TERAPIA D'URTO

Sanità in rosso, "tagliare le spese".
Ma per il Piemonte ormai è tardi

Il tavolo del Mef indica nei costi della farmaceutica uno degli allarmi più forti. Il caso della Città della Salute con incrementi esorbitanti. Un mese non basta certo per recuperare. Inevitabile trovare soldi altrove (ci sono?) per scongiurare il piano di rientro

Ridurre i costi. Si dirà che non si sarebbe dovuto scomodare il tavolo del Mef per dire al Piemonte, come del resto a molte altre Regioni, quel che bisogna fare per evitare che salti il banco sui conti della Sanità. Vero, in parte. Perché quello stesso tavolo al quale l’altro ieri si sono seduti i vertici tecnici della sanità piemontese ora avverte e dà indicazioni, domani ovvero tra un po’ di mesi potrebbe girare il pollice all’ingiù e dare corso alla procedura che porterebbe il Piemonte verso il piano rientro o addirittura il commissariamento della sua sanità. 

Molto, se non tutto, dipenderà quanto si riuscirà a fare di quel che il ministero oggi invita a fare con quei suggerimenti ai quali conviene sempre dar retta. Anche se il tempo è poco. Già perché l’esame della situazione economico-finanziaria del sistema sanitario piemontese fotografata con i dati che si fermano suppergiù a settembre, arriva quando l’anno è agli sgoccioli così come le possibilità di manovra sui conti del 2025 che già tutti sanno saranno assai peggiori rispetto a quelli non certo edificanti dell’anno scorso.

Due criticità

Fonti vicine all’organismo ministeriale indicano soprattutto due voci fortemente critiche e quindi in testa alla lista della spesa, da ridurre. 

La prima riguarda la farmaceutica e la seconda la protesica estesa anche a quegli ausili e altre apparecchiature che sono compresi nella più ampia dicitura di beni sanitari. Dai dati si primi nove mesi del 2025 emerge che nel capitolo della farmaceutica le uscite superino già i 700 milioni, tanto da presupporre che il totale per quest’anno sarà oltre il miliardo. Una cifra che tradotta in percentuale e con l’aggiunta dell’altro settore per cui il Mef ha fatto scattare l’allarme porterebbe a incidere ben più del 10% sull’intero fondo sanitario, ovvero il plafond affidato al Piemonte.

Il caso della Città della Salute

Segnali di avvertimento di quella spesa aumentata in maniera eccessiva non sono certo mancati. Il primo a denunciare che la spesa farmaceutica alla Città della Salute “è fuori controllo” era stato ai primi di marzo, pochissimi giorni dopo il suo arrivo in corso Bramante, l’allora commissario Thomas Schael.

Per il 2024 a fronte di un preventivo di 144 c’era stato un incremento del 12,3% pari a 17,8 milioni a fronte di un aumento nazionale, già elevatissimo, del 10%. E già nei primi sei mesi di quest’anno in corso Bramante si segnalava un ulteriore aumento della spesa calcolato prudenzialmente nel 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2024. E se quello delle Molinette è il caso più eclatante, va considerato l’intero sistema ospedaliero del Piemonte, nonché tutti i medicinali erogati anche con le prescrizioni dei medici di famiglia sul territorio regionale.

Gli alert del Mef

L’allarme è chiaro, l’invito di quelli cui non si può dire di no che arriva del Mef pure. Il problema, semmai sono i tempi. A meno di un mese dalla fine dell’anno quali cordoni si possono stringere? Ecco perché ancor più di quella di ieri l’altro saranno cruciali le future convocazioni al tavolo, dove si approfondirà la questione di tutte le questioni: il Piemonte ha le capacità finanziarie per coprire quel disavanzo certamente più pesante di quello, già tamponato a fatica, dello scorso anno?

Una domanda che se non otterrà risposta concreta da una Regione chiamata nuovamente a a raschiare il fondo del barile, aprirà la strada verso misure severe che il Piemonte ha già conosciuto in passato e che hanno lasciato segni profondi. E che potrebbero essere addirittura più incisive. I numeri: a quelli guarda il ministero. Su quelli, non certo sulla propaganda condita di ottimistici annunci e valanghe di fotografie sui social, si gioca il destino della sanità del Piemonte.