Tre miliardi in più per la Sanità. Approvato il riparto tra le Regioni
Stefano Rizzi 16:05 Lunedì 24 Novembre 2025Quando ormai l'anno è quasi finito le amministrazioni sanno quanto possono spendere (e hanno già speso) per il 2025. Rispetto al 2024 ci sono risorse in più. Al Piemonte, che vale circa l'8% sul totale, dovrebbero arrivare circa 200 milioni in più
Poco più di 136 miliardi e mezzo. È la cifra delle risorse disponibili per finanziare la sanità per l’anno che sta per finire. Oggi la Conferenza delle Regioni ne ha approvato il riparto, ovvero criteri e percentuali su cui suddividere la somma per ciascuna regione.
Della dotazione complessiva del fondo, 130.668.126 euro sono rappresentati dalla "quota indistinta", la quale è ripartita per il 98,5% sulla base della popolazione residente e della frequenza dei consumi sanitari per età; per lo 0,75% sulla base del tasso di mortalità; e per un altro 0,75% sulla base dell'incidenza di povertà, bassa scolarizzazione e disoccupazione. Inoltre c’è la cosiddetta "quota premiale", pari a 341 milioni di euro per il 2025 (0,25% del totale del Fondo), ripartita in auto-coordinamento tra le Regioni in un reciproco sforzo di solidarietà in modo da garantire a tutte un incremento dei finanziamenti.
Tra i criteri utilizzati dalla Conferenza delle Regioni per la quota premiale compare per la prima volta l'indice della densità abitativa ed estensione territoriale, ritenuto una leva fondamentale per rispondere al fabbisogno sanitario di alcuni territori. Un punto questo su cui aveva concentrato negli ultimi anni una dura battaglia l’ormai ex governatore della Campania Vincenzo De Luca, rallentando con una sorta di ostruzionismo lo stesso riparto già lo scorso anno.
Per quanto riguarda il Piemonte in attesa di cifre esatte si può prevedere un incremento rispetto ai 9,4 miliardi del 2024 in virtù dell’aumento di circa 3 miliardi del fondo nazionale per l’anno in corso rispetto a quello precedente.
Resta sempre come nota a margine, ma non certo irrilevante, il ritardo con cui anno dopo anno si giunge all’approvazione del riparto, un tempo disponibile non più tardi di inizio estate. Pur con anticipazioni e previsioni, resta il fatto che ogni Regione sa con certezza quanto ha da spendere per la sanità quando ormai l’anno è praticamente finito.



