Ritardi su Pnrr e terapie intensive. Regione "affetta da annuncite acuta"
Stefano Rizzi 14:51 Lunedì 12 Gennaio 2026Attesa per il maxiemendamento per il bilancio 2026. Valle (Pd): "Senza conoscere le risorse ogni ragionamento è inutile". I dem puntano l'indice sulle case di comunità che non saranno pronte nei tempi dovuti. Ancora indietro sul Piano Arcuri (che scadeva nel 2020)
Il bilancio della sanità del Piemonte per l’anno in corso è scritto sulla sabbia. È questa l’immagine che il Partito Democratico dà dei conti su cui la discussione in atto, come osserva il vicepresidente della IV commissione di Palazzo Lascaris Daniele Valle “aspetta di trovare un senso, almeno parziale, con il maxiemendamento atteso in aula”.
Libro dei sogni
Discussioni e ragionamenti, insomma, che se non utili poco ci manca. Fino a quando non si saprà con certezza, o quasi, qual è la reale situazione finanziaria su cui poter contare, per il consigliere dem non si va oltre che dichiarazioni di intenti e pagine di un libro che, per molti aspetti, potrebbe rivelarsi quello dei sogni o, come sempre più spesso accade, di annunci traditi e imppeni mancati.
Tra questi ultimi non c’è che l’imbarazzo della scelta. Valle ne pesca qualcuno, come quello sui posti di terapia intensiva e subintensiva previsti e finanziati con il Piano Arcuri ai tempi dell’emergenza Covid. Nei piani dell’allora Governo Conte il rafforzamento delle rianimazioni avrebbe dovuto essere operativo entro l’autunno del 2020. Sei anni dopo, dei previsti 299 letti di terapia intensiva e 305 di subintensiva il Piemonte ne ha realizzati 193 e 232. Questi i dati aggiornati allo scorso dicembre forniti dall’assessore regionale Federico Riboldi.
"Misero bilancio"
“Un misero bilancio” lo definisce Valle che ricorda anche come “alcuni ospedali stanno simultaneamente i vecchi reparti di terapia intensiva e subintensiva, per cui non tutti i nuovi posti sono in più”. E non è finita qui. “I posti del Piano Arcuri sono confluiti nel Pnrr – osserva Valle – e pertanto dovrebbero terminare entro giugno 2026”, ma ad oggi per il consigliere dem “non è chiaro quanti non finiranno”. E non risparmia neppure una frecciata al 40esimo piano del grattacielo quando ricorda che “nonostante la legge prevedesse la possibilità per le Regioni di assumere poteri commissariali per la realizzazione dei posti letto, il presidente Alberto Cirio rifiutò di utilizzarla”.
Promesse mancate
Tema scottante quello del Pnrr sul fronte sanitario e che certo non trova in Piemonte elementi tranquillizzanti rispetto alle scadenze fissate e dalle quali dipende l’erogazione stessa dei finanziamenti. “Sono almeno sei le case di comunitàche sicuramente non termineranno entro la scadenza. Ovvero quella di Ghemme, Galliate, Oleggio, Borgomanero, Novara e Castellamonte. E anche in questo caso – avverte Valle – alle nuove case di comunità sono corrisposte chiusure di altre strutture, tant’è che proprio in IV commissione è previsto l’arrivo di petizioni contro le chiusure delle strutture di via del Ridotto, via Bellono, via Le Chiuse a Torino, quella di Borgaro e altre ancora”.
Per il Pd “ancora una volta il Piemonte si ritrova indietro nel confronto con le altre regioni. C’è una realtà degli annunci e dei comunicati stampa, e poi c’è la realtà dei nostri ospedali, delle promesse non mantenute e dei cantieri infiniti, che puntualmente presenta il conto”.



