VERSO IL VOTO

Non cè trippa per il centrodestra. Candidato cercasi per Moncalieri

Nella quinta città del Piemonte a meno di sei mesi dalle comunali il sindaco Montagna ha già individuato il suo successore nel portavoce Mauro, mentre l'opposizione brancola nel buio. Meloniani divisi, la Lega punta su un ex Pd

Se a sinistra è già tutto deciso, a destra si brancola ancora nel buio. A meno di sei mesi dal voto per le elezioni comunali, a Moncalieri la situazione dei due schieramenti è agli antipodi. Il dem Paolo Montagna dopo dieci anni di mandato si appresta a lasciare Palazzo Comunale, e ha designato come successore il suo portavoce Lorenzo Mauro, giornalista e docente universitario 37enne, considerato il suo erede naturale. Il centrosinistra, dopo mesi di lotte intestine, con la consigliera regionale Laura Pompeo che sembrava pronta a scendere in campo, spalleggiata dalla collega di Avs Valentina Cera, ha subito fatto quadrato intorno a lui.

Su chi sarà il suo sfidante invece è l’incertezza a farla da padrona, con i partiti della coalizione di centrodestra che non riescono a trovare una quadra. Eppure a Moncalieri, città più popolosa della città metropolitana di Torino dopo il capoluogo e quinta città in Piemonte, vi risiedono due segretari regionali: il deputato di Fratelli d’Italia Fabrizio Comba (con suo figlio Emanuele a guidare la sezione cittadina) e il ministro della Pubblica amministrazione in quota Forza Italia Paolo Zangrillo. Il centrodestra, che qui non ha mai vinto, parte largamente sfavorito, ma rischia di perdere senza nemmeno provarci.

Leghisti per caso

A contendersi l’investitura sono Lega e Fratelli d’Italia, dato che Forza Italia, avendo già espresso il nome di Pier Alessandro Bellagamba (candidato civico iscrittosi a FI in seguito) alle scorse comunali, a questo giro non tocca palla. Il Carroccio deve fare i conti anche con il commissariamento cittadino, affidato al deputato Alessandro Benvenuto, braccio destro del capogruppo leghista alla Camera – nonché segretario regionale – Riccardo Molinari, che per alcune sospette irregolarità nella compilazione delle liste cittadine era anche finito sotto indagine prima di essere completamente scagionato. Ad aspirare alla carica di candidato sindaco sono il pasticcere Maurizio Fontana, candidato in passato tra le fila dei Moderati di Mimmo Portas, e Jennifer Furci, già capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale e passata prima a Italia Viva e poi alla Lega, tra le cui fila non è stata rieletta nel 2020. Non esattamente degli adoratori di Alberto da Giussano, ma questo passa il convento moncalierese del Carroccio.

Derby meloniano

I due pretendenti dovranno però fare i conti con i desiderata di Fratelli d’Italia, che essendo il primo partito della coalizione rivendica per sé la scelta del candidato sindaco, ma è a sua volta divisa al suo interno. Da una parte i “pasionari” Augusta Montaruli e Maurizio Marrone spingono per l’avvocato e consigliere comunale Cristiano Monticone, mentre il segretario regionale Comba preferirebbe Fabio Sannella, generale dei Carabinieri in pensione e residente in città. Il mese scorso c’è stato anche un incontro a cui hanno preso parte i tre segretari provinciali della coalizione: Fabrizio Bertot per FdI, Elena Maccanti della Lega e Roberto Rosso per FI, ma non è stato risolutivo, e a oggi un candidato sindaco del centrodestra a Moncalieri non c’è.

Calligaro fa da sé

Un altro nome spendibile poteva essere quello di Arturo Calligaro, consigliere comunale della Lega che ha guidato il Carroccio a un discreto risultato alle comunali del 2020, dove ha sfiorato l’11%, risultando il primo partito della coalizione ed eleggendo tre consiglieri. Forte del suo consenso personale, Calligaro avrebbe fatto il passo più lungo della gamba, puntando a mettersi in proprio con una lista civica, candidandosi a sindaco puntando sull’appoggio di Forza Italia, scardinando così la coalizione di centrodestra e proponendosi come alternativa moderata a Mauro. Voci che non sono affatto piaciute a Benvenuto, che con ogni probabilità lo terrà fuori dalle liste. Anche se il tema principale oggi è chi sarà dentro nella corsa a sindaco, che con questi presupposti appare persa in partenza.

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