Gtt fuori fase

Dicono che…la fase 2 della ripresa di Gtt non stia procedendo proprio secondo i piani. L’arrivo del nuovo ad Guido Mulé avrebbe dovuto dare un rinnovato slancio alla municipalizzata torinese dei trasporti, dopo la gestione in chiaroscuro di Serena Lancione, che prima di far ritorno in Confindustria ha sì risanato i debiti dell’azienda, che nel 2024 ha chiuso in attivo dopo anni di pesante rosso, ma a costo di ridurre sensibilmente la qualità del servizio, tra corse saltate e fermate soppresse. Il simbolo di questa gestione deficitaria sono diventate le scale mobili: quelle che dovevano condurre i passeggeri alle fermate della metro di Pozzo Strada, Massaua e Bengasi sono rimaste ferme addirittura per anni, con l’Ad che in sua difesa aveva dichiarato che non è compito suo ripararle: la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso, inducendo il sindaco Stefano Lo Russo a non confermarla al termine del triennio.

Ma con l’arrivo di Mulè in Corso Turati la situazione non pare migliorata granché: i disservizi sono all’ordine del giorno, e proprio le scale mobili restano il punto debole della manutenzione ordinaria: quelle della stazione di Porta Nuova funzionano a singhiozzo, e sono ferme ormai da mesi.  Non proprio il miglior biglietto da visita per chi arriva in città da uno dei principali punti di approdo. A questo si aggiunge l’interruzione dei lavori della metro nel tratto di Rivoli-Cascine Vica, a causa del fallimento della società appaltante. Nuovo amministratore, vecchi problemi.

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