Il bilancio di Cirio? "Truccato". L'opposizione prima sbraita e poi si rimangia tutto
Davide Depascale 16:24 Sabato 24 Gennaio 2026Ennesimo psicodramma. La capogruppo Pd Pentenero fa partire un comunicato al fulmicotone, scatenando l'ira di maggioranza e degli uffici regionali ma provocando anche grande sconcerto tra le colleghe di M5s, Avs e Iv. Che la costringono a fare dietrofront
Trucco e parrucco. Un pasticcio politico ha rischiato di trasformarsi velocemente in una tegola giudiziaria per le opposizioni in Consiglio regionale del Piemonte. La conferenza stampa convocata per lunedì 26 gennaio sulla legge di bilancio è stata al centro di un clamoroso dietrofront, che ha messo a nudo lo scarso livello di coordinamento tra i quattro gruppi di minoranza a Palazzo Lascaris, oltre a esacerbare gli animi non solo con la giunta e la maggioranza di centrodestra, ma anche con gli l’apparato amministrativo della Regione, che il bilancio ha contribuito a scriverlo.
Il comunicato incriminato
Tutto nasce da un comunicato stampa inviato nel pomeriggio di ieri agli organi di informazione, con un titolo destinato a far rumore: “Bilancio regionale: le carte truccate. Cirio gioca con il futuro del Piemonte”. Un’accusa pesante, che puntava il dito non solo contro la giunta guidata dal presidente Alberto Cirio e l'assessore al Bilancio Andrea Tronzano, ma che chiamava implicitamente in causa anche gli uffici regionali, accusandoli di aver contribuito a "truccare" i conti.
L’attacco frontale, però, si è rivelato un boomerang. Già questa mattina è arrivato il dietrofront: un nuovo comunicato, con tanto di scuse ai giornalisti, cancellava ogni riferimento alle presunte carte truccate, limitandosi a convocare una generica conferenza stampa “sul bilancio regionale 2026”. Cambia anche l’orario, posticipato di mezz’ora dalle 13:30 alle 14.
La fuga in avanti della Pentenero
Ma cosa è successo davvero dietro le quinte? Stando a quanto trapela, il comunicato che era stato presentato come unitario e firmato dalle quattro capigruppo – Gianna Pentenero (Partito Democratico), Alice Ravinale (Alleanza Verdi-Sinistra), Sarah Disabato (Movimento 5 Stelle) e Vittoria Nallo (Stati Uniti d’Europa) – sarebbe in realtà stato frutto di una fuga in avanti della Pentenero, con la capogruppo pentastellata Disabato che non avrebbe neanche letto il testo definitivo prima dell’invio.
Dopo la scoperta del fattaccio, Disabato avrebbe quindi sbottato: “Chi ha fatto il danno ora lo risolva”. Una frase che fotografa il clima tutt’altro che disteso tra le quattro primedonne dell’opposizione a Palazzo Lascaris.
La minaccia di querele
Il vero problema però non è stato lo sgarbo interno. L’espressione “carte truccate” ha fatto scattare l’allarme nella maggioranza di centrodestra e negli uffici del Consiglio regionale. Affermare di aver “truccato” il bilancio è una accusa gravissima, che potrebbe configurare una fattispecie di reato. Da qui sono inevitabilmente partite le prime minacce di querela, che hanno costretto le opposizioni a fare rapidamente marcia indietro.
Il nodo del parere dei revisori
Ma perché la scelta di un’espressione così forte e foriera di conseguenze nelle carte bollate? Potrebbe aver influito il caso del parere negativo del Collegio dei revisori dei conti, emerso nei giorni scorsi e inizialmente non allegato dalla giunta agli atti trasmessi ai consiglieri. Un episodio che aveva già fatto discutere in I Commissione Bilancio.
Tuttavia, quel parere risale alla versione di ottobre della legge di bilancio ed è stato redatto dal vecchio Collegio dei revisori, nel frattempo decaduto. Il nuovo organismo, insediatosi il primo gennaio 2026, parrebbe invece aver dato parere positivo alla versione aggiornata del provvedimento, quella uscita dalla commissione e che lunedì approderà in aula per l’approvazione definitiva.
Da qui a parlare di “bilancio truccato”, insomma, ce ne passa. Una leggerezza che avrebbe potuto portare i consiglieri di opposizione in una situazione a dir poco imbarrante.
Un fronte che scricchiola
Il caso del comunicato ritirato è l'ennesimo segnale di un coordinamento traballante nel campo largo piemontese. Già la scelta dell'orario iniziale – le 13:30 – aveva creato problemi: per ovviare a un impedimento della capogruppo di Avs Ravinale si è posticipato di mezz’ora.
Piccoli dettagli che, sommati alla vicenda delle “carte truccate”, raccontano di un’opposizione ancora in cerca di una linea comune e di un metodo condiviso. Anche perché in tutto questo marasma emerge un dettaglio: non è ancora chiaro se i gruppi di minoranza hanno intenzione di dare battaglia in aula, facendo ostruzionismo, o se limitarsi a un’opposizione di facciata, lasciando che l’iter di approvazione faccia il suo corso. Dopo un comunicato al vetriolo, quest’ultima opzione assomiglierebbe parecchio a una sonora ritirata.
Lunedì pomeriggio, nella Sala delle Bandiere di Palazzo Lascaris, si vedrà se le quattro leader sapranno presentarsi compatte e con una strategia chiara e condivisa, o se al contrario le crepe emerse in questi ultimi giorni — ma tutt’altro che inusuali in una dinamica di perenne competizione tra le capogruppo — continueranno a indebolire il fronte anti-Cirio, proprio in un momento decisivo come quello dell’approvazione del bilancio.


