FIANCO DESTR

FdI, che Botta nel Vercellese: lascia il segretario valsesiano

Motivi personali nella lettera, ma la vera miccia sarebbe l'arruolamento del vicesindaco leghista di Varallo. Una manovra orchestrata dal presidente della Provincia Gilardino. Il rischio? Che l’ultimo arrivato bagni il naso ai fratelli della prima ora

“Assumo questa decisione con profondo rammarico” scrive Alberto Erminio Daffara nella sua lettera di dimissioni da presidente del Circolo “Varallo Valsesia” di Fratelli d’Italia. Una comunicazione formale, datata 6 novembre, indirizzata alla dirigenza provinciale del partito — e per conoscenza agli iscritti del circolo — che segna un vero e proprio terremoto politico nel Vercellese meloniano.

Ufficialmente, Daffara lascia “a causa di sopravvenuti motivi contingenti e urgenti di natura familiare e lavorativa”, che – si legge nella missiva – “non mi consentono più di dedicare il tempo e le energie necessarie a ricoprire con il dovuto impegno e senso di responsabilità l’incarico affidatomi”. Un congedo composto, espresso con toni di gratitudine e lealtà verso il partito, ma che non basta a placare il brusio che da ore agita le chat e i corridoi di Fratelli d’Italia in Valsesia.

Daffara, che nello scritto ringrazia i “dirigenti provinciali, l’amico Alberto Cortopassi”, coordinatore provinciale del partito, “e soprattutto” Davide Gilardino “per la fiducia riposta nella mia persona, i militanti e tutti gli iscritti per la stima e la fiducia accordatami”, rivendica di aver lavorato “con serietà e passione per rendere il Circolo un punto di riferimento per chi crede nella coerenza, nella difesa dell’identità nazionale e nella partecipazione politica autentica”.

Parole pesate, ma che – lette tra le righe – lasciano intravedere una certa amarezza. Perché, al di là delle motivazioni ufficiali, le vere ragioni delle dimissioni sarebbero ben altri. Secondo fonti interne, a indispettire Daffara e una parte del gruppo dirigente locale sarebbe stata l’operazione di “arruolamento” del leghista Eraldo Botta, promossa proprio dal presidente della Provincia e big di FdI vercellese Gilardino. Una mossa che, per molti, rischia di far saltare più di un equilibrio interno.

Botta, 57 anni, oggi vicesindaco di Varallo (di cui è stato sindaco per dieci anni, dal 2012 al 2022), nonché presidente della Provincia di Vercelli dal 2019 al 2022, è un nome ingombrante. Alle ultime europee si era candidato con la Lega, rimediando però un flop sonoro. Ora, secondo i ben informati, sarebbe pronto a vestire la casacca meloniana.

Un passaggio che in Fratelli d’Italia – soprattutto in Valsesia – ha fatto storcere più di un naso. Non tanto per l’ingresso in sé, quanto per le conseguenze che porterebbe: nuovi equilibri, spazi di potere ridisegnati, candidature rimesse in gioco. E la prospettiva, tutt’altro che remota, che qualcuno tra i “fratelli” di lungo corso si veda scavalcato proprio dall’ultimo arrivato. Un voltagabbana, dicono i più critici, pronto a bagnare il naso a chi nel partito di Giorgia Meloni milita da anni, con coerenza e fatica.

Così, mentre ufficialmente le dimissioni di Daffara si spiegano con ragioni personali, politicamente segnano l’apertura di una faglia profonda nel partito in Valsesia. Un segnale di nervosismo che arriva proprio nel momento in cui Gilardino sembrava aver consolidato il suo ruolo di regista provinciale del partito. Ma come spesso accade nella politica locale, una pedina che si muove può far tremare l’intera scacchiera.

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