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Askatasuna, accusa di devastazione. Piantedosi: "Dinamiche terroristiche"

È la contestazione cui dovranno rispondere gli antagonisti che sabato hanno messo a ferro e fuoco Torino. Il capo della Polizia in visita agli agenti feriti. E il ministro dell'Interno alla Camera è tornato a parlare di fermo preventivo

L’accusa è di devastazione. La Procura della Repubblica di Torino ha aperto un fascicolo a carico di ignoti in seguito alla guerriglia urbana scatenata da alcune centinaia di antagonisti sabato 31 gennaio in corso Regina Margherita a ridosso dell’ex centro sociale Askatasuna. Una decisione che fa seguito anche a quanto scritto dalla Digos nell’informativa che è stata inviata ai magistrati e che ha portato, al momento, all’iscrizione di 24 persone nel registro degli indagati e a tre arresti. Tra questi, c’è anche Angelo Francesco Simionato, 22enne incensurato di Arcidosso, coinvolto nell’aggressione all’agente di polizia Alessandro Calista.

Il capo della polizia a Torino

Intanto proseguono le manifestazioni di solidarietà nei confronti degli agenti di polizia che sono rimasti feriti durante gli scontri tra forze dell’ordine e antagonisti. L’ultimo che ha voluto manifestare la propria vicinanza ai poliziotti è stato il capo della polizia Vittorio Pisani che in tarda mattinata è arrivato a Torino.

Il numero uno della polizia ha voluto incontrare gli agenti del Quinto reparto mobile che sono rimasti feriti e, prima di recarsi in Questura, ha incontrato i rappresentanti dei sindacati di polizia.

Alessandro Calista, l’agente accerchiato e picchiato da diversi antagonisti, nella tarda serata di ieri ha ricostruito i momenti dell’aggressione in un video che è stato diffuso dalla Polizia di Stato: “La manifestazione si è rivelata essere molto violenta, c'è stata una escalation di violenza da parte dei manifestanti nei confronti degli operatori di polizia. Doveva essere una manifestazione pacifica invece è diventata tutt'altro”.

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“Dinamiche terroristiche”

Nelle stesse ore in cui Pisani a Torino incontrava gli agenti, a Roma, alla Camera, Matteo Piantedosi, si presentava davanti ai deputati per un’informativa sugli scontri. Il ministro dell’Interno non ha usato mezzi termini e ha parlato apertamente di “dinamiche terroristiche”, “resa dei conti” ed è tornato sul tema del fermo preventivo.

“Siamo di fronte a una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni e che, attraverso i disordini e la violenza, punta a compattare la galassia anarco-antagonista e a galvanizzarne gli aderenti”, ha detto Piantedosi, mettendo in evidenza come si stia registrando un innalzamento del livello dello scontro “che, per certi versi e pur con delle varianti, richiama dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato”.

Il ministro ha poi ricostruito tutti i vari passaggi che hanno portato alla manifestazione nazionale del 31 gennaio, compresa l’assemblea nazionale dei centri sociali che si è svolta il 17 al Campus Einaudi e durante la quale gli organizzatori avevano parlato di “resa dei conti con lo Stato democratico”.

Evitati danni più gravi

Il bilancio dell’operato delle forze dell’ordine per il numero uno dell’Interno è positivo. Secondo Piantedosi sono stati evitati danni ben più gravi: “L'efficacia del dispositivo organizzato dalla questura di Torino è testimoniata dall'identificazione di circa 800 persone, di cui più di 50 straniere, nelle ore antecedenti lo svolgimento della manifestazione, e dall'emissione di 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane. Questo è quanto ha consentito l'applicazione della normativa vigente. Si è proceduto, inoltre, a sequestrare materiali che altrimenti sarebbero stati impiegati per creare disordini”.

Nel suo intervento Piantedosi ha parlato anche della possibilità di introdurre misure come il fermo preventivo che in alcun ordinamenti europei è già previsto: “Stiamo lavorando all'introduzione di specifiche misure finalizzate a rendere ancora più efficace l'azione di filtro e prevenzione, come il fermo di polizia per soggetti potenzialmente pericolosi di cui siano già conoscibili intenzioni e attitudini – ha detto – pensare che queste misure oggi vengono criticate da chi attribuisce gli incidenti esclusivamente ad asseriti deficit di prevenzione e non”.

Il fronte politico

A tre giorni dalla guerriglia di Torino è vivace anche la bagarre politica. Sul banco degli imputati gli esponenti di Avs che sono scesi in piazza per manifestare contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Una presenza ritenuta inopportuna anche dallo stesso ministro dell’Interno che nel suo intervento alla Camera ha parlato di “coperture politiche ben identificabili” e ha aggiunto che “chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità”.

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