Bombardieri spara su Urso: “Così chiude l’Ilva”. E la Uil prepara la piazza (senza la Cgil) contro la manovra
Gioele Urso 11:49 Giovedì 20 Novembre 2025In Piemonte cresce la preoccupazione per i poli di Novi Ligure e Racconigi. Intanto il ministro convoca per il 28 novembre un incontro con sindacati ed enti locali. Scricchiola il tessuto produttivo della regione: "Su Tata aspettiamo i fatti". E a Mirafiori la 500 ibrida non basta - VIDEO
“Abbiamo imparato a diffidare delle dichiarazioni di Urso e ad aspettare i fatti”. Pierpaolo Bombardieri, segretario generale della Uil, spara a palle incatenate . L’operato del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso è bocciato senza appello, a partire dalla gestione del caso ex Ilva. Intanto il 29 novembre il sindacato scende in piazza a Roma per manifestare contro la manovra economica del Governo.
“Urso porta alla chiusura di Ilva”
Sulla ex Ilva, Bombardieri, a Torino in occasione del consiglio confederale regionale della Uil Piemonte, sferza un duro attacco contro Urso. Per il numero uno del sindacato il ministro è il vero responsabile dello stallo sulla trattativa per la vendita dell’azienda. “Da più di un anno ci racconta di investitori ma non c'è nulla – spiega – Il lavoro fatto dal ministro sta portando alla chiusura”.
Nel mirino l’incontro che si è tenuto a Palazzo Chigi lo scorso 11 novembre: “Quello che è successo decreta la chiusura dell'Ilva. Le proposte che noi abbiamo fatto sono sul tavolo. Quando si dice di utilizzare la formazione, chiediamo: la formazione per fare che cosa, per smontare l'Ilva o fare l'acciaio? Questo non è chiaro”.
Chiusura da parte del sindacato, almeno per il momento, anche sullo scenario che porterebbe a una vendita a pezzi dei vari stabilimenti sparsi sul territorio nazionale: “Lo spezzatino non è una soluzione, non c'è un piano industriale serio. Il Governo deve decidere se il Paese ha bisogno dell'acciaio o no. Secondo noi sì, ma se si fa una scelta diversa è inutile girarci intorno, bisogna avere il coraggio di dire che l'Ilva la stanno chiudendo e assumersi la responsabilità di questa scelta”.
A stretto giro dalle dichiarazioni di Bombardieri arriva una primissima risposta da parte del ministro Urso che ha annunciato, su richiesta delle organizzazioni sindacali e degli enti locali, la convocazione per venerdì 28 novembre alle 15.30 a Palazzo Piacentini un incontro sul futuro degli stabilimenti del nord Italia dell'ex Ilva. La riunione riguarderà i siti di Genova-Cornigliano (Liguria), Novi Ligure e Racconigi (Piemonte).
Stellantis deve investire
Quello che è sul tavolo della discussione però non è solo il futuro di uno stabilimento, ma più in generale dell’intero tessuto produttivo piemontese. In Piemonte oltre alla crisi dei poli produttivi ex Ilva di Novi Ligure e Racconigi, c’è anche la questione automotive. Il prossimo 25 novembre a Mirafiori verrà ufficialmente avviata la produzione della 500 ibrida, sicuramente un punto di partenza che però per Bombardieri non può bastare.
“Stellantis ha detto che aspetta indicazioni dall'Europa per capire se può investire nel nostro Paese. Nel frattempo investe negli Stati Uniti e in giro per il mondo. La 500 ibrida a Mirafiori da sola non basta, bisogna rilanciare l'automotive in Italia e per farlo è necessario che si assuma decisioni in Europa, ma anche che Stellantis investa nel Paese”. Tradotto: bisogna aumentare la produzione e ridurre le ore di cassa integrazione.
Le dichiarazioni di Bombardieri su Stellantis
Manifestazione a Roma
La notizia è che il 29 novembre la Uil ha convocato a Roma una manifestazione contro la manovra al vaglio da parte del Governo. La Uil non aderisce dunque allo sciopero generale lanciato da Maurizio Landini che è previsto per il 12 dicembre. Un dato politico, visto che i due sindacati per lungo tempo hanno percorso una via unitaria.
Per Bombardieri infatti non tutto è da buttare nel testo della legge di bilancio, ma ci sono alcune cose che secondo il segretario generale della Uil possono essere migliorate. Bene per esempio le scelte che sono state fatte sulla detassazione agli aumenti contrattuali che riguarderanno quattro milioni di lavoratori poveri. Anche se un ulteriore sforzo portando la soglia da 28.000 euro a 40.000 euro sarebbe gradito.
I nodi negativi che sono da sciogliere riguardano invece fisco e pensioni: “Sul fisco non ci siamo, in questo Paese continuano a pagare le tasse soltanto i lavoratori dipendenti e i pensionati. C’è l’idea che ormai pagare le tasse sia inutile tanto prima o poi arriverà un condono”. La leva da spingere è quella della lotta all’evasione fiscale: “Non c’è un problema solo di grandi patrimoni, c'è un problema di chi non paga le tasse”.
Infine il tema pensionistico. La manovra secondo la Uil peggiora le condizioni di chi deve andare in pensione. La soluzione per Bombardieri è aprire una discussione su una riforma strutturale delle pensioni che non sia legata al momento della manovra: “Ci troviamo a parlare di pensioni solo quando si tratta per il Governo di risparmiare 50 milioni. Questo è un paese che ha bisogno di fare un ragionamento più ampio, guardare quale sarà lo Stato sociale del domani, capire come si mantengono i soldi pubblici e anche dentro l’Inps chi contribuisce a pagare le pensioni e chi no, quali sono i settori”.



