Matita verde sul piano sanitario. "Correzioni" in aula della Lega
Stefano Rizzi 13:53 Venerdì 12 Dicembre 2025Oggi terminano i lavori in commissione. L'ex assessore Icardi riserva per il consiglio regionale le sue proposte più incisive. Dal partito di Salvini forte marcatura rispetto a FdI. Quasi 300 emendamenti dalle opposizioni. Incognita sui tempi del voto
Le luci della ribalta sul nuovo piano socio-sanitario del Piemonte si accenderanno martedì prossimo nell’aula di Palazzo Lascaris. Sarà proprio sotto quei riflettori – assai più potenti, data la seduta pubblica del Consiglio regionale, rispetto al lavoro meno palese della commissione – che la minoranza, così come parte della stessa maggioranza, preferirà presentare gli emendamenti più incisivi.
Per le opposizioni, farsi bocciare in Consiglio una proposta di modifica ha un rilievo politico e mediatico ben maggiore rispetto allo stesso esito in IV Commissione, i cui lavori si concluderanno oggi. Allo stesso modo, le proposte emendative avanzate da una o più forze politiche di governo – oltre alle circa duecento già annunciate dall’assessore alla Sanità Federico Riboldi (FdI) e dal collega al Welfare Maurizio Marrone (FdI) – vengono tenute in serbo per essere presentate all’assemblea di via Alfieri.
Duello tra alleati
A scanso di improbabili sorprese e cambi di programma, sembra essere questo anche il caso degli emendamenti sui quali lavora da tempo l’ex assessore alla Sanità della scorsa legislatura, il leghista Luigi Icardi, oggi presidente della IV Commissione. Proprio sulla Lega e sulle sue mosse rispetto a un piano che porta ben visibile il marchio di Fratelli d’Italia – partito cui appartengono entrambi gli assessori titolari delle deleghe – si concentra l’attenzione delle opposizioni, così come del principale azionista della coalizione che governa il Piemonte.
Sono due le proposte che Icardi non depositerà in Commissione, tenendole in serbo per la seduta di martedì, che certo non esaurirà i lavori: sono infatti in calendario almeno altri due giorni, che non è detto bastino per arrivare al voto finale sul testo.
Minoranze unite
Così, se ieri in una nota congiunta i capigruppo di Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e Stati Uniti d’Europa hanno comunicato di aver presentato quasi 300 emendamenti «di merito, volti a integrare il testo e a provare a dare riscontro alle istanze raccolte nelle audizioni», le mosse dell’ex assessore leghista restano avvolte da un certo mistero. E anche questo, pur non ammettendolo neppure sotto tortura, non lascia del tutto tranquilli Fratelli d’Italia.
Ad alimentare attese e qualche sospettoso interrogativo non è tanto il numero, quanto il peso degli emendamenti in arrivo dalla Lega e, in particolare, da chi ha governato per cinque anni la sanità piemontese e oggi presiede la relativa Commissione consiliare, oltre a sedere nel Cda del Consiglio Superiore di Sanità.
Tattica leghista
Di certo Icardi metterà sul tavolo un’aggiunta rilevante al testo, ovvero l’integrazione necessaria per cercare di superare la famigerata delibera 1-600, partorita dall’allora direttore regionale della Sanità Fulvio Moirano e adottata dalla giunta di Sergio Chiamparino per portare il Piemonte fuori dal piano di rientro. Causa di tutti i mali, a detta di Riboldi, quell’atto del 2014, in assenza di modifiche al testo del piano, si presenterebbe oggi con tutti i suoi effetti sui futuri ospedali.
Da qui la proposta di Icardi di inserire nel testo il corposo studio prodotto da Agm Project Consulting sui fabbisogni su cui tarare i futuri ospedali, già adottato in numerosi capitolati per le nuove strutture ospedaliere che il Piemonte ha deciso di costruire.
Ma in canna Icardi ha almeno un altro emendamento, non meno pesante e che sembra portare con sé una sorta di sanatoria. Riguarda l’altra rete sanitaria, quella territoriale. Le strutture previste dal Pnrr, come ospedali e case di comunità, sono state definite per collocazione, dimensioni e caratteristiche da atti della giunta regionale: prima quando lo stesso Icardi era assessore, poi confermati da Riboldi. Si tratta, tuttavia, di atti di programmazione e quindi di competenza del Consiglio regionale, non dell’esecutivo. Un dettaglio – che tale non è – e che non sarebbe sfuggito a qualche consigliere di minoranza pronto ad alzare l’indice.
Matita verde
Nell’azione della Lega e del suo uomo di riferimento sulla sanità si può leggere una sorta di sottolineatura con la matita verde – per non dire una correzione – del testo rivendicato dal successore meloniano. Dietro la proclamata piena collaborazione tra alleati, si celano a fatica marcature politiche e interventi apparentemente formali, nei quali potrebbe incunearsi l’opposizione.
Un braccio di ferro non dichiarato, anzi negato, all’interno della maggioranza, che potrebbe rivelarsi – in caso di resistenze – più insidioso di quello naturale con le minoranze. Tutto sotto le luci della ribalta del Consiglio regionale.



