Toga party per Parodi: Alessandria accoglie il procuratore sindacalista
14:44 Giovedì 06 Novembre 2025Primo giorno nel nuovo ufficio per l'ex aggiunto di Torino, dallo scorso febbraio numero uno dell'Anm. La pg Musti e il presidente della Corte d'Appello Barelli lo "scortano" condividendo la sua battaglia referendaria contro la riforma della giustizia
Nel cuore del Palazzo di Giustizia di Alessandria, in corso Crimea, ha preso ufficialmente servizio Cesare Parodi come capo della procura cittadina. Nato a Torino nel 1962 ma con radici profondamente alessandrine – il padre originario di Oviglio, dove il nonno era agricoltore, e la madre di Carentino –, Parodi ha espresso grande emozione per questo ritorno alle origini. “Sono tornato a casa e credo che sia il modo migliore, per me, di finire la carriera. Sono vecchiotto, ho 63 anni, è il mio ultimo incarico e sono particolarmente felice di tornare da dove siamo venuti, in qualche modo, dopo 35 anni a Torino. Certo non è stato facile lasciare Torino, ma qua c’è un gran pezzo di cuore”.
Il neo procuratore, che ricopre anche la presidenza dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), ha subito sottolineato le priorità per il territorio alessandrino: “C’è bisogno di attenzione, c’è bisogno che la Procura riesca a lavorare al meglio perché Alessandra merita il meglio, e io farò di tutto per assicurare questo risultato”. Tra le urgenze, ha evidenziato la carenza di risorse: “Siamo al 50% del personale. Speriamo arrivino qualche mezzo e qualche risorsa in più. Ma anche se non dovessero arrivare andremo avanti lo stesso, cercando di ovviare con intelligenza, organizzazione e impegno a ciò che non ci viene messo a disposizione”. Insieme al presidente del tribunale, Parodi ha annunciato l’avvio di interlocuzioni con il ministero e gli enti competenti “per cercare di dare anche un aspetto formale adeguato a quella che deve essere la qualità della Giustizia che i cittadini si aspettano”.
La cerimonia di insediamento ha visto interventi di colleghi ai massimi livelli. Lucia Musti, procuratore generale del Piemonte, ha rivolto parole di incoraggiamento a Parodi: “Sono sicura farai benissimo con la tua professionalità anche in un periodo molto importante e storico dal punto di vista nostro. Darai l’immagine del procuratore della Repubblica imparziale, indipendente, autonomo. Dovrai lavorare in armonia con gli avvocati e lo farai. Darai il tuo indirizzo alla polizia giudiziaria e lo farai. E potrai contare su una magistratura giudicante straordinaria con la quale già hai un ottimo rapporto”.
Musti ha poi aggiunto, riferendosi al doppio ruolo di Parodi, di procuratore e di rappresentante sindacale della categoria: “Ti sono vicina con tutte le mie energie positive di procuratore generale, ma anche di magistrato, di iscritto all’Anm. So che tu ce la puoi fare”. Edoardo Barelli Innocenti, presidente della Corte d’appello di Piemonte e Valle d’Aosta, ha augurato a Parodi “di reggere la Procura e conciliare questa importante funzione con quella altrettanto importante di presidente dell’Anm in questo particolare momento storico per il nostro Paese. Sono sicuro che il tuo valore verrà fuori in tutte e due le funzioni, che saprà conciliare al meglio”.
Barelli ha sottolineato l’importanza del rispetto reciproco tra funzioni: “Siamo qui ad Alessandria per il collega che diventa procuratore della Repubblica: noi siamo colleghi perché ancora non siamo separati. Siamo stati anche insieme nel consiglio giudiziario del nostro distretto. E abbiamo sempre rispettato le funzioni di giudice e di pubblico ministero. Questa è la cosa fondamentale: il rispetto delle funzioni, fra giudice e pm e anche con gli avvocati e il personale amministrativo”. Ha poi ribadito: “È importante vi sia la consapevolezza del ruolo di ciascuno: del Tribunale, della Procura, degli avvocati”.
Musti, che ha legami personali con Alessandria – avendo studiato al liceo Plana e con il padre comandante dei carabinieri negli anni Settanta –, si è detta “molto contenta di essere ad Alessandria” perché “si sente un po’ a casa”. Al tempo stesso, ha espresso rammarico per le condizioni strutturali: “sono anche sempre un po' dispiaciuta di vedere questa struttura, questo palazzo che non è degno di essere chiamato Palazzo di Giustizia se non fosse per il valore di coloro che ci lavorano: magistrati, avvocati, personale amministrativo, polizia giudiziaria. E in questo ribadisco che mi impegnerò fino al mio ultimo giorno da procuratore generale per cercare di smuovere la macchina elefantiaca del ministero”. Ha ringraziato il personale amministrativo, “perché senza di voi non ce la possiamo fare”, annunciando un incontro il 10 con le province per far scorrere le graduatorie e l’arrivo di “260 unità di assistenza, divise tra uffici giudicanti e requirenti”.
Sul fronte nazionale, Parodi ha chiarito la posizione dell’Anm in vista del referendum costituzionale: “Noi non facciamo attività politica, non facciamo attività antigovernativa. Difendiamo dei valori, come qualunque altro cittadino, nei quali crediamo. E, soprattutto, chiediamo ai cittadini di informarsi. Cerchiamo di farli informare in modo che, se voteranno no, lo faranno conoscendo le nostre ragioni e non per motivazioni ideologiche. Perché questo è il senso del referendum costituzionale”.
Un tema ricorrente è stato quello della separazione delle carriere tra pm e giudici. Se la riforma Cartabia ha stabilizzato la separazione delle funzioni, impedendo i casi più eclatanti del passato, permane la condivisione dello stesso ordinamento. Il punto è il giudice nel processo accusatorio, appartiene al medesimo ambito. E finora, in verità, buona fede e buona volontà non paiono essere stati sufficienti a evitare lo stretto legame tra pm e giudici, soprattutto gip e gup. Cosa che la separazione delle carriere potrà ovviare: formazioni separate, Csm separati, percorsi professionali autonomi ed indipendenti, associazionismo duplice. Del resto, la situazione contraddice la tesi di chi ritiene che sia sufficiente la separazione delle funzioni: i tassi elevati di custodia cautelare, le frequenti conferme in fotocopia delle richieste del pm in fase iniziale spie di una contiguità culturale tra uffici requirenti e giudicanti. La separazione delle carriere non garantisce da sola la correzione di queste derive, ma elimina il presupposto che le rende automatiche.


