Lo Russo "ripopola" Torino: un milione di abitanti e servizi in ogni quartiere
Gioele Urso 13:54 Martedì 16 Dicembre 2025La giunta comunale ha approvato il nuovo piano regolatore. Adesso scatta l'iter di consultazione. Si inizia con le commissioni comunali e le circoscrizioni. Nel Prg entrano il trasporto pubblico locale e l'alta velocità - VIDEO
Lo Russo scommette su Torino. Il nuovo piano regolatore è stato confezionato su una città con oltre un milione di abitanti teorici. Centralità dei quartieri, che diventano unità urbanistiche di prossimità, e il trasporto pubblico assume un ruolo nelle politiche di trasformazione del territorio. Garantita la vocazione manufatturiera e non ci sarà alcun quartiere sovrastato dai grattacieli.
Percorso a tappe
Il nuovo piano regolatore di Torino non è più solamente un titolo. La giunta comunale ha infatti approvato il progetto preliminare del documento che andrà a sostituire il piano attuale che venne approvato nel 1995. Parte da qui il percorso a tappe che, nelle intenzioni del sindaco, dovrebbe portare all’approvazione del nuovo Prg entro la fine dell’attuale consiliatura. Nove tappe che prevedono passaggi e pareri delle commissioni comunali, delle Circoscrizioni, della conferenza di co-pianifinicazione e infine l’approvazione finale del consiglio comunale.
La Città dei 15 minuti
Al centro della Torino di domani ci saranno i trentaquattro quartieri della città. Quello che è stato immaginato dall’assessore all’Urbanistica, Paolo Mazzoleni, è un modello a rete che mira a rendere i singoli territori delle unità autonome con tutti i servizi di base. In questo modo la famosa “città dei 15 minuti” da slogan elettorale potrebbe diventare realtà. In ogni quartiere dovranno esserci mercati, scuole, farmacie, biblioteche, spazi pubblici e aree gioco: “Il cittadino di Falchera non è un cittadino di serie B – ha spiegato Lo Russo – vive quella dimensione ed è giusto che abbia vicino casa i servizi di base”.
È per questo motivo che per la prima volta nel piano regolatore della città viene introdotto il trasporto pubblico locale: “La Torino che vogliamo costruire fa del Tpl un asse importante di sviluppo urbano e quindi addensa funzioni intorno alle due line delle metropolitana e a quelle di superficie”, ha spiegato il sindaco.
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Oltre il milione
Flessibile, inclusivo, innovativo. È così che Lo Russo e Mazzoleni hanno definito il documento che adesso verrà messo alla prova di eletti e territorio. Un Prg che guarda alla città con fiducia se si pensa che è studiato su una popolazione di oltre un milione di abitanti. Al centro di tutto la mobilità e le connessioni che assumeranno un ruolo decisivo nello sviluppo futuro del capoluogo di regione.
Torino, ha spiegato Lo Russo, vuole giocare un ruolo centrale a livello metropolitano, ma non solo. La città deve guardare alle altre regioni confinanti, ma anche ai territori esteri diventando uno snodo per Milano, la Liguria e la Francia. Una “rete di interconnessione per persone e funzioni”, ha spiegato l’inquilino di Palazzo di Città. Per fare questo però si deve mantenere la vocazione manifatturiera e industriale, magari guardando a modelli ibridi che possano snellire le complessità del presente e immaginando luoghi dove al proprio interno ci siano varie competenze come formazione, progettazione e produzione.
No alla città dei grattacieli
Quel che Torino non diventerà è una città dei grattacieli. Almeno sulla carta. Il nuovo piano regolatore prevede la possibilità di trasferire i diritti edificatori da aree destinate a parco o verde ecosistemico in zone da rigenerare. Così si può concentrare lo sviluppo in alcuni territori della città. Il meccanismo però prevede anche che questi volumi convenzionati possano essere acquisiti, ma in cambio di contributi economici o della realizzazione di opere pubbliche mirate come abitazioni accessibili, infrastrutture verdi, cura degli spazi e servizi di prossimità.
Non ci saranno però quartieri che guarderanno al famoso “modello Milano”. Lo Russo chiude dunque alla città dei grattacieli: “Questo piano regolatore non ha uguali. Fotografa la situazione di Torino con grande nitidezza. L’attuale Prg non è tiene conto della metropolitana, basta interpellare i residenti di Barriera per capire come questa infrastruttura possa cambiare lo sviluppo immobiliare di un’area. Credo che questo piano sia calzato su Torino, sul futuro e sugli abitanti presenti e futuri. Lavoriamo a una città attrattiva”.


