SANITÀ

Molinette, intramoenia in clinica. Altolà dei revisori a Tranchida 

Pesanti rilievi e dettagliate richieste del collegio sindacale sull'ulteriore proroga per la libera professione alla Fornaca. Il nodo del debito verso corso Bramante. Il rischio di bloccare l'attività da gennaio. I precedenti che portarono all'inchiesta della Procura

Indice alzato da parte del collegio sindacale della Città della Salute di Torino sull’ulteriore proroga della convenzione con la Clinica Fornaca per l’attività in regime di intramoenia da parte dei medici dell’azienda di corso Bramante. In una lettera indirizzata al direttore generale Livio Tranchida, l’organismo di controllo elenca una lunga serie di prescrizioni e un altrettanto lungo elenco di richieste di documenti “al fine di rispettare i criteri di legittimità del deliberato”.

Vacanze di Natale

Sembra proprio essere la legittimità della decisione assunta dal direttore generale nel rinnovare alla struttura privata la convenzione scaduta da tempo l’oggetto dell’inusuale intervento dei revisori, che hanno ritenuto necessario prendere carta e penna nei giorni delle festività natalizie, mentre il destinatario della missiva è ancora in vacanza in Thailandia.

Il suo rientro è annunciato nei prossimi giorni, ma c’è un’altra data ravvicinata che riguarda proprio l’atto oggetto dei rilievi del collegio sindacale. Il 31 dicembre scadrà la proroga concessa alla clinica da Tranchida lo scorso 30 ottobre, motivandola anche con la necessità di porre in atto le nuove regole introdotte dalla legge regionale sulla libera professione, varata di recente.

Una concessione che ne seguiva altre, nonostante durante il periodo in cui la Città della Salute era diretta dal commissario Thomas Schael fosse stata avviata la procedura per il rinnovo delle convenzioni con alcune case di cura, tra cui la stessa Fornaca. Ma l’allora der kommissar aveva anche scoperto un presunto debito della struttura privata nei confronti dell’azienda di corso Bramante e avviato l’azione per recuperare una somma superiore ai due milioni di euro, legata sempre all’attività in intramoenia.

La lettera della troika

Un aspetto su cui più d’uno aveva spento i riflettori dopo il licenziamento di Schael, ma che ora torna proprio nella dettagliata istanza dei revisori a Tranchida. Al quarto punto dell’elenco di documenti richiesti dal collegio sindacale si cita espressamente la “copia dell’accordo di rientro dei crediti e stato di avanzamento (incassi, scadenze, eventuali compensazioni)”.

Legata a questo stesso tema è la prescrizione, da parte dell’organismo formato da Maria Di Iorio, indicata dal Mef, Roberto Guerrieri, designato dal Ministero della Salute, e Alberto De Gregorio, dalla Regione Piemonte, circa “l’esito della manifestazione di interesse e ulteriori adempimenti correlati”, che rimandano proprio alla procedura avviata all’epoca da Schael.

Tra le osservazioni e raccomandazioni, quali condizioni per avallare la legittimità della delibera predisposta dal direttore generale, i revisori pongono anche la necessità di ciò che evidentemente nell’atto non c’è, ovvero “allegare un quadro economico analitico della proroga (costi diretti e indiretti, riparti e tempi di incasso) e indicare le misure di riequilibrio (adeguamento tariffe e decorrenza), tenuto conto degli esiti del 2024”.

Tutto fuorché un dettaglio, questa prescrizione. Già, perché rimanda direttamente alla questione tuttora irrisolta in corso Bramante dello sbilancio di 400 mila euro sulla libera professione nel bilancio dello scorso anno. Un passivo vietato dalla legge che, proprio per questo, in tale eventualità impone l’immediata sospensione dell’attività e l’altrettanto immediato aggiornamento delle tariffe per garantire il pareggio di bilancio sull’intramoenia. Misure ancora attese in corso Bramante e che, oltre a essere uno dei nodi ancora da sciogliere al grattacielo – dove il consuntivo 2024 è in attesa delle osservazioni e della firma del direttore regionale della Sanità Antonino Sottile – ora vengono espressamente richiamate dal collegio sindacale.

Visite ed esami bloccati?

Non si fermano qui le richieste e le osservazioni dell’organismo che, in altra composizione, con un esposto alla Procura della Repubblica concorse nel dicembre 2023 a dare avvio all’inchiesta proprio sull’intramoenia, poi approdata a 16 rinvii a giudizio di altrettanti ex direttori e dirigenti della Città della Salute.

Oggi i revisori chiedono a Tranchida azioni e documenti per poter avallare la delibera con cui il direttore generale intende prorogare ulteriormente la convenzione con la clinica privata. “Acquisite le integrazioni sopra citate – scrivono i revisori – il collegio potrà completare le proprie verifiche nell’ambito delle competenze di vigilanza”.

Basteranno i pochissimi giorni che separano dalla fine dell’anno e, con essa, dalla scadenza della proroga alla struttura privata per fornire tutto quanto richiesto ed avere il via libera dal collegio sindacale? Tranchida tirerà comunque dritto concedendo ulteriore tempo alla Fornaca per continuare a ospitare la libera professione, nonostante la richiesta dell’organismo di controllo? L’eventualità di un blocco della libera professione nella clinica, ad oggi, non può essere esclusa, visti appunto i tempi molto stretti. Ma soprattutto quelle richieste che sembrano rimarcare mancanze e omissioni nella delibera preparata per l’albero di Natale e che rischia di fare il botto a Capodanno.

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