GIUSTIZIA

Venezuela, con Trentini liberato anche il torinese Burlò

Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Tajani con un post su X. "Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali che si trovano ora in sicurezza presso l'Ambasciata d'Italia a Caracas", ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni

Alberto Trentini e Mario Burlò sono liberi e stanno bene. “Lo ho appena comunicato al presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che ha sempre seguito la vicenda in prima persona”, scrive Antonio Tajani in un post pubblicato sul suo account X. “Ho parlato con i nostri due connazionali, che sono in buone condizioni. Presto rientreranno in Italia. La loro liberazione è un forte segnale da parte della presidente” ad interim Delcy “Rodriguez che il governo italiano apprezza molto”, conclude il ministro degli Esteri.

Una lunga telefonata alla figlia Gianna, dagli uffici consolari italiani a Caracas, per annunciarle la liberazione e rassicurarla sulle proprie condizioni di salute. Questo è stato il primo passo di Mario Burlò, imprenditore e immobiliarista torinese detenuto in Venezuela per circa un anno, dopo la sua scarcerazione. La chiamata è giunta nel cuore della notte per via del fuso orario. “Sta benone”, dichiara Maurizio Basile, avvocato torinese che lo assiste dei processi che ha in corso in Italia. “È una persona dalla forza d’animo e dalla vitalità straordinaria”, aggiunge il legale.

“Accolgo con gioia e soddisfazione la liberazione dei connazionali Alberto Trentini e Mario Burlò, che si trovano ora in sicurezza presso l’Ambasciata d’Italia a Caracas”, dichiara il presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Desidero esprimere, a nome del governo italiano, un sentito ringraziamento alle Autorità di Caracas, a partire dal presidente Rodriguez, per la costruttiva collaborazione dimostrata in queste ultimi giorni e a tutte le istituzioni e alle persone che, in Italia, hanno operato con impegno e discrezione per il raggiungimento di questo importante risultato”, ha aggiunto la premier. L'aereo che riporterà in Italia i due connazionali, Alberto Trentini e Mario Burlò, liberati poco fa dalle carceri venezuelane “è già partito da Roma”, ha poi concluso.

Il 52enne imprenditore torinese Mario Burlò si era recato in Venezuela nel 2024 per esplorare nuove opportunità di business. L’ultima volta che ha telefonato a casa era stato il 9 novembre 2024, poi la sua famiglia ha perso ogni contatto con lui, fino a scoprire che era detenuto in una prigione di Caracas. Burlò era entrato in Venezuela via terra dalla Colombia, ed è stato arrestato subito dopo il confine. Le autorità venezuelane non hanno fornito informazioni chiare sui motivi dell’arresto o sulle accuse.

I legali della famiglia avevano appreso della detenzione da una breve nota del console italiano al Tribunale di Torino, dove l’uomo è chiamato a rispondere di presunte indebite compensazioni di crediti fiscali. Specializzato in outsourcing e a capo di diverse aziende, nel febbraio 2025 Burlò è stato assolto dalla Cassazione dopo essere stato condannato in primo e secondo grado a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa nel processo Carminius, sulla ‘ndrangheta in Piemonte.

La sua detenzione ha attirato l’attenzione delle istituzioni italiane e della Farnesina, con contatti diplomatici continui e visite dell’ambasciatore italiano nel 2025, che hanno confermato che Burlò si trovava insieme ad altri connazionali nelle strutture carcerarie venezuelane. All’inizio di gennaio 2026 il nuovo governo venezuelano ha annunciato una serie di liberazioni di detenuti politici e stranieri, suscitando speranza anche per Burlò.

La svolta attesa è arrivata il 12 gennaio 2026: Mario Burlò è stato liberato e trasferito presso l’ambasciata italiana a Caracas, insieme a Trentini, in buone condizioni e pronto per il rientro in Italia. La Farnesina e il ministro degli Esteri hanno espresso soddisfazione per la scarcerazione, definendola un passo importante nel quadro delle relazioni tra i due Paesi.

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