GIUSTIZIA

Nuovo ospedale di Cuneo, Dogliani sconfitto al Tar

I giudici amministrativi respingono il ricorso della Inc e danno ragione all'Aso Santa Croce e Carle e alla Regione Piemonte: il project financing giudicato non conveniente. Via libera al percorso tutto pubblico con i fondi Inail (incrociamo le dita)

Il Tar del Piemonte ha messo il punto fermo sul contenzioso che da oltre un anno aleggiava sul futuro del nuovo ospedale di Cuneo. I giudici amministrativi hanno infatti respinto il ricorso presentato dalla Inc spa contro l’Aso Santa Croce e Carle e la Regione, confermando la legittimità dell’abbandono del partenariato pubblico-privato per la realizzazione del nuovo nosocomio.

Una decisione che nasce da lontano. L’azienda ospedaliera, in accordo con la Regione, aveva archiviato il progetto dei privati ritenendolo non conveniente sotto il profilo economico rispetto all’alternativa di un percorso interamente pubblico, finanziato con fondi Inail. Una valutazione che la Inc non aveva accettato, impugnando gli atti e chiedendo un risarcimento danni quantificato in 10,88 milioni di euro, a copertura delle spese di progettazione sostenute.

Il collegio del Tar del Piemonte è stato netto: la scelta compiuta dall’amministrazione è stata definita “ampiamente discrezionale” e, come tale, sindacabile solo in presenza di manifeste illogicità, incongruità evidenti o travisamenti dei fatti. Condizioni che, secondo i giudici, non ricorrono nel caso in esame. Anzi, nella sentenza viene sottolineato come sia “pacifico e incontestato” che i costi del partenariato siano cresciuti in modo significativo nel corso del tempo. Dai 369,4 milioni di euro della proposta iniziale del maggio 2022 – con un contributo pubblico a fondo perduto di 121,9 milioni – si è passati ai 508,18 milioni della revisione del novembre 2023, fino ad arrivare alla versione finale del 30 aprile 2024, che stimava un costo complessivo di 605,71 milioni, comprensivi di 216,01 milioni di risorse pubbliche. Un’escalation che ha pesato in modo decisivo sulla valutazione di “non convenienza”.

La partita, però, non è stata solo tecnica. La società proponente, del Gruppo Dogliani di Narzole, non si era limitata a incassare il diniego, ma aveva scelto la via giudiziaria, chiedendo un risarcimento milionario. Un’azione che, di fatto, ha congelato l’iter per la realizzazione del nuovo Santa Croce con fondi Inail: l’Aso aveva dichiarato di essere pronta a bandire la gara di progettazione non appena il Tar si fosse pronunciato.

Già il 22 gennaio dello scorso anno i giudici avevano respinto la richiesta di sospensiva, rilevando l’assenza dei requisiti di gravità e irreparabilità del danno, trattandosi di un pregiudizio di natura meramente economica e quindi risarcibile. Dopo l’udienza di merito del 23 ottobre, è arrivata ora la sentenza definitiva di primo grado, che chiude – almeno per il momento – la vicenda. Resta, sullo sfondo, la possibilità di un ulteriore appello al Consiglio di Stato da parte dei privati. Nel frattempo, l’azienda ospedaliera di Cuneo incassa una vittoria giudiziaria pesante, che rafforza la linea del “tutto pubblico” per il nuovo ospedale.

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