ECONOMIA DOMESTICA

Resa dei conti in Planet Smart. Fatwa di Buono contro l'ex ad

Emerge un retroscena. Il fisico torinese pochi giorni prima dell'assemblea del 28 novembre ha inviato una lettera agli azionisti. Obiettivo, boicottare la candidatura di Calleri nel board del gruppo che si difende. Mosse e contromosse che svelano gli altarini

Non votate lui o mi dimetto. È questo il tenore della mail che il fisico torinese, Stefano Buono, ha inviato ai soci di Planet Smart City pochi giorni prima dell’assemblea che ha nominato due nuovi amministratori non esecutivi all’interno del board del gruppo. Obiettivo del veto è Giovanni (Gigi) Calleri, già amministratore delegato di Planet Idea tra il 2018 ed il 2022. Una lettera che sa tanto di resa dei conti. Intanto a livello societario è scattata l’operazione finanziaria che dovrebbe portare al salvataggio della compagnia che mira a creare quartieri intelligenti sparsi per il mondo: 15 milioni di euro di aumento di capitale e 10 milioni di prestito obbligazionario.

Non un buon 2025

Per Planet Smart City non è stato un buon 2025. Iniziato con la richiesta di cassa integrazione per 69 dipendenti, si chiude con un tentativo di salvataggio che parte da un piano di rilancio che prevede un aumento di capitale da 15 milioni di euro. Ad annunciarlo è stato il ceo, Stefano Reganzani, durante l’assemblea degli azionisti della capogruppo Planet Holding Uk che si è tenuta a fine novembre.

Le acque però continuano a essere agitate sia dal punto di vista finanziario, sia da quello societario. Da gennaio 2025 l’azienda ha perso sessanta dipendenti che hanno trovato porti più sicuri nei quali approdare e la situazione debitoria non sarebbe confortante. A questo si aggiungono le frizioni all’interno della società. Ad agosto i primi dissidi pubblici tra componenti della società, che sono culminati con la querela intentata dal co-ceo di Planet Holding, Gianni Savio, nei confronti dell’ex amministratore delegato di Planet Idea, Gigi Calleri. Pochi giorni fa un vero e proprio editto di Buono contro lo stesso.

O io o lui

“Cari soci”. Comincia così la lettera che Stefano Buono ha inviato agli azionisti di Planet pochi giorni prima dell’assemblea che si è tenuta lo scorso 28 novembre. Una paginetta con la quale il presidente della società spiega perché non dovevano votare Calleri per uno dei due posti vacanti nel board della compagnia. Per gli amanti della cronaca i più votati dall’assemblea alla fine sono stati Antonio Aitoro, attuale ceo di Genom Sys, ed Emerico Ripa Buschetti di Meana, dirigente di Stellantis e già cfo di alcune società dello stesso gruppo.

Come spiega lo stesso fisico torinese nella lettera inviata, lo Statuto di Planet Holding UK consente a un singolo o a un’aggregazione di soci aventi almeno il 10% delle azioni di presentare un proprio candidato. In questo caso a presentare la candidatura sono stati i soci Stockwell & Co Ltd, Guilford Capital Ltd e Chigwell Enterprises Ltd, che complessivamente detengono oltre l'11% delle azioni.

Una mossa che a Stefano Buono non è andata proprio giù, tanto da proclamare un vero e proprio editto contro Calleri: “Qualora il socio Calleri fosse eletto al board, non credo che continuerei il mio mandato e, pertanto, vi raccomando di non votare positivamente la proposta inserita in agenda della sua elezione al board”. Per giustificare questa presa di posizione Buono presenta alcuni fatti: la conflittualità che Calleri avrebbe con alcuni manager, tanto da essere stato citato da questi per diffamazione, ma anche la negligenza fiscale quando ricopriva la carica di amministratore delegato di Planet Idea.

Botta e risposta

Accuse che Calleri ha rimandato al mittente attraverso un dossier nel quale ha dettagliato le sue mosse dal 2013, anno in cui diventa finanziatore di Planet, a oggi. Quelle che vengono criticate sono le scelte aziendali che sono state fatte dai manager negli anni e che, secondo l’ex amministratore delegato di Planet Idea, avrebbero messo a repentaglio l’investimento fatto dagli azionisti. Nelle quindici pagine redatte da Calleri ci sono scambi di mail, bilanci, verbali e altri documenti.

Emergono i numeri. Nel dossier si legge, per esempio, che l’aumento di capitale del gennaio 2022 sarebbe servito a passare da 55 progetti a 85 entro il 2026, ma alla fine del 2025 sono ancora 11. Anche l’indipendenza finanziaria annunciata a partire dal 2019 almeno dieci volte, dice Calleri, non è mai stata raggiunta.

Per quanto riguarda invece l’accusa di negligenza fiscale, l’ex amministratore delegato di Planet Idea si rifà al verbale dell’assemblea dei soci dell’11 agosto 2022, quando cessò la sua carica e l’assemblea dei soci riconobbe mettendo nero su bianco “il buon operato” durante il suo mandato. Documento che smentisce quanto scritto da Buono agli azionisti.

“Perché continuo a essere screditato? – si domanda l’ex amministratore delegato nelle conclusioni del dossier – Forse perché chi dovrebbe assumersi certe responsabilità continua a cercare complotti nell’ombra per dare la colpa ad altri”. Per la cronaca il 23% dei soci presenti all’assemblea (il 63% del totale) ha votato per concedergli un posto nel board nonostante il veto di Buono, mentre il 37% si è astenuto o non era presente: tradotto vuol dire che la maggioranza dei soci è rimasta perlomeno perplessa di fronte all’editto di Stefano Buono.

Il piano di rientro

Planet Smart City riparte da un aumento di capitale di 15 milioni di euro e dalla sottoscrizione di un prestito obbligazionario di 10 milioni di euro. Nel corso dell'assemblea che si è tenuta lo scorso 28 novembre sono stati presentati i dati economici e patrimoniali del 2024 e una previsione per l'esercizio corrente che, fa sapere la società, grazie soprattutto alla consegna di abitazioni in India, si chiuderà con un fatturato netto di circa 100 milioni di dollari. L'ebitda consolidato resterà negativo (11 milioni di dollari), ma la perdita sarà dimezzata rispetto al 2024 e sarà meno di un terzo rispetto al 2023, grazie a una sostanziale riduzione dei costi operativi. Nel 2024, il patrimonio netto della controllante Planet Holding Uk è positivo per circa 80 milioni di dollari. Previsti nuovi investimenti immobiliari, in particolare in India, e nelle due business unit del Digital e dell'Advisory.