Vannacci marcia su Torino, bordate su Lo Russo: "Sulla sicurezza se ne lava le mani"
Davide Depascale 15:17 Giovedì 06 Novembre 2025Ospite del sindacato di polizia Fsp, il generale e vicesegretario della Lega porta avanti i suoi cavalli di battaglia e accusa: "Crimini in aumento nelle grandi città amministrate dalla sinistra". Le ricette? Riaprire i riformatori e chiudere i porti per riaprire le saracinesche
“Il Pd deve studiare, c’è un problema di sicurezza che riguarda tutte le grandi città amministrate dalla sinistra”. Nel giorno del suo arrivo a Torino il generale Roberto Vannacci risponde indirettamente al sindaco Stefano Lo Russo, che ha più volte accusato il governo di centrodestra guidato da Giorgia Meloni di fare poco per garantire l’ordine pubblico della città, additandolo come principale responsabile della crescente insicurezza. “Dovrebbe sapere che il sindaco fa parte del comitato dell’ordine e della sicurezza pubblica, non può lavarsene le mani”. Ospite del convegno organizzato all’Educatorio della Provvidenza dal sindacato di polizia Fsp, dal titolo “L’impatto del disagio sociale delle periferie torinesi sul sistema sicurezza”, Vannacci ha spolverato tutto il suo repertorio retorico, dalla crisi dei valori occidentali alla minaccia dell’immigrazione, passando per il fenomeno sempre più preoccupante delle baby gang, per il quale propone una ricetta vecchia scuola: “La sicurezza per i minorenni va totalmente rivista, bisognerebbe riaprire i riformatori”.
Dalle vetrine rotte alle saracinesche chiuse
Sul palco, insieme all’ex parà della Folgore, oggi vicesegretario della Lega, c’erano il giornalista Pietro Senaldi, vicedirettore di Libero, il criminologo Emilio Chiodo e i vertici locali e nazionali del sindacato Fsp: il segretario nazionale Valter Mazzetti, il segretario regionale Antonio Zullo, moderatore dell’incontro, e quello provinciale Luca Pantanella, che ha fatto una richiesta specifica nei confronti di Vannacci: farsi portavoce in sede europea di iniziative in favore dei commercianti di quartiere, considerati presidi di sicurezza nelle strade. “Prima il problema erano i delinquenti che spaccavano le vetrine, ora che sono andati via dobbiamo fare i conti con le saracinesche chiuse”, commenta Pantanella. “Servono incentivi a livello europeo, altrimenti chi investirebbe in un quartiere buio in cui il crimine dilaga? A farne le spese siamo anche noi poliziotti, che ci ritroviamo soli e anche sotto organico. Senza sicurezza non c’è economia”.
"Povertà uguale a criminalità? Una balla"
La proposta del segretario provinciale non sembra convincere del tutto Vannacci, che rilancia il suo cavallo di battaglia dell’immigrazione selvaggia: “Su questo tema servono politiche nazionali più che europee, e soprattutto non tocca un punto fondamentale che è il problema dell’immigrazione: non possiamo pensare di aprire i negozi se non chiudiamo prima i porti”. E cita dati a foraggio della sua tesi: “L’ultima ricerca del Sole 24 Ore ci dice che il 34% dei crimini viene commesso da quel 9% di popolazione straniera. Non è percezione come ama dire qualcuno, sono numeri”. Il generale non vede neanche il nesso ineludibile tra disagio sociale e criminalità: “Romania, Polonia e Bulgaria sono paesi molto più poveri dell’Italia ma lì non si ha paura a uscire soli la sera. Sostenere che sia la povertà a causare l'aumento dei crimini è semplicemente una balla”.
La legge del contrappasso
Anche nel commentare l’elezione di Zohran Mamdani, primo sindaco musulmano di New York, Vannacci chiama in causa le politiche migratorie: “Non c’è bisogno di andare fino in America, anche in Gran Bretagna c’è un ministro dell’interni musulmano, e parlando dell’ultimo episodio di accoltellamento su un treno ha indicato gli autori come cittadini britannici, omettendo la loro origine extraeuropea. La sinistra si è spesa tanto per gli immigrati e ora deve fare i conti con un sindaco musulmano nella città più importante degli Usa. Dante la definirebbe legge del contrappasso”. Sul tema dei maranza e sull’episodio del maestro torinese minacciato dal “re dei maranza” Don Alì si lascia andare a una battuta: “Non so chi sia, conosco solo Mohammed Alì, il pugile. Su questo tema incidono anche politiche familiari errate, oltre a politiche educative che non funzionano più: una volta c’erano i riformatori per questi ragazzi”. Presente in sala anche il Questore di Torino Paolo Sirna, intervenuto con un breve saluto all'inizio dell'incontro: “Non posso trattenermi a causa di impegni istituzionali, ma ci tenevo a essere qui”.
Contestazioni e ironia
Prima del suo arrivo a Torino, nella notte sono comparse in varie zone della città varie scritte contro Vannacci e slogan propal: sull’ingresso dell’Educatorio della Provvidenza è comparsa la scritta “Free Gaza”, ma in mattinata non si sono verificati scontri o contestazioni. Anche il deputato del Pd Mauro Laus ha voluto accogliere a modo suo il generale, con un post ironico sul suo profilo Facebook: “Non vedevamo l’ora che qualcuno ci spiegasse, con competenza e rigore, come si risolvono i problemi di sicurezza nelle nostre città. Ci spiegherà quali sono i poteri del sindaco, dei vigili urbani, del governo e, da vero europarlamentare, anche quali competenze ha l’Unione Europea sulla sicurezza dei quartieri torinesi”, ha scritto Laus. Come prevedibile, i discorsi del generale hanno riguardato tutt’altro.
Leghisti per la vannaccizzazione
Ad accogliere Vannacci anche alcuni militanti leghisti, iscritti al suo Movimento Mondo al Contrario, che conta quasi 200 “Team” in tutta Italia, 16 di questi in Piemonte. Mentre il generale ha glissato il tema della difficile convivenza nel Carroccio, secondo i suoi seguaci la “vannaccizzazione” del partito procede spedita, anche dopo il flop elettorale in Toscana: “Quel 4% è tutto suo, il resto della Lega si è messo di traverso”. La convinzione è che una delle due Leghe (quella vannacciana da una parte, la vecchia guardia federalista e autonomista dall’altra) dovrà cedere il passo, e ovviamente auspicano che sia quest’ultima a soccombere: “Due leghe non possono coesistere, c’è chi si accontenta dell’autonomia ma i temi che ci dovrebbero interessare sono altri”, commenta uno di loro. E fa una previsione: “Con l’avvio della campagna elettorale per le Politiche, da metà del prossimo anno, la vannaccizzazione della Lega sarà completata. Noi lavoriamo per questo obiettivo”.



