TRAVAGLI PD

Civati leader, la corsa parte da Torino

I seguaci subalpini dell'ex rottamatore lombardo si incontrano sabato all'insegna del "Cambiare si può". Tra loro Viotti, Suppo e l'assessore comunale Ilda Curti. Obiettivo: preparare la squadra per la conquista del vertice del partito democratico

Parte da Torino la corsa alla leadership del Partito democratico. Mentre il segretario Pier Luigi Bersani è impegnato nella ricerca di un’improbabile alleanza parlamentare per formare il nuovo governo, sul territorio è già partita la corsa alla successione. Il capitombolo elettorale ha ringalluzzito l’ala più riformatrice e rinnovatrice che alberga a Largo del Nazareno. Così dopo i “ve lo avevamo detto” dei renziani (leggi Davide Gariglio) e i “mea culpa” dei bersaniani pentiti (Stefano Esposito) si sta facendo largo la componente di mezzo che si ritrova nella figura di Pippo Civati. Dopo il suo intervento alla direzione nazionale di ieri, in rete è partito il tam tam e nel partito c’è già odore di congresso. Lo ha ammesso senza metafore lo stesso Matteo Orfini, tra i leader dei giovani turchi, i pretoriani del segretario, che rivendica la necessità di un nuovo scontro interno al partito perché al momento «non siamo né carne né pesce». Insomma, mentre da un lato la direzione del Pd dà il via libera agli otto punti del leader lo sguardo dei dirigenti è già rivolto al dopo, “semmai un dopo ci sarà”.

 

Intanto i seguaci del neo deputato lombardo a Torino si organizzano. Sabato 9 si incontreranno al Cecchi Point di Torino sotto le insegne di “Cambiare si può! Noi ci siamo”, in una convention organizzata tra gli altri da Daniele Viotti, attivista dei diritti per gli omosessuali che aveva tentato di candidarsi alle parlamentarie del Pd senza riuscire a raccogliere le firme necessarie, il valsusino Jacopo Suppo e l’assessore torinese all’Urbanistica Ilda Curti, vicina a Civati, sin dai tempi della mozione Marino, durante i congressi del 2009. Lui si è già detto disponibile ad assumere l’incarico di segretario, magari in partnership con Matteo Renzi a Palazzo Chigi, dal momento che il sindaco di Firenze ha sempre negato di essere interessato a prendersi il partito.