PALAZZO CIVICO

"Le mie Olimpiadi? Le periferie".
Lo Russo show, verso il 2027

Nel tradizionale evento di fine anno alle Ogr, il sindaco snocciola i numeri della sua attività, annunciando l'avvio dell'iter di approvazione del piano regolatore e dei lavori della Metro 2. Davanti a stakeholder e studenti la campagna elettorale è già iniziata - VIDEO

Doveva essere il consueto bilancio di fine anno, l’ormai rituale appuntamento alle Ogr per raccontare cosa ha fatto la giunta comunale in questo 2025 che ormai volge al termine. Ma quello andato in scena stamattina sul palco delle Ogr, le ex Officine Grandi Riparazioni, è stato anche l’antipasto della campagna elettorale, a poco più di un anno dalle Comunali del 2027. Una sorta di prova generale per il sindaco Stefano Lo Russo, per rivendicare i risultati del suo mandato e dimostrare di meritarsi la riconferma, davanti a un pubblico che mischiava ai giovanissimi studenti delle scuole superiori l’architettura del potere cittadino, pur con qualche defezione importante, a partire dai rappresentanti dell’Unione industriali.

Sistema Torino

Seduti fianco a fianco, in prima fila troviamo il presidente di Iren Luca Dal Fabbro, la presidente della Fondazione Crt Anna Maria Poggi, il sovrintendente del Teatro Regio Mathieu Jouvin, il Segretario generale della Compagnia di San Paolo Alberto Anfossi, il rettore del Politecnico Stefano Corgnati e gli ex sindaci Sergio Chiamparino e Valentino Castellani a evidenziare un trait d’union tra il Sistema Torino di ieri e quello di oggi. E proprio uno dei principali stakeholder come la Poggi ha aperto la giornata: la giurista ciellina ha voluto celebrare la capacità di Torino di “ricrearsi”, evocando la metamorfosi delle Ogr come metafora dei cambiamenti della città. Son saliti sul palco, per una foto di gruppo insieme agli studenti, anche gli assessori della giunta Lo Russo, che avevano già incontrato i ragazzi in una serie di incontri, riproposti in video nel corso della mattinata.

Via al piano 

Poi è toccato a Lo Russo, che ha così dato il via alla sua autocelebrazione. Il sindaco è salito sul palco annunciando  l’avvio dell’iter di approvazione del nuovo Piano Regolatore, che la città attende da trenta anni. Il primo passaggio sarà martedì prossimo con la presentazione in giunta, per poi passare in Consiglio nell’anno nuovo per l’approvazione definitiva. “È lo strumento per immaginare la Torino del futuro”, ha commentato il primo cittadino, che ha promesso “un documento che risponda alle istanze dei cittadini per una città più fruita e fruibile”, e ha apprezzato l’apertura della Lega, che ieri ha annunciato la presentazione di un emendamento al Cresci Piemonte per velocizzare i tempi d’approvazione.

Le periferie come le Olimpiadi

La parte centrale del discorso è stata incentrata sui numeri, scelti per alimentare una narrazione di rinascita e di investimento sulla città profonda. 46,4 milioni per l'edilizia residenziale pubblica (“una leva anche per rigenerare spazi dismessi”), 26 milioni per ambiente e parchi, i 21,5 milioni per la rigenerazione urbana e 39,6 milioni per le politiche giovanili:  “La cifra più elevata degli ultimi 20 anni su questa voce”, ha sottolineato il sindaco di fronte agli studenti, che hanno approfittato dell’occasione per mangiare pandori e panettoni gentilmente offerti dall’amministrazione comunale. E, ancora, 57,8 milioni per interventi di manutenzione del suolo, a cui vanno sommati i 32 stanziati da Fondazione Crt, a cui si aggiungono quasi 50 milioni per sistemare le scuole e 21 milioni per gli impianti sportivi. I 306 milioni spesi sulle periferie, paragonati ai costi delle Olimpiadi invernali del 2006, sono stati l’immagine più forte, creando un parallelismo tra l’importanza dei grandi eventi e quella della riqualificazione dei quartieri complessi.

Guarda il video con le dichiarazioni del sindaco

Lavori in corso

Lo Russo ha poi proseguito a snocciolare interventi e cantieri come fossero punti di un programma elettorale già in rodaggio: dai progetti per la riqualificazione di Aurora-Barriera ai fondi per i parchi pubblici, rigenerazione urbana, manutenzione del suolo, scuole e impianti sportivi. Ma soprattutto le infrastrutture, con l’annuncio che i lavori per la Metro 2 partiranno nel 2026. Alla fine Lo Russo ha richiamato i quattro pilastri che hanno accompagnato il suo mandato: sviluppo, coesione, sostenibilità e cura. L’endorsement internazionale è arrivato dal professore Richard Burdett della London School of Economics, che ha definito Torino “un modello di rigenerazione urbana”. A dimostrazione che quello di oggi non è stato solo un bilancio di mandato, ma anche e soprattutto il segnale che la corsa per il 2027 è cominciata. E il sindaco ha scelto le Ogr per dirlo, senza dirlo.

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