PALAZZO LASCARIS

L'opposizione va piano (sanitario), niente barricate in Aula

Dal summit strategia unitaria: solo emendamenti di merito, per ora. Nessuna resa dei conti tra Pentenero (Pd) e Disabato (M5s), ma lei e le colleghe Ravinale (Avs) e la renziana Nallo marcano stretto la collega dem: "Bisogna essere più incisivi in capigruppo"

Le opposizioni in Consiglio Regionale provano a mettersi alle spalle incomprensioni e diffidenze reciproche, e preparano una strategia unitaria per puntellare il piano socio-sanitario, negli ultimi giorni di discussione in Commissione prima di approdare in aula la prossima settimana. Dal vertice di questo pomeriggio che ha coinvolto i consiglieri dei quattro partiti di minoranza (Pd, M5s, Avs e Sue) è emersa la volontà di contrastare sul merito il piano promosso dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi, proponendo in maniera coordinata una serie di emendamenti migliorativi, senza un ostruzionismo fine a sé stesso. Opposizione costruttiva quindi, ma a una condizione: che anche da parte della maggioranza ci sia la volontà di collaborare. In caso contrario, l’ipotesi di una maratona natalizia per uscire dall’eventuale impasse non è da escludere.

Rush finale

Con la seduta di oggi è iniziata l’ultima settimana di discussione in IV Commissione Sanità del piano socio-sanitario, che stando al cronoprogramma dovrà essere licenziato entro venerdì, per poi passare all’esame del Consiglio, che dovrebbe approvare l’intero testo la prossima settimana, prima delle vacanze natalizie. Il condizionale è d’obbligo, ma le opposizioni non sembrano intenzionate a fare ostruzionismo, ma piuttosto a presentare emendamenti di merito, tali da apportare da modifiche migliorative al piano Riboldi. “Il piano nella versione originale dell’assessore è un libro dei sogni, e lo sanno anche i consiglieri di maggioranza, che hanno presentato più di 200 emendamenti”, ha commentato la capogruppo del Movimento 5 Stelle Sarah Disabato. Da qui la volontà, condivisa da tutti i partiti di opposizione, di provare a migliorare il piano con proposte mirate piuttosto che ingolfarlo con una pioggia di emendamenti. Una di queste riguarda l’introduzione di un sistema di monitoraggio che tenga traccia dei progressi relativi ai vari obiettivi prefissati dal testo.

Opposizioni ritrovate

Nessuna resa dei conti tra lei e la collega del Partito Democratico Gianna Pentenero, con cui anche negli ultimi giorni sono emersi contrasti sulle strategie da adottare per contrastare i provvedimenti della maggioranza. “Siamo partiti diversi, ma bisogna stare insieme se si vuole ottenere qualcosa. Altrimenti fanno passare tutto”.  Un maggiore coordinamento che dovrà partire dalla conferenza dei capigruppo, dove sono presenti le altre due leader di opposizione, Alice Ravinale per Avs e Vittoria Nallo di Stati Uniti d’Europa: è lì che si smista il traffico dei provvedimenti e delle convocazioni, e servirà un atteggiamento più battagliero per non lasciare campo libero alle proposte del centrodestra. Pentenero, che in qualità di capogruppo del primo gruppo di minoranza è considerata la leader dell’opposizione, potrà così contare sulle sue colleghe nelle varie interlocuzioni: per certi versi un ulteriore supporto, ma anche una marcatura stretta.

Incognita emendamenti

Se da questo vertice di minoranza sembra emersa la volontà di non procedere in maniera ostruzionistica, non è tuttavia da escludere che l’iter di approvazione del piano possa subire degli intoppi, visto che il numero di emendamenti resta elevato: è pur vero che non saranno migliaia, ma toccando la questione andranno discussi e votati, così come quelli di maggioranza, che saranno circa 200. Tutti concordati con la Giunta, dove Riboldi ha puntato a stroncare sul nascere qualsiasi possibile “sgambetto” da parte degli alleati leghisti dando piena disponibilità ad accogliere i loro emendamenti, insieme a quelli degli altri consiglieri di maggioranza. Una vera e propria anomalia, con le opposizioni che ora si aspettano venga riservata la stessa apertura alle loro proposte. In caso di muro contro muro, l’ipotesi dell’ostruzionismo duro e puro tornerebbe sul tavolo. Ma visto che significherebbe passare le Feste a Palazzo Lascaris, tutto fa pensare che entrambe le parti scenderanno a più miti consigli.

print_icon