Elkann tinteggia la Palazzina Fiat e prepara il "pacchetto" per l'Europa
Gioele Urso 15:37 Martedì 25 Novembre 2025Grande festa a Mirafiori per l'avvio della produzione della 500 Ibrida. Obiettivo 100mila modelli nel 2026. Al centro degli interventi le critiche al green deal. Da Torino una serie di proposte per modificare la deadline dell'Ue - VIDEO
John Elkann, almeno a parole, rimette la Fiat al centro del progetto di Stellantis. A Mirafiori, nel cuore del polo produttivo che nel secolo ferrigno ha lanciato l’industria automobilistica in Italia, pronuncia un discorso di oltre una decina di minuti durante in cui riafferma l’importanza di Torino per il gruppo e rinsalda l’alleanza con il Governo nella battaglia contro il green deal europeo. Tutto questo nel giorno in cui viene avviata ufficialmente la produzione delle nuove 500 Ibride. E intanto prepara il "pacchetto" all'Europa.
“A Torino batte il cuore Fiat”
Il palco dal quale parla il numero uno di Stellantis e a ridosso dell’ingresso di quello che un tempo fu il quartier generale della Fiat. Una palazzina realizzata nel 1939 che affaccia su corso Agnelli e dalla quale sono stati rimossi poche settimane fa gli storici loghi dei marchi che hanno fatto grande l’automobile italiana. A breve inizieranno i lavori di riqualificazione dell’immobile che, come annunciato qualche anno fa, rientra nel programma grEEn-campus per la trasformazione dei luoghi di lavoro. Un intervento che interesserà una superficie di 61.000 metri quadrati e che si articolerà su cinque piani di uffici fuori terra e due piani interrati.
Anche con questo progetto, ha spiegato Elkann, viene confermata l’importanza che Torino ha per il gruppo Stellantis. Un modo per tentare di spegnere tutte quelle voci che si rincorrono ormai da anni e che vogliono un progressivo disinnamoramento della “famiglia Agnelli” per la città. “Qui a Torino batte il cuore della Fiat e di un'avventura iniziata in questa città 126 anni fa e che si è diffusa in tutto il mondo”, ha detto il presidente di Stellantis.
Un nuovo capitolo di questa storia viene scritto a partire da oggi. Dentro lo stabilimento gli operai sono al lavoro per la produzione della nuova 500 Ibrida. L’obiettivo è raggiungere i 100.000 modelli prodotti in un anno a partire dal 2026; entro la fine del 2025 saranno 6.000, mille in più di quelli annunciati a inizio anno.
Bloccare il declino
Tutto bello, ma poi c’è il mercato che la fa da padrone e che, fino a questo momento, non ha digerito l’innovazione del motore elettrico nel settore automotive. Le automobili elettriche, al momento, sono troppo care; oppure non sono all’altezza di un utilizzo quotidiano massiccio; oppure sono microcar.
È da queste problematiche che nasce l’alleanza siglata tra Stellantis e il Governo italiano. Elkann ha spiegato che durante l’anno c’è stato un “dialogo intenso” con la Commissione europea con “scambi apprezzati, franchi e aperti”. Il risultato è stata l’elaborazione di un “pacchetto di proposte positive, concrete, prontamente realizzabili e di buon senso, che, insieme, possono iniziare a risollevare l'industria automobilistica europea da quello che rischia di essere un declino irreversibile”.
"Clienti non disposti a farsi dire che auto comprare"
Pochi minuti dopo a fare eco al presidente di Stellantis è Adolfo Urso, il ministro del Made in Italy, che, oltre a lodare l’azienda per i passi in avanti fatti sul Piano Italia, traccia anche la deadline per un’inversione di rotta in Europa: “La prossima data decisiva per il settore auto europeo è il 10 dicembre. Lo diciamo con forza da Torino: perseverare nell'errore sarebbe diabolico. Noi non lo permetteremo. Se l'Europa farà la sua parte, l'Italia è già pronta a fare la sua”. Il leitmotiv è chiaro: l’addio ai motori endotermici deve essere rinviato. Il 2035 non è una data credibile e sostenibile per il business dei produttori automobilistici.
In fondo è la prima cosa che è stata messa in chiaro anche da Antonio Filosa, il nuovo amministratore delegato di Stellantis, che durante il primo incontro con i sindacati a Torino ha chiesto loro di siglare un’alleanza per sollecitare l’Europa a cambiare rotta.



