FINANZA LOCALE

Piemonte pieno di debiti ma stabile. Moody’s alza il rating della Regione

Nonostante un macigno da oltre otto miliardi, la situazione migliora: dopo Ficht anche l'agenzia americana promuove l'azione di progressivo (ma lento) miglioramento. Complice anche il traino della pagella italiana. Cirio e Tronzano dalla cassa alla grancassa

C’è un vecchio aforisma di Brecht secondo cui “chi non ha un soldo non vale niente, ma chi ha molti debiti è ancora più rispettabile”. Nel quadro dei conti pubblici piemontesi questo paradosso calza alla perfezione: il Piemonte rimane una regione pesantemente indebitata, ma oggi è più stabile, più credibile e – cosa non banalissima – con un rating in crescita. Le agenzie internazionali certificano un miglioramento che si muove su due binari paralleli: la riduzione del debito e il rafforzamento della capacità amministrativa.

Moody’s ha appena alzato il rating da Baa3 a Baa2, secondo gradino dell’Investment Grade, con outlook stabile. È un nuovo salto in avanti, che consolida il recupero iniziato l’anno scorso quando il Piemonte aveva riconquistato l’area dell’investibilità dopo un periodo complesso. Ora arriva un ulteriore riconoscimento che si affianca a quello di Fitch, che già a settembre aveva promosso la Regione da BBB a BBB+, certificando un profilo di rischio in miglioramento. Secondo Moody’s, la Regione presenta bilanci in equilibrio, un indebitamento in fase discendente, un’efficienza gestionale crescente e una struttura economica solida e diversificata. L’agenzia sottolinea che il Piemonte beneficia del quadro macro nazionale, ma attribuisce alla Regione meriti autonomi, frutto della governance, della disciplina di bilancio e della capacità di mantenere margini operativi positivi anche in una situazione economica complessa.

Dietro questi giudizi ci sono numeri molto concreti. L’ultimo bilancio certificato dalla Corte dei Conti fotografa uno stock di debito pari a circa 8,13 miliardi di euro al 31 dicembre 2024, una cifra che Fitch conferma attraverso le proprie valutazioni collocandola poco sopra gli 8,5 miliardi, con una struttura definita “a basso rischio” grazie al fatto che il 70% dell’indebitamento è finanziato da soggetti pubblici come lo Stato e la Cassa Depositi e Prestiti. Il trend, pur non vertiginoso, è di costante discesa: dal picco di 9,6 miliardi del 2018, la Regione è scesa agli 8,48 miliardi del 2023 e poi agli 8,13 del 2024, una dinamica rallentata anche dalle operazioni patrimoniali come il leasing del Palazzo della Regione, ma comunque orientata a una progressiva riduzione. Parallelamente il disavanzo si è ridotto dai circa 6,6 miliardi del 2018 ai 4,88 del 2024, confermando un percorso di risanamento che la Corte dei Conti definisce coerente e stabile.

Moody’s non si limita a certificare il passato, ma offre anche proiezioni molto favorevoli: prevede che la Regione genererà un avanzo operativo pari al 7,5% delle entrate nel 2025 e al 9,3% nel 2026, mentre il debito dovrebbe scendere dal 68% delle entrate operative del 2023 al 55% nel 2025 e al 52% nel 2026. Sono numeri che raccontano una traiettoria di miglioramento costante. L’agenzia sottolinea anche tre aspetti che rafforzano il profilo finanziario del Piemonte: il mantenimento di standard sanitari elevati nei livelli essenziali di assistenza, la totale assenza da sette anni del ricorso ad anticipazioni di tesoreria – un segnale particolarmente apprezzato nei giudizi sul merito creditizio – e la capacità di attivare investimenti importanti grazie ai 1,75 miliardi del Pnrr assegnati direttamente, utili a sostenere infrastrutture, digitalizzazione e transizione ecologica.

In questo contesto, il presidente Alberto Cirio e l’assessore al Bilancio Andrea Tronzano rivendicano il risultato come la prova che una Regione stabile è una Regione credibile e, dunque, più competitiva nell’attrarre imprese e investimenti. Parlano di un riconoscimento oggettivo del lavoro di risanamento svolto negli ultimi anni, una tappa importante in un percorso improntato – dicono – alla serietà, alla trasparenza e al controllo della spesa pubblica. Secondo loro, il Piemonte è oggi una regione più solida e attrattiva, e la promozione di Moody’s dimostra che la buona amministrazione produce effetti concreti.

Resta però il nodo strutturale: il Piemonte è ancora gravato da un debito enorme. Tuttavia, il quadro complessivo indica una Regione molto indebitata ma sempre più capace di gestire quel debito, rafforzando la propria posizione sul mercato finanziario. Un ulteriore segnale positivo arriva dalla puntualità nei pagamenti ai fornitori: nel 2024 la Regione paga con sedici giorni di anticipo rispetto alle scadenze, un elemento che contribuisce alla percezione di efficienza.

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