Questura di Torino, cambio al vertice con tanti interrogativi
18:27 Venerdì 12 Dicembre 2025Sirna lascia Torino a poco più di un anno dall'insediamento e viene trasferito a Reggio Calabria. Al suo posto Massimo Gambino. L'avvicendamento giunge in una fase delicata per la gestione dell'ordine pubblico, con sullo sfondo dossier sensibili ancora aperti, come quello di Askatasuna
Cambia il vertice della Questura di Torino e, come spesso accade sotto la Mole, il tempismo finisce per alimentare più di una lettura. Ufficialmente è un normale movimento interno alla Polizia di Stato, ma il fatto che arrivi a poco più di un anno dall’insediamento non passa inosservato.
Paolo Sirna lascia Torino per approdare alla Questura di Reggio Calabria. Al suo posto arriva Massimo Gambino, attuale questore di Bari. Sirna era giunto nel capoluogo piemontese il 2 ottobre 2024, dopo aver guidato la Questura di Catanzaro. Un incarico durato poco più di dodici mesi, un arco temporale che – senza voler forzare interpretazioni – non rientra esattamente nella categoria degli avvicendamenti “fisiologici”.
Il cambio arriva, non a caso, a poche settimane dall’assalto alla redazione de La Stampa, quando durante un corteo pro Palestina un gruppo di antagonisti si era staccato dal resto della manifestazione per colpire il quotidiano torinese. Un episodio che aveva acceso un acceso dibattito politico e istituzionale sulla gestione dell’ordine pubblico e sul momento – delicatissimo – attraversato dalla città.
In quelle ore Sirna era finito nel mirino delle critiche, soprattutto per come era stata gestita la separazione del gruppo degli antagonisti dal corteo. Critiche respinte, ma che avevano comunque lasciato una scia di polemiche, amplificate dal contesto già teso e da una Torino che da tempo fa i conti con una galassia antagonista mai davvero disinnescata.
Non solo. Il questore uscente non aveva mai nascosto posizioni nette anche su un altro dossier sensibile: Askatasuna. Sul centro sociale e sulla linea seguita finora dal Comune, Sirna aveva espresso valutazioni tutt’altro che allineate, sottolineando più volte la complessità – e le criticità – di una gestione che, a suo giudizio, non poteva prescindere da un rigoroso rispetto delle regole. Anche qui, nulla di clamoroso, ma abbastanza per segnare una distanza evidente tra Palazzo Civico e corso Vinzaglio.
È bene dirlo con chiarezza: non c’è alcun elemento ufficiale che colleghi il trasferimento di Sirna alle polemiche sull’assalto a La Stampa o alla vicenda Askatasuna. Lo stesso capo della Polizia Vittorio Pisani durante la sua visita in via Lugaro per portare la solidarietà aveva annunciato l’avvio di un’analisi sull’accaduto e promesso un impegno per approfondire l’adeguatezza della risposta delle forze dell’ordine alle violenze di piazza e nell’isolare le frange più violente. E nessuno, al Viminale, parla di rimozione o di bocciatura. Eppure, nel sottobosco politico torinese, l’idea che questo cambio non sia del tutto neutro circola con insistenza.
A raccogliere il testimone sarà Massimo Gambino, classe 1963, in Polizia dal settembre 1988. Insediatosi alla Questura di Bari il 2 ottobre 2024 – la stessa data dell’arrivo di Sirna a Torino – Gambino porta con sé un profilo di lungo corso e una carriera costruita in contesti complessi. A lui toccherà ora misurarsi con una città difficile, attraversata da tensioni sociali, politiche e simboliche che vanno ben oltre la cronaca nera.
Coincidenze, certo. Ma a Torino, si sa, le coincidenze difficilmente restano solo tali.



