Piemonte, sviluppo (poco) sostenibile: più istruiti ma anche più poveri
15:22 Giovedì 11 Dicembre 2025Gli indicatori raccontano una regione che cresce in competenze e servizi, tra condizioni sociali che si indeboliscono. Solo 11 dei 29 obiettivi dell’Agenda 2030 risultano raggiunti o raggiungibili. Il ritratto che emerge è quello di un territorio con crepe profonde
C’è un Piemonte che avanza e un Piemonte che arretra, due facce della stessa regione. Mentre istruzione, lavoro, energia e salute fanno passi avanti, dall’altra parte crescono povertà, fragilità agricole, tensioni sull’acqua, consumo di suolo e lentezze della giustizia. È questa frattura che emerge dal nuovo rapporto “I territori e lo sviluppo sostenibile 2025” dell’Asvis, presentato oggi al Cnel. Il dato più nudo, e più politico, è che solo undici dei ventinove obiettivi quantitativi dell’Agenda 2030 risultano raggiunti o raggiungibili (il 38%), mentre per il 17% la tendenza è di netto allontanamento dal target.
Istruzione e parità
Fra le aree che trainano il quadro complessivo spicca l’istruzione. Dal 2012 al 2022 i laureati in materie Stem aumentano del 20%, i posti autorizzati nei servizi socioeducativi crescono del 7,6% tra 2013 e 2022, e l’uscita precoce dal sistema formativo cala del 4,7% nel periodo 2018-2023. Parallelamente la parità di genere compie un salto misurabile: +17,9% di donne elette in Consiglio regionale e +5,5 punti nel rapporto fra donne e uomini laureati in discipline Stem tra 2012 e 2022.
La zavorra: povertà e giustizia
Nella metà meno brillante della fotografia emergono i peggioramenti più marcati. La quota di persone in povertà relativa individuale sale del 4,2% fra il 2014 e il 2023. In agricoltura e alimentazione cala del 6,7% la popolazione con un’alimentazione adeguata e il valore aggiunto per unità di lavoro in agricoltura crolla del 13,8% fra 2020 e 2022. L’acqua è un nervo scoperto, con un peggioramento dello sfruttamento idrico; la vita sulla terra registra un aumento del 3% della copertura artificiale del suolo nel periodo 2012-2023. Sul fronte giustizia e istituzioni, nel 2023 si contano 6,7 truffe e frodi informatiche ogni mille abitanti (cinque in più rispetto ai livelli precedenti) e i procedimenti civili si allungano di 26 giorni fra 2012 e 2024.
Salute, energia e lavoro
Il capitolo salute segna un lieve miglioramento: la speranza di vita cresce di 1,7 anni, la quota di fumatori cala di 1,8 punti percentuali, ma l’indice di vecchiaia aumenta del 53,6%. L’energia mostra segnali positivi con una riduzione di 20,7 tonnellate equivalenti di petrolio per milione di euro nell’intensità energetica e -1,6 migliaia di Tep ogni 10.000 abitanti nei consumi finali. Nel lavoro, i Neet diminuiscono del 7,8% e il part-time involontario del 3,7% tra 2018 e 2024, ma il tasso di irregolarità degli occupati cresce dell’1% nel periodo 2010-2022.
Aria più pulita, trasporti arrancano
Il miglioramento della qualità dell’aria è netto: 59 giorni in meno di superamento del limite di Pm10. Ma l’offerta di trasporto pubblico locale arretra di 1.824 posti per chilometro pro capite e aumenta del 5% la quota di persone che si sposta con mezzi privati. Sul fronte dei consumi e della produzione responsabile, la raccolta differenziata dei rifiuti urbani cresce del 17,2%.
I target che restano a metà
Il settore imprese, innovazione e infrastrutture appare stabile: la copertura della rete fissa ultraveloce raggiunge il 71,6% nel 2024 (+37,7 punti), mentre i prestiti a società non finanziarie e famiglie produttrici calano del 15% sul Pil. Nelle disuguaglianze il tasso di occupazione giovanile sale del 6,4% tra 2018 e 2024, ma l’indice di dipendenza strutturale cresce del 5,5%.
Gli obiettivi considerati raggiunti o raggiungibili sono rischio povertà o esclusione sociale, uso di pesticidi, uscita dal sistema di istruzione e formazione, servizi educativi per l’infanzia, presenza femminile nei consigli regionali, intensità energetica, occupazione, Neet, copertura della rete ultraveloce, disuguaglianze di reddito e popolazione esposta ad alluvioni. Malattie non trasmissibili e consumi di energia registrano progressi moderati.
Undici obiettivi restano in progressi insufficienti: coltivazioni biologiche, numero complessivo di laureati, gap occupazionale di genere e quello fra donne con e senza figli, dispersione delle reti idriche, quota di energia rinnovabile, Pil per ricerca e sviluppo, feriti per incidenti stradali, superamenti del limite di Pm10, estensione delle aree terrestri protette, sovraffollamento nelle carceri. Cinque target invece si allontanano: uso di fertilizzanti, trasporto pubblico, produzione di rifiuti urbani, consumo di suolo e durata dei procedimenti civili.
Torino: metà pieno, metà vuoto
La Città metropolitana di Torino fa leggermente meglio della regione: metà degli obiettivi (50%) è raggiunta o raggiungibile, mentre il 14% mostra un arretramento. Risultati che non ribaltano il quadro generale, ma indicano che nella principale area urbana restano margini reali per invertire le tendenze peggiorative.



