GIUSTE CAUSE

Tutti uniti con la resistenza iraniana

Erano 40 anni che una manifestazione a Torino non aveva una così alta adesione, almeno nelle sigle. In piazza Carignano a Torino tutti i partiti dell'arco parlamentare, numerose associazioni e i sindacati Cgil e Uil. Minacce di morte per tre esuli

L’annunciano come la più ampia manifestazione unitaria dagli anni Ottanta del Novecento a oggi che si è tenuta a Torino. Almeno se si guarda alle adesioni ufficiali che sono state registrate fino a questo momento. La causa è di quelle che faranno la storia. Sabato 17 gennaio in piazza Carignano a sostenere la resistenza iraniana ci saranno tutti: partiti e associazioni. L’appuntamento è alle ore 15.

A organizzare la manifestazione è l’associazione Iran Libero e Democratico di Torino. “Si tratta della più ampia manifestazione unitaria, in base alle adesioni ufficiali pervenuteci, ad oltre 40 anni da quelle corali contro il terrorismo degli anni ’80 e questo rappresenta un evento politico di rilevante significato – spiega il presidente Tullio Monti – Non si tratta infatti di una delle tante manifestazioni di solidarietà con le diverse cause internazionali: questa manifestazione di Torino verrà trasmessa in Iran dalla televisione satellitare della resistenza”.

In piazza Carignano ci saranno tutti i partiti dell’arco parlamentare: Fratelli d’Italia e Partito democratico, Italia Viva e Movimento 5 stelle, Lega e Avs (che non ha aderito formalmente, ma interverrà dal palco). Presenti anche Azione, Italia viva, Radicali, Europa RadicalePartito socialista italiano e Democrazia cristiana. Non mancheranno neppure i sindacati (Cgil e Uil) e molte associazioni, quelle che hanno confermato sono undici: Anpi, associazione Camis de Fonseca, comitato Resistenza Colle del Lys, Donne democratiche, Fiap, Laboratorio Società Cooperativa, La Meridiana, La Porta di vetro, Libertà Eguale, Sinistra per Israele - Due popoli Due Stati, Tavolo della Speranza.

“Nelle settimane e nei giorni scorsi tre dirigenti della nostra associazione hanno ripetutamente ricevuto sui loro cellulari dei messaggi whatsapp riconducibili al ministero dell’Informazione iraniano contenenti esplicite minacce di morte per loro e per i loro familiari, con dettagli particolareggiati e inquietanti sulle loro abitudini e sui loro spostamenti – spiega Tullio Monti – Si tratta di minacce che gli organi di Polizia preposti giudicano molto serie, attendibili e pericolose: i nostri militanti, tuttavia, non si faranno certo intimorire, né tanto meno ridurre al silenzio da queste nuove minacce da parte di un regime in agonia che sta crollando su se stesso”.

Viene così confermato l’appoggio al Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana che chiede un Iran libero, democratico, repubblicano. Tra i punti programmatici ci sono l’abolizione della religione di stato e per la massima libertà religiosa, la parità giuridica fra uomini e donne, la libertà di abbigliamento femminile, l’abolizione della Sharia, l’abolizione della pena di  morte, della lapidazione, della tortura, dell’incarcerazione illegale e degli arresti arbitrari. “La resistenza è da sempre contraria a ogni intervento armato esterno per abbattere il regime – conclude Monti – il popolo iraniano è perfettamente in grado di cacciare con le sue mani, anche a costo del sangue dei suoi figli, il proprio tiranno”.

print_icon