Amich (FdI), dopo capotreno ucciso a Bologna, più controlli

"In queste ore di dolore il pensiero va a familiari, colleghi, amici di Alessandro Ambrosio e a tutte le persone che gli hanno voluto bene, colpite da una perdita che nessuna parola potrà colmare. Il suo dramma riporta alla luce una verità che troppo spesso è sottovalutata: il personale viaggiante lavora ogni giorno in condizioni oggettivamente difficili. Turni lunghi, notturni e festivi, spostamenti continui, situazioni complesse da gestire. E, non di rado, l'esposizione a minacce e aggressioni". Così, in una nota, il parlamentare alessandrino Enzo Amich (FdI), componente nona commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni, interviene sulla morte, a Bologna, del 34enne capotreno di Trenitalia, accoltellato nei pressi del parcheggio del piazzale Ovest della stazione. Amich, originario di Casale, commenta quanto accaduto non solo da politico, ma anche da ex collega della vittima. Per 18 anni è stato macchinista di Trenitalia. "So bene cosa significhi affrontare questo lavoro con dedizione, responsabilità e senso del dovere - continua - spesso potendo contare soprattutto sulla propria professionalità. Tragedie come questa ci chiedono di andare oltre il cordoglio e di rinnovare con determinazione l'impegno già intrapreso. In questa direzione è importante proseguire nel rafforzamento dei controlli e delle misure di sicurezza nelle aree più sensibili della rete ferroviaria, intensificando ulteriormente la collaborazione con la Polfer per tutelare chi lavora e chi viaggia". Per Amich dietro ogni divisa ci sia una persona, una famiglia, una vita. "Garantire sicurezza a chi lavora sui nostri treni significa difendere la dignità del lavoro, il rispetto umano e il valore stesso della comunità che vogliamo essere".

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