SANITÀ

Liste di (lunga) attesa, boom di visite private: in Piemonte 1.300 euro a famiglia

L'Italia tra i Paesi Ocse con la più alta incidenza della spesa sanitaria out of pocket. Meglio in Germania Francia e molte altre nazioni europee. Gran parte degli esborsi dei cittadini vanno per le prestazioni ambulatoriali. Lo stretto legame con i tempi nel pubblico

La spesa per curarsi sostenuta di tasca propria dai cittadini vede l’Italia ben al di sopra della media tra tutti i 38 Paesi dell’area Ocse e con un notevole distacco in negativo anche rispetto a nazioni europee come Francia Germania. A tirare fuori dal portafogli per visite, farmaci ed esami più soldi degli italiani, in Europa, solo soltanto la BulgariaPortogalloBelgioLituaniaAustriaNorvegia e seppur di poco la Spagna.

Ma c’è un dato ulteriore che risulta interessante e appare difficilmente non associabile alle liste d’attesa e alla difficoltà ad ottenere prestazioni dal servizio sanitario nazionale nei tempi dovuti. Del 3,6% cui ammonta la spesa sostenuta dai pazienti rispetto a quella complessiva della sanità ben il 48% attiene alle prestazioni ambulatoriali. Una percentuale addirittura più che doppia rispetto alla media Ocse e seconda, tra tutte le 38 nazioni, solo rispetto al Portogallo.

Mano al portafoglio

Cifre e percentuali, quelle contenute nel recente rapporto stilato dall’Ocse su rilevamenti del 2023, che per quanto riguarda l’Italia non possono che confermare una situazione ben nota e che mostra un continuo crescente ricorso a visite ed esami a pagamento, sia che queste vengano erogate in regime di intramoenia ovvero da parte di professionisti dipendenti che operano anche in libera professione, sia rivolgendosi a strutture del tutto private.

Un quadro che se non vede eccezioni a livello nazionale, mostra tuttavia differenze tra le aree del Paese sempre e comunque legate alla difficoltà ad ottenere ciò che dovrebbe essere erogato nei tempi previsti dalla sanità pubblica. 

Visite a pagamento

Nel periodo 2012-2022 la cosiddetta spesa out of pocket, ovvero quella sborsata direttamente e completamente dai cittadini, è aumentata in media dell’1,6% ogni anno arrivando nel 2022 a quasi 37 miliardi su un totale di poco meno di 172 miliardi del costo complessivo della sanità italiana. Nel 2023 ha sfondato il tetto dei 40 miliardi.

Piemonte: +6%

Concentrando l’attenzione sul Piemonte, lo stesso scenario delineato indica in ben 1 miliardo e 248 milioni il costo sostenuto dai residenti con un incremento del 6% in un decennio e la prospettiva certa di un costante e sensibile aumento rispetto ai 1.340 euro per famiglia indicati dalle ultime elaborazioni dell’Istat.

Si prevede, infatti che, a livello nazionale questo esborso da parte dei pazienti arriverà nel 2028 a superare i 47 miliardi con un impatto sempre più pesante sulle famiglie che già oggi, nel 40% dei casi ha dovuto ridurre altre spese per far fronte a queste necessità. Senza dire di chi l’out the pocket non può permetterselo affatto con il risultato, davanti a tempi di attesa troppo lunghi o addirittura all’impossibilità di prenotare una prestazione, rinuncia a molte cure.

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