Città della Salute, soldi a gogò. Fondi extra nelle carte dei pm
Stefano Rizzi 17:53 Martedì 25 Novembre 2025Oltre ai 7 milioni del Fondo Balduzzi "cancellati", nei mirino della Procura la gestione di altro denaro dell'intramoenia. Tranchida blocca il fondo di perequazione. Tra i documenti acquisiti dalla Finanza anche il parere (positivo) dei revisori sul bilancio 2024
Soldi destinati solo ai medici che, invece, sarebbero stati distribuiti anche a dirigenti e funzionari amministrativi. Ci sarebbe anche questo nei rivoli, spesso fiumi, di denaro usciti dalla Città della Salute, per anni mucca da mungere a più mani e oggi senza neppure più una goccia di latte.
E nelle carte acquisite ieri in corso Bramante dalla Guardia di Finanza su disposizione della Procura della Repubblica c’è anche proprio quel fondo denominato “di perequazione” su cui si concentrerebbe l’attenzione degli inquirenti, così come sui sette milioni non incassati del Fondo Balduzzi e “cancellati” nel bilancio 2024, firmato lo scorso 4 novembre dal direttore generale Livio Tranchida.
Due aspetti finanziari e contabili legati strettamente l’uno all’altro. Già, perché se il 5% del fondo ribattezzato col cognome dell’allora ministro della Sanità Renato Balduzzi non ha portato, in un decennio, nelle casse della più grande azienda ospedaliera quella notevole somma a causa di un mancato inserimento del regolamento firmato dai sindacati nella delibera del 2015, c’è un altro atto sostanzialmente contemporaneo.
Bonus a gogò
È quello che invece avrebbe aperto i rubinetti del fondo di perequazione anche a soggetti che la legge non sembra individuare tra i fruitori. Il 28 gennaio 2016 l’allora direttore generale Gian Paolo Zanetta sottoscrive con i sindacati Pta, ovvero professionale-tecnico-amministrativo, un accordo per concedere risorse del fondo di perequazione alimentate sempre dagli introiti della libera professione.
La presunta anomalia starebbe nel fatto che i soldi non andavano solo ai dirigenti sanitari che per varie ragioni non riuscivano ad esercitare l’intramoenia o lo facevano in percentuale ridotta, ma la platea era stata estesa dall’Urp all’Economato, dall’amministrazione del personale agli affari legali, passando per il recupero crediti e non pochi altri settori non sanitari.
Camici bianchi all'oscuro
Una decisione che a quanto verificato in queste ore dallo Spiffero, avrebbe sorpreso oggi più di un sindacato dai camici bianchi ignaro di quell’estensione dei bonus ad altre categorie, nonostante come si fa notare la legge detti regole molto chiare in materia.
Quale sia l’ammontare di quelle aggiunte agli stipendi non è al momento noto. Si sa, invece, che l’attuale vertice della Città della Salute, sempre in queste ore, ha sospeso le erogazioni del fondo di perequazione, le cui carte insieme al bilancio 2024, firmato lo scorso 4 novembre dal direttore generale Livio Tranchida, sono nel fascicolo per ora senza indagati aperto dalla Procura della Repubblica. Così come è noto da giorni il passivo di oltre 400mila euro dell’intramoenia per il 2024, con costi che avrebbero superato le entrate in violazione di una legge dello Stato che impone di non scendere sotto il pareggio di bilancio. Per questa ragione in corso Bramante sono già stati approntati i tavoli con i sindacati per rivedere e aggiornare in tempi brevissimi le tariffe per le prestazioni erogate ai pazienti a pagamento.
Nuove tariffe subito
L’alternativa in caso di mancato accordo è l’immediata sospensione dell’intramoenia stessa. Ma anche questo sbilancio potrebbe legarsi proprio a quei flussi di denaro sospettati di aver portato fuori dalle casse pubbliche ben più denaro di quanto ne entrasse.
Carte e questioni, quelle che vanno accumulandosi negli uffici dei magistrati così come sulla scrivania di Tranchida, che paiono sempre più comporre quel disordine amministrativo denunciato anche in consiglio regionale dall’allora commissario Thomas Schael. La sua decisione di subordinare la firma del bilancio 2024 a un lavoro di verifica dei passati esercizi era stata tra i motivi del suo licenziamento solo dopo cinque mesi da parte dell’assessore Federico Riboldi, forsanche insieme ad altri meno palesi ma non meno pesanti che andrebbero trovando sostegno nelle attuali vicende.
Nuovo filone d'inchiesta
Se l’allora der kommissar aveva posto la sua attenzione proprio sulla gestione della libera professione, sia esercitata all’interno degli ospedali sia pure per un misero 15% sia soprattutto all’esterno in strutture private, ulteriore attenzione e con ben altri poteri pare essere dedicata a quegli aspetti dalla magistratura che proprio sulla gestione del Fondo Balduzzi ha già concluso un’inchiesta con 16 rinvii a giudizio per altrettanti ex direttori e dirigenti di corso Bramante.
Tra i documenti acquisiti ieri c’è anche il parere del collegio sindacale. I revisori hanno dato parere positivo al bilancio firmato da Tranchida, ma non è noto se abbiano espresso indicazioni o raccomandazioni. Uno dei nodi resta quello dei 7 milioni cancellati poiché ritenuti, anche con il supporto di un consulente esterno (diverso dall’advisor ingaggiato al tempo da Schael), non esigibili per l’assenza nella delibera del 2014 del già citato accordo – che esiste ed è firmato – con i sindacati.
L'incognita del Mef
Il vertice della Città della Salute ha operati questa scelta su cui ancora si attende il giudizio del direttore generale della Sanità Antonino Sottile necessario alla giunta presieduta da Alberto Cirio per deliberare l’approvazione del consuntivo 2024. Ma su quella somma e la sua eliminazione dal documento contabile potrebbe dire la sua anche il Mef, nel momento in cui la il consolidato della sanità piemontese arriverà sul tavolo di verifica. Con quei sette milioni in meno.



