Ordine infermieri Torino, San Raffaele di Milano non caso isolato
10:27 Mercoledì 10 Dicembre 2025
La vicenda che ha travolto l'ospedale San Raffaele di Milano, a causa della presunta inesperienza del personale infermieristico assunto da una cooperativa esterna, "non è un episodio isolato ma la naturale conseguenza di criticità che gli Ordini denunciano da tempo". Lo sottolinea l'Ordine delle professioni infermieristiche di Torino (Opi). "Non è una sorpresa", afferma il presidente Ivano Bufalo. "L'utilizzo di professionisti non pienamente verificati, - aggiunge - inseriti attraverso canali opachi o cooperative prive delle necessarie garanzie, espone a rischi evidenti la sicurezza dei pazienti e danneggia profondamente l'immagine di una professione che in Italia è altamente qualificata". "Gli infermieri - prosegue Bufalo - non sono prestatori d'opera di bassa qualifica. Sono professionisti che devono essere certificati, controllati e sottoposti all'obbligo di aggiornamento ECM, all'interno di un rapporto di lavoro strutturato, come avviene per la stragrande maggioranza di chi opera regolarmente nel nostro Paese. Ogni deroga è un rischio e un arretramento culturale". Sul caso milanese, il presidente dell'Ordine degli infermieri di Torino evidenzia anche un "paradosso già più volte denunciato dagli Ordini della Regione": "I nostri infermieri, preparati e riconosciuti come eccellenze in Europa, continuano a essere valorizzati all'estero mentre in Italia, per carenze strutturali e mancanza di programmazione, alcuni scelgono scorciatoie ricorrendo a personale meno qualificato o comunque non certificato. È un cortocircuito che non possiamo più permettere". L'Opi Torino conferma che "la questione sarà portata ai tavoli di confronto con la Regione Piemonte già attivi da settimane".



