giovedì 06 Novembre 2025Scaricata da Elkann come un ferrovecchio, la storica azienda produttrice di camion e bus barcolla priva del ramo promesso a Leonardo: ebit adjusted crollato a 76 milioni. Esce il business militare redditizio, entra la svendita a Tata Motors per 3,8 miliardi
Iveco, produttore torinese di camion, veicoli commerciali e autobus un tempo del gruppo Agnelli di cui Exor di John Elkann ha deciso di disfarsi, sta attraversando un 2025 di profonda trasformazione. La società ha rivisto al ribasso le previsioni finanziarie per l’anno in corso, riflettendo l’impatto della cessione della divisione Difesa a Leonardo e l’accordo per il passaggio del resto del gruppo all’indiana Tata Motors. Escludendo il ramo Difesa, i conti del terzo trimestre mostrano un calo di ricavi e utili, ma il management sottolinea una gestione disciplinata e prospettive di lungo termine solide, grazie a efficienze operative e nuovi contratti.
Focus sulle operazioni
Nel terzo trimestre 2025, i ricavi consolidati delle Continuing Operations (escluso Difesa) ammontano a 3.115 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 3.230 milioni dello stesso periodo 2024. I ricavi netti delle Attività Industriali si attestano a 3.044 milioni di euro (da 3.137 milioni), con un parziale compenso da maggiori volumi e mix favorevole nel segmento Bus, che mitiga riduzioni nei Truck e effetti negativi dei tassi di cambio. L’ebit adjusted (risultato operativo rettificato, metriche chiave che esclude voci straordinarie per misurare la performance operativa core) è sceso a 111 milioni di euro (margine del 3,6%), da 183 milioni (5,7%) nel 2024.
Per le Attività Industriali, l’ebit adjusted è 76 milioni di euro (margine 2,5%), contro 144 milioni (4,6%), principalmente per minori volumi nei Truck (con minor assorbimento dei costi fissi) e costi produttivi più alti nei Bus, parzialmente compensati da riduzioni nelle spese generali, amministrative e di vendita. L’utile netto adjusted è 40 milioni di euro (utile per azione diluito adjusted: 0,15 euro), da 94 milioni (0,35 euro).
Il free cash flow delle Attività Industriali è negativo per 513 milioni di euro (peggiorato da -283 milioni nel 2024, che includeva recuperi una tantum legati al Model Year 2024), a causa di minori vendite. La liquidità rimane solida: 3.988 milioni di euro per le Continuing Operations (inclusi 1.890 milioni di linee di credito disponibili) e 316 milioni per le Discontinued Operations (Difesa).
Previsioni 2025 al ribasso
Per l’intero 2025, inclusa Difesa, l’ebit adjusted è atteso tra 830 e 880 milioni di euro (da precedente 880-980 milioni). Escludendo Difesa, la forchetta è 680-730 milioni. I ricavi netti delle Attività Industriali sono previsti in calo del 3-5% sul 2024 (incluso Difesa), o 4-6% escludendolo. Il free cash flow delle Attività Industriali è stimato tra 250 e 350 milioni (incluso Difesa, da precedente 350-400 milioni); non disponibile la stima esclusa Difesa.
Queste revisioni derivano da un contesto economico incerto in Europa, con pressione sui prezzi dei veicoli pesanti e competizione crescente da produttori asiatici, oltre all'uscita del segmento Difesa (storicamente redditizio).
Manovre in corso
Come noto, Iveco sta procedendo con due cessioni chiave: vendita della divisione Defence a Leonardo: enterprise value di 1,7 miliardi di euro, chiusura prevista entro il 31 marzo 2026; cessione del resto del gruppo a Tata Motors: valore totale 3,8 miliardi di euro, completamento entro la prima metà 2026 (condizionato alla separazione di Difesa). Queste operazioni ridefiniscono Iveco, focalizzandolo su trasporto commerciale e sostenibilità, con un modello più snello.
L’amministratore delegato Olof Persson descrive il trimestre come “all’insegna della continuità e disciplina”, con controllo su prezzi, costi e scorte. Nei Truck, focus su equilibrio tra quota di mercato e marginalità, leadership nei veicoli leggeri cabinati e lancio del Model Year 24. Il Powertrain (motori e trasmissioni) mostra ripresa con volumi in lieve aumento, miglior redditività e nuovi contratti terzi. Nei Bus, portafoglio ordini solido, rafforzato da accordi con Île-de-France Mobilités per fino a 4.000 veicoli a basse/zero emissioni (consegne 2026-2032), nonostante costi temporanei per ramp-up produttivo ad Annonay (Francia).
Per il quarto trimestre, atteso miglioramento della redditività in tutte le unità, grazie al Programma di Efficienza (razionalizzazione forniture, ottimizzazione costi, revisioni prezzi). Persson ribadisce: “Restiamo focalizzati su valore duraturo, con le cessioni che procedono secondo piano”.
Transizione complessa ma strategica
La revisione riflette l’impatto dell’uscita di Difesa (calo ebit adjusted di circa 200 milioni rispetto a stime precedenti) e domanda debole, ma non compromette la strategia. Il Programma di Efficienza mitiga pressioni sui margini; la liquidità elevata supporta la transizione. Analisti non sorpresi: il 2025 è anno di consolidamento, con Iveco che punta su innovazione (mobilità sostenibile) e mercati emergenti sotto Tata Motors. In sintesi, Iveco senza Difesa “sbanda” nei conti brevi, ma la gestione rigorosa e le operazioni in corso gettano basi per una ripresa strutturale. Le prossime trimestrali verificheranno l’efficacia del piano.



