Vannacci "studia" la sua creatura: think tank sotto casa di Molinari
Davide Depascale 13:43 Sabato 13 Dicembre 2025Alla reunion natalizia dei suoi team il generale annuncia la nascita del centro studi del suo movimento. Avrà sede al Castello di Tortona, nel feudo del segretario regionale del Carroccio. Prodromi di un partito. Alle prese con l'incognita Pozzolo - VIDEO
Altro che smantellare i Team: si prepara a trasformarli in sezioni di partito, con tanti saluti alla Lega. Il generale Roberto Vannacci non lascia il Movimento Mondo il Contrario, ma al contrario lo raddoppia, dando vita a un centro studi che avrà la missione di prefigurare la creazione di un partito politico vero e proprio, e avrà sede al Castello di Castellar Ponzano, nei pressi di Tortona. Un vero e proprio dito nell’occhio del segretario regionale della Lega, l’alessandrino Riccardo Molinari, che da capogruppo alla Camera rappresenta la fronda antivannacciana all’interno del Carroccio. Ma le strade potrebbero presto dividersi.
La reunion dei vannacciani
L’annuncio della nascita del think tank, che prenderà il nome di “Rinascimento Nazionale”, è arrivato da Vannacci in persona nella tarda serata di ieri, al termine della cena di Natale che ha riunito 400 rappresentanti dei “team” del Movimento Mondo al Contrario (Mac) all’Hotel Parma & Congressi alle porte della città emiliana, casa dell’ex campione di football americano Norberto De Angelis, presidente del movimento e amico di vecchia data del generale. A guidare il centro studi sarà l’imprenditore ed esperto d’arte pavese Luca Sforzini, già fondatore della “Legione del Castello”, un coordinamento interregionale che riunisce i team di Voghera, Pavia, Alessandria e Tortona e prende il suo nome dal Castello di Castellar Ponzano, di proprietà dello stesso Sforzini, che diventerà la sede del nuovo organo, che promette di essere lacabina di regia per la nascita di un nuovo partito.
In un post sul suo profilo Facebook di pochi giorni, Sforzini, sotto una foto insieme a Vannacci a Bruxelles, scriveva: “Non c'è ragione per agitarsi, non c'è motivo di preoccupazione, non stiamo facendo nulla”. Un modo ironico e quasi beffardo per segnalare che qualcosa bolliva in pentola. “Non è solo il preannuncio della nascita di nuova struttura organizzativa, ma è l’alba di una nuova era”, ha commentato oggi. Parole che lasciano presagire come il Mac non resterà una semplice associazione culturale ancora a lungo.
Scintille con Zaia
Un altro indizio del fatto che Vannacci e il resto della Lega – di cui è vicesegretario – siano ai ferri corti arriva da Brescia, dove nei giorni scorsi il segretario cittadino del Carroccio Michele Maggi ha lanciato una petizione per affidare all’ex governatore del Veneto Luca Zaia il ruolo di delegato del nord. L’iniziativa è stata subito giudicata negativamente dal generale: “La doppia Lega ci indebolirebbe”, ha dichiarato in un’intervista a Bresciaoggi. E se alcuni fedelissimi del segretario Matteo Salvini, come Luca Toccalini e Silvia Sardone, la pensano come lui, accusando i promotori di non aver rispettato le regole interne e di sconfessare la linea del leader, il segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo (che è anche capogruppo in Senato) e il governatore Attilio Fontana, insieme ai segretari provinciali di Brescia e Bergamo, appoggiano la proposta. Una spaccatura sempre più evidente quella tra la vecchia Lega autonomista – incarnata in Piemonte da Molinari, in Lombardia da Romeo e Fontana e in Veneto da Zaia – e la nuova Lega nazionalista d’impronta vannacciana. Così, il generale, di fronte alla prospettiva di finire in minoranza, si prepara a fare armi e bagagli e mettersi in proprio.
Pistola fumante
In questo senso si potrebbe leggere anche l’avvicinamento tra Vannacci e l’ex deputato di Fratelli d’Italia Emanuele Pozzolo, espulso dal partito dopo lo “sparo di Capodanno”, per cui il parlamentare vercellese è stato condannato a un anno e tre mesi e che ha coinvolto anche il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, dato che il suo caposcorta è il cognato del ferito. Passato al Misto, Pozzolo è in cerca di una nuova casa e per questo motivo ha incontrato il generale alla Camera. Incontro a cui avrebbero partecipato anche altri deputati leghisti vicini a Vannacci, come il pugliese Rossano Sasso e il calabrese Domenico Furgiuele, e un altro fuoriuscito dal partito di Giorgia Meloni, il siciliano Manlio Messina. Non è dato sapersi se Pozzolo entrerebbe nella Lega o aspetta che la nuova creatura vannacciana prenda forma: nella prima ipotesi sarebbe una bella gatta da pelare per il segretario regionale Molinari, messo di fronte a un ingresso che sconquasserebbe gli equilibri del partito. L’ennesimo scherzetto del generale, che ha piantato le radici del nuovo partito proprio a casa del capogruppo del Carroccio a Montecitorio.
Rinascita Subalpina
In Piemonte non c’è solo la Legione del Castello a fare squadra, ma anche i vannacciani del versante occidentale della regione hanno deciso di unire le proprie forze, dando vita a “Rinascita Subalpina”, che riunisce dieci team: i quattro di Torino e i due di Chieri insieme a quelli di Novara, Pinerolo e Giaveno. La nuova rete ha già annunciato un primo grande evento unitario, previsto a Torino all’inizio del 2026, con un focus sulla sicurezza urbana, sulla rinascita delle periferie e sull’immigrazione irregolare. L’iniziativa prevede la partecipazione dello stesso Vannacci, e chissà che proprio da qui, dove i movimenti si fanno sempre più fitti, il generale non faccia il grande annuncio. Alle politiche del 2027 manca sempre meno, e la resa dei conti all’interno della Lega sarà inevitabile.



