Cup fermo, si (ri)muove il direttore.
Un altro "casalese" alla Super Asl
Stefano Rizzi 17:24 Domenica 11 Gennaio 2026
Il numero uno di Azienda Zero, Leli, al vertice del Regina-Sant'Anna (sotto il protettorato della Fagioli). Alle spalle ritardi e obiettivi mancati. A giorni il Tar sul ricorso per la gara. Al suo posto D'Angelo (commissario) direttore del distretto della città dell'assessore
Tanto tuonò che piovve. Ma il sereno sulla sanità del Piemonte resta ancora ben lontano anche dalla più ottimistica delle previsioni. Dopo mesi trascorsi nell’attesa di un cambio al vertice di Azienda Sanitaria Zero – dove in due anni il direttore generale Adriano Leli non ha certo brillato per risultati, collezionando ritardi, obiettivi mancati e annunci traditi – l’assessore regionale alla Sanità Federico Riboldi pare aver deciso di intervenire sulla guida della Super Asl. Super solo nel nome, visto che di “super” non ha mostrato granché.
Decisione a sorpresa
Annunciata da veline destinate a trovare conferma negli atti ufficiali, la scelta dell’assessore di Fratelli d’Italia – a quanto risulta né condivisa né anticipata neppure alla direzione regionale, e dunque rivendicata appieno dal soi disant capo politico della sanità piemontese – non arriva certo come un fulmine a ciel sereno. Semmai, a sorprendere, almeno in parte, sono i tempi: con i panettoni ancora sul tavolo e non pochi dossier irrisolti in attesa di risposta.
Una possibile spiegazione, a pensar male, potrebbe trovarsi in una data che si avvicina: il 16 gennaio. Quel giorno il Tar dovrà pronunciarsi sul ricorso di una delle società che hanno partecipato alla gara per il nuovo Cup, bandita e gestita proprio da Azienda Zero. Un pronunciamento che potrebbe allungare ulteriormente la lista delle grane in capo all’azienda tenuta a battesimo da Carlo Picco e che, dopo il passaggio a Leli, si è incamminata lungo un sentiero scosceso e irto di ostacoli.
Un quadro peraltro sempre negato, o quantomeno dipinto con tinte assai più tenui, da Riboldi. Tanto che per Leli l’assessore ha già pronto un altro incarico: non meno prestigioso, ma – e questo non tranquillizza affatto visti i precedenti – non meno complesso e affollato di problemi. Per l’ex dirigente di Scr, tornato in Piemonte a fine 2023 dopo una parentesi in Emilia-Romagna e senza alcuna direzione generale di azienda sanitaria nel curriculum prima di Azienda Zero, si profila la guida della neonata (anche se il parto vero è ancora tutto da vedere) azienda Regina Margherita–Sant’Anna.
Un contesto in cui una figura rigida e decisionista – l’esatto opposto di Leli – dovrà inevitabilmente fare i conti con una personalità che quelle doti le incarna da sempre: Franca Fagioli, direttrice del Dipartimento di patologia e cura del bambino e vero deus ex machina del polo ospedaliero.
Promesse mancate
A fare, presumibilmente in fretta, gli scatoloni toccherà all’attuale commissario Franco Ripa, uno dei vice di Antonino Sottile alla direzione regionale della Sanità. Voci di corridoio parlano dell’aspirazione dello stesso Ripa a una nomina alla guida della nuova azienda, che gli consentirebbe di prolungare l’attività oltre i limiti di età previsti per i dirigenti regionali.
Ma quel posto al vertice del Regina Margherita–Sant’Anna era stato, in qualche modo, promesso all’ex commissario Giovanni Messori Ioli, quando – per assumere il ruolo di primario all’Asl TO5 – aveva dovuto lasciare l’incarico in corso Bramante. Solo, senza neppure una segretaria e con risorse economiche ridotte all’osso, Messori Ioli aveva portato avanti un compito ai limiti dell’impossibile, quando a essere staccato dalla Città della Salute era il solo Regina Margherita.
Ora a quell’esperienza sembra cercare di aggrapparsi, non si sa con quali risultati, il nuovo vertice, lasciandosi alle spalle nodi tutt’altro che secondari: dalla questione ancora aperta del personale infermieristico del 118 al sempre atteso nuovo Cup, fino ad altre partite pesanti che riguardano il servizio di emergenza.
Decisamente meno problematiche – e assai più rapide nella soluzione – sono state invece altre pratiche in capo alla Super Asl. A cominciare dal posto nel settore comunicazione, assegnato tramite regolare concorso all’ex capo di gabinetto di Riboldi quando l’attuale assessore era sindaco di Casale Monferrato. O, ancora, incarichi come quello attribuito a suo tempo al primario di cardiologia, sempre nella città dell’assessore. Tutto nel pieno rispetto delle regole, naturalmente.
Casale caput mundi
Un’ennesima coincidenza lega anche il successore di Leli alla città del “sindaco della sanità”, come Riboldi ama definirsi. A dirigere la Super Asl sarà infatti Massimo D’Angelo, attuale direttore sanitario ad interim dell’Asl di Alessandria e direttore del distretto sanitario di Casale Monferrato.
Curriculum di tutto rispetto, già manager della sanità umbra, D’Angelo rappresenta per molti versi un nome a sorpresa per Azienda Zero. Non solo. il manager non essendo nell'elenco degli idonei per il Piemonte non potrà essere nominato direttore, ma commissario. E quale sarà la motivazione che soterrà la necessità di commissariare l'azienda in cui fino ad oggi, per il vertice politico della sanità regionale, tutto andava bene? È un altro interrogativo che grava sulla Super Asl a lungo nel mirino di Livio Tranchida come tappa intermedia prima della sua nomina al vertice della Città della Salute, lungo la mai smentita aspirazione a diventare direttore della sanità piemontese.



