"Pronti ad accogliere Leone XIV". Il papa a Torino per la Sindone
14:21 Giovedì 27 Novembre 2025Parlando ai giornalisti al suo seguito in un viaggio verso il Medio Oriente, il pontefice ha manifestato la possibilità di una sua visita a Torino per il Sacro Lino, dieci anni dopo il suo predecessore Bergoglio. L'arcivescovo: "Lo aspettiamo con grande gioia"
A dieci anni esatti dalla visita di Papa Francesco per l’ostensione straordinaria della Sindone del 2015, Torino potrebbe tornare ad accogliere un pontefice. L’ipotesi di un viaggio di Papa Leone XIV nel capoluogo piemontese non è più semplice suggestione: nelle ultime ore, segnali incoraggianti sono giunti direttamente dal Santo Padre, che durante il volo papale diretto in Turchia e Libano ha dialogato a lungo con gli ottanta giornalisti al seguito, menzionando la possibilità di un approdo in città. E la diocesi torinese, confidando che alle parole seguano i fatti, si prepara al suo arrivo.
Un cenno che vale più di una conferma
Interrogato da una cronista algerina sull’eventualità di recarsi a Torino per l’ostensione virtuale della Sacra Sindone, Leone XIV si sarebbe limitato a un cenno di assenso. Un gesto minimo, ma sufficiente ad alimentare le attese in città. Lo stesso Papa, interloquendo con i giornalisti durante il volo, ha accennato anche ad alcuni possibili futuri viaggi – dall’Algeria alla Spagna – lasciando intendere che la sua agenda potrebbe presto arricchirsi di nuove tappe europee, tra le quali potrebbe rientrare il capoluogo sabaudo.
Repole: “Torino è pronta ad accoglierlo”
A poche ore dalle parole di Papa Prevost, è arrivata la reazione del cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino e custode della Sindone, che in una nota ha aperto le porte della diocesi al Pontefice. “La Chiesa torinese, e credo l’intera città, sono pronte ad accogliere Leone XIV con grande gioia, se confermerà il suo desiderio di visitare Torino e la Sindone”, ha dichiarato Repole.
“Dal primo giorno del suo Pontificato – ha proseguito l’Arcivescovo – Leone XIV ha portato l’attenzione sullo sguardo di Gesù, unica e vera fonte della pace che il mondo sta invocando con tanta trepidazione. La Sindone rimanda alla morte e alla sofferenza, ma soprattutto alla risurrezione di Gesù e alla vittoria della vita, un segno che da Torino si diffonde in tutto il mondo”. Parole che suonano quasi come un invito ufficiale al primo Papa americano nella storia della Chiesa Cattolica, e che confermano il clima di attesa che si respira in diocesi, a un decennio di distanza dalla visita di Jorge Mario Bergoglio.
Il ricordo della visita di Francesco
L’ultimo viaggio di un Papa a Torino, in occasione dell’ostensione del Sacro Lino, risale infatti al 2015, quando Papa Francesco si recò nel capoluogo piemontese per una visita di due giorni, in concomitanza con le celebrazioni per il bicentenario della nascita di san Giovanni Bosco. Quella ostensione fu definita “straordinaria” sia per la partecipazione popolare che per il valore simbolico che assunse in un momento delicato per la Chiesa e per l’Europa, alle prese con la crisi dei migranti e il dilagare del terrorismo di matrice islamista.
Verso una nuova ostensione?
Se confermata, la presenza di Leone XIV a Torino rappresenterebbe un nuovo capitolo nella storia del rapporto tra i pontefici e la Sindone, la reliquia più discussa e al tempo stesso più venerata del cristianesimo. La modalità “virtuale” della prossima ostensione, sulla quale si discute da tempo, non ridurrebbe affatto l’impatto spirituale dell’evento, anzi potrebbe amplificarne la portata globale. Per ora, resta quel cenno di assenso. Pochi secondi, ma sufficienti a rimettere in moto la macchina dell’attesa. Torino nel frattempo trattiene il fiato: la città, la diocesi e tutti i suoi fedeli confidano di ritrovarsi presto nuovamente al cospetto del Vescovo di Roma.



