Manovra, "scippo" ai vigili urbani:
taglio di 20 milioni, riforma al palo
Stefano Rizzi 07:00 Mercoledì 10 Dicembre 2025
Spariscono i soldi necessari per finanziare l'adeguamento della Polizia Locale. Un emendamento di Lega e FdI li ha dirottati sul contrasto all'immigrazione. Salvini rischia il cortocircuito tra difesa dei confini e sindaci che reclamano più mezzi per la sicurezza
Una riforma senza soldi è un po’ come un vigile urbano senza paletta. E se la riforma in questione è proprio quella della polizia locale, attesa da anni per aggiornare un ordinamento che risale ormai al 1986, le tante parole spese sulla maggior sicurezza nella città, grandi o piccole, che siano rischiano di svanire. Proprio come i venti milioni che destinati a finanziare i cambiamenti del settore sono stati dirottati, con un emendamento presentato da Lega e Fratelli d’Italia, su un programma per il controllo delle rotte dei migranti.
Dai Comuni ai migranti
Dalle strade al mare, pure se si tratta sempre di sicurezza, il cambio di destinazione di quel fondo istituito nel 2021 proprio per finanziare la riforma dei di quel settore in capo ai Comuni avrà pesanti ripercussioni proprio sul percorso che il testo si trova adesso a compiere senza benzina e, quindi, di fatto a fermarsi.
Le stesse rassicurazioni sul rapido iter del disegno di legge del Governo date ai sindaci dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo scorso 15 novembre all’assemblea dell’Anci a Bologna, sembrano assai meno certe dopo lo “scippo” dei venti milioni. Ancora più recentemente, lo scorso 3 dicembre la Commissione Affari Costituzionali della Camera aveva deciso di adottare il disegno di legge come testo base per accorpare i cinque depositati e affidare la delega al Governo per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della polizia locale. Ironia della sorte e forse chissà cos’altro ancora, in quello stesso giorno veniva prosciugato il fondo con l’approvazione in commissione Bilancio dell’emendamento al decreto legge Anticipi firmato da Rebecca Frassini per la Lega e Paolo Trancassini per Fratelli d’Italia.
L'appello dell'Anci
La priorità sembra essere, dunque, il finanziamento di un programma straordinario di cooperazione tra le polizie di vari stati per controllare i flussi migratori. Argomento su cui, si sa, il partito di Matteo Salvini tiene da sempre alta la guardia, anche se in questo caso il rischio è quello di un cortocircuito con un altro tema non meno nelle corde leghiste, qual la sicurezza e i poteri in capo ai sindaci partendo proprio dal rafforzamento e ammodernamento dalla forza di polizia che da essi dipende.
Recenti sono le esternazioni in merito dello stesso presidente dell’Anci Gaetano Manfredi che in un convegno aveva ribadito la necessità di dare maggiori poteri e mezzi ai primi cittadini per affrontare quella di ormai in un numero crescente di città è una vera e propria emergenza. Il sindaco di Napoli aveva premesso che nella richiesta fatta a nome dei suoi colleghi non c’è assolutamente la volontà, né il rischio di un’invasione di campo rispetto alle competenze e prerogative dello Stato e dunque nessun possibile fraintendimento con il Viminale. Ma tant’è, la questione esiste così come esiste la necessità di aggiornare normative e funzioni ormai vecchie di quarant’anni.
Le proteste dei sindcati
Il percorso parlamentare e del Governo, confermato da Piantedosi va in questa direzione. Il problema, come denunciano i sindacati, è quello stop o nel migliore dei casi rallentamento provocato dal venire meno del fondo per finanziare la riforma. Per la Cgil si tratta di “un segnale politico molto chiaro che indica come la riforma continui a non essere una priorità”. Non meno dura la Uil che definisce questo intoppo “inaccettabile” e ricorda come “i lavoratori e le lavoratrici continuino ad operare in condizione di crescente complessità senza un quadro normativo adeguato e risorse stabili”. Lo stesso sindacato ha chiesto al Governo di rifinanziare immediatamente il fondo, anzi di aumentarlo”. Il coordinatore nazionale della Cgil per la Polizia Locale, Antonio Santomassimo, ricorda che la primavera scorsa in commissione Affari Costituzionali “avevamo chiesto di integrare il fondo di ulteriori cento milioni. Invece ci hanno tolto pure quel poco che c’era”.
Una mossa, quella di spostare le risorse verso altri scopi, non certo gradita ai sindaci che avevano fatto sentire la loro voce con le proposte dell’Anci in commissione parlamentare ricordando come la riforma “deve essere considerata un investimento strategico sulla sicurezza delle città”. Un investimento senza soldi.



