FINANZA & POTERI

Terremoto in Crt, epicentro Roma: dimissioni dei consiglieri indagati

Con l'arrivo delle comunicazioni giudiziarie lasciano i componenti del CdI finiti nelle carte della procura capitolina. Decisione inevitabile vista la richiesta di misure interdittive. Il primo ad alzare i tacchi è l'ex rettore di Upo Garbarino. Nel mirino anche Canavesio

Dalle carte si passa alle poltrone che saltano. L’inchiesta della Procura di Roma sulla Fondazione Crt per “ostacolo alla vigilanza” produce i primi effetti concreti: i consiglieri di indirizzo indagati iniziano a dimettersi. Paolo Garbarino apre la fila, altri sono pronti a seguirlo nelle prossime ore. Domenica avevamo raccontato il nuovo terremoto giudiziario che Palazzo Perrone, oggi le scosse di diventano fatti politici e istituzionali. E fanno male.

A seguito dell’inchiesta della magistratura capitolina, i consiglieri del parlamentino di via XX Settembre raggiunti dalla comunicazione giudiziaria stanno lasciando l’incarico. Il primo a farsi da parte è Garbarino, ex rettore dell’Università del Piemonte Orientale, capofila di una lista destinata ad allungarsi nelle prossime ore.

Un altro capitolo, l’ennesimo, dell’infinita storia giudiziaria della Crt, che sembrava avviata verso una soluzione e che invece si arricchisce di una nuova e più insidiosa trama romana. L’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e dal pubblico ministero Lorenzo Del Giudice, ha portato la Procura di Roma a chiedere per dieci indagati la misura interdittiva della sospensione dalla partecipazione agli organi direttivi di imprese o persone giuridiche. Una richiesta che ora dovrà essere vagliata dal gip ed è subordinata all’interrogatorio preventivo degli indagati.

Il fascicolo è quello aperto oltre un anno fa dopo l’esposto del Mef, a seguito delle segnalazioni dell’ex presidente Fabrizio Palenzona. I fatti contestati risalgono all’aprile del 2024 e ruotano attorno al presunto “patto occulto”, la regia nascosta che avrebbe condizionato l’assemblea della fondazione bancaria attraverso interferenze illecite.

Tra gli indagati figurano sia ex consiglieri che hanno già lasciato la Fondazione, sia esponenti che all’epoca dei fatti erano in carica e sono stati confermati con il rinnovo dei vertici nella primavera 2024. Nei mesi scorsi la Procura di Roma ha ascoltato un lungo elenco di persone informate sui fatti, compreso lo stesso Palenzona. Nel frattempo, a Palazzo Perrone si svuotano le stanze. Oltre a Garbarino, sono in uscita Alice Colombo, Giuseppe Tardivo ed Elisabetta Mazzola. Ed è imminente anche l’uscita di un nome che formalmente non siede più negli organi della Fondazione ma ne rappresenta una delle proiezioni più pesanti: Davide Canavesio, presidente delle Ogr, la società strumentale simbolo del potere culturale della Crt. La lista degli indagati romani non coinciderebbe perfettamente con quella dell’altra inchiesta, quella torinese: al momento Michele Rosboch e Davide Franco, non avrebbero ricevuto comunicazioni dalla Capitale.

Due indagini parallele, due filoni distinti, ma un unico epicentro. A Roma si procede per ostacolo alla vigilanza. A Torino, invece, i fascicoli aperti – coordinati dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio e dai pm Elisa Bergamasco e Paolo Del Grosso – contano oltre dieci indagati: Paolo Garbarino, Michele Rosboch, Davide Franco, Elisabetta Mazzola, Gianluca Gaidano, Fiorenza Viazzo, Corrado Bonadeo (considerato la mente del “patto occulto”), Antonello Monti, Caterina Bima, Davide Canavesio, Anna Maria Di Mascio e Alice Colombo. Tutti accusati di interferenze illecite sull’assemblea. Il secondo fascicolo torinese ha inoltre portato a un avviso di garanzia allo stesso Palenzona e al notaio Luciano Mariano, presidente della Fondazione CrAlessandria per corruzione tra privati.