Molinette maglia nera in Piemonte. Inappropriato un ricovero su cinque
Stefano Rizzi 13:32 Venerdì 05 Dicembre 2025A far luce sul fenomeno è l'Agenas. A metà classifica il Santa Croce e Carle di Cuneo e il Santi Antonio e Biagio di Alessandria. Si distingue in positivo il Mauriziano. A pagare le conseguenze sono i pazienti che trovano meno posti letto a disposizione
Non ci sono soltanto le prescrizioni di visite e gli esami “inappropriati” a pesare sul sistema sanitario e, in prima battuta, sulle liste d’attesa che continuano a rimanere troppo lunghe. L’Agenas, l’agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, ha acceso un faro anche sull’appropriatezza dei ricoveri, e il risultato non è affatto confortante. Anche in questo caso le conseguenze ricadono sulla disponibilità di posti letto e, dunque ancora una volta, sui pazienti in attesa per settimane, mesi, se non addirittura anni, per un intervento che richiede la degenza.
L’alta percentuale di ricoveri ritenuti non appropriati, inoltre, per l’Agenas è un indicatore del funzionamento stesso della struttura ospedaliera, così come del sistema della medicina territoriale e specialistica che la circonda. Ad accendersi sono, o meglio dovrebbero essere, le spie di allarme relative a carenze nella rete sanitaria territoriale, a differenti procedure di triage e accesso ai reparti, ma anche a condizioni strutturali come il numero stesso di posti letto e la capacità di gestione dei flussi relativi ai ricoveri. Per contro, percentuali basse di ricoveri evitabili indicano la capacità di fornire prestazioni più rapide e presumibilmente migliori, oltre a sveltire in maniera meno lenta le liste d’attesa.
Ad aprire la classifica negativa, per quanto riguarda le aziende ospedaliere non universitarie, in Italia sono gli Spedali di Brescia dove l’inappropriatezza dei ricoveri arriva al 20,2%. Poco sotto si trova il Niguarda di Milano (20%). In entrambi i casi un ricovero su cinque sarebbe ritenuto evitabile dai calcoli dell’agenzia in base a una serie di algoritmi e parametri. Al terzo posto il Cardarelli di Napoli con il 18%, quindi il San Gerardo di Monza (17,1) e il Brotzu di Cagliari con il 16,6%. Il primo ospedale che compare nell’elenco, piazzandosi verso la metà della classifica. È il Santa Croce e Carle di Cuneo dove l’inappropriatezza dei ricoveri è pari al 12,8%. Lievemente superiore al Santi Antonio e Biagio di Alessandria con l11,8%. Risultati decisamente migliori quelli del Mauriziano di Torino con il 9,4%.
Ma è all’azienda di corso Bramante che bisogna guardare, in Piemonte, per trovare la non invidiabile terza posizione in fatto di ricoveri inappropriati per quanto attiene alle aziende ospedaliere universitarie. La Città della Salute con un tasso del 17,2% è preceduta soltanto dall’Umberto I di Roma dove la percentuale è del 19,1% e dal Vanvitelli di Napoli che apre l’elenco con il 21%. Decisamente meglio al San Luigi di Orbassano dove le degenze considerate evitabili sono pari il 13,6%. Ancor più positivo il dato del Maggiore della Carità di Novara che con l’11,5% figura nella parte più bassa dell’elenco e quindi, almeno secondo lo studio di Agenas, più virtuosa. Virtù che, come detto, hanno diverse possibili ragioni alcune delle quali non stanno dentro all’ospedale, ma provengono dal territorio e da un sistema che vede coinvolte più figure della sanità in un percorso che, in alcuni casi, forse non dovrebbe condurre al ricovero.



