Pd, il governo taglia sull'Università e i precari pagano
11:00 Giovedì 11 Dicembre 2025
"Ci auguriamo che gli atenei piemontesi pongano al governo con forza il problema della continuità lavorativa dei precari Pnrr con un fondo speciale volto ad assorbire il personale impegnato in ricerca di base e servizi di didattica. Accanto a questo, esiste un livello locale: scegliere di privilegiare oggi l'assorbimento di almeno parte del personale precario nei settori a minor finanziamento privato significa scegliere di dare la priorità a questo obiettivo su altri, di per sé altrettanto legittimi, come gli scatti di carriera da docenti associati a ordinari, valutando anche le diverse necessità dei settori scientifico-disciplinari. È l'ora di compiere scelte difficili ma giuste per invertire la tendenza e salvare il paese dalla fuga dei cervelli". Così Simona Paonessa, consigliera regionale Pd, e Paolo Furia, dipartimento Università Pd Piemonte sui finanziamenti alla ricerca universitaria. "Ci si riempie la bocca parlando di inverno demografico - affermano i due esponenti Dem - ma gli stanziamenti iper miliardari delle tasse degli italiani vanno a finanziare opere faraoniche dalla dubbia utilità anziché un piano di adeguamento degli standard salariali e di tutele del lavoro giovanile ai livelli degli altri paesi europei. Per il sistema universitario, l'effetto di queste scelte è lo sdoganamento di nuove forme contrattuali iper precarie: l'unica cosa stabile sarà il continuo turn over di contrattini rapidi e veloci, senza considerazione alcuna per le esigenze minime di sicurezza sociale per i giovani lavoratori, ma neppure per le esigenze di didattica dei dipartimenti". "Esiste inoltre - aggiungono - un odioso risvolto collegato al mercato del lavoro che in Italia è letteralmente spaccato in due. I maggiori costi di personale sostenuti dagli atenei dipendono infatti dall'adeguamento stipendiale Istat: un diritto riservato agli assunti a tempo indeterminato che, senza la copertura ministeriale, diventa un costo che pagano i precari, già di per sé privi di adeguamenti salariali e esclusi da ogni forma di welfare aziendale".



