Vannacci suona l'adunata, centrodestra in allerta
Davide Depascale 14:12 Mercoledì 04 Febbraio 2026Dopo l'addio alla Lega, il Generale avvia la campagna di arruolamento per Futuro Nazionale. Anche in Piemonte si registrano i primi movimenti: a Novara Nastri rischia di vedersi sfilare due consiglieri, Caffaratto resta fedele al Carroccio
I primi sondaggi lo danno poco sopra il 4%, c’è chi è pronto a scommettere che sarà un flop totale, quello che è sicuro è che la nascita di Futuro Nazionale, il nuovo partito del generale Roberto Vannacci dopo il suo addio alla Lega, desta parecchie preoccupazioni all’interno del centrodestra. Voci di esponenti pronti a disertare la coalizione per arruolarsi con l’ex parà della Folgore si susseguono anche in Piemonte: possibile sia pura tattica per alzare la posta e assicurarsi la ricandidatura, ma i timori di uno strappo a destra preoccupano e non poco i vertici locali e nazionali.
Ex militari con il generale
La provincia che appare maggiormente in fibrillazione è quella di Novara, dove si registrano movimenti sia in Lega che in Fratelli d’Italia, che ha nel senatore Gaetano Nastri il suo luogotenente. Alessandro Pasca, già assessore a Trecate nella giunta di Federico Binatti e vicino all’assessore regionale all’Ambiente Matteo Marnati, ha annunciato il suo addio alla Lega per passare a Futuro Nazionale. Sempre a Trecate nei giorni scorsi era stato il turno dell’ex presidente del Consiglio comunale Giorgio Ingold, che dopo essere stato eletto tra le fila di FdI aveva dichiarato di “essere pronto a cogliere il guanto di sfida”. Nel capoluogo invece sono due consiglieri comunali – entrambi di FdI – che sembrano pronti a saltare sul carro del Generale: si tratta di Mauro Gigantino e Michele Ragno (quest’ultimo è anche capogruppo a Palazzo Cabrino), entrambi con un passato militare alle spalle e che potrebbero costituire un gruppo autonomo sotto l’insegna dell’ex parà insieme a Maurizio Nieli, anche lui fuoriuscito da FdI e oggi consigliere del Gruppo Misto. Se si tratta di semplici schermaglie o se sia in corso un autentico riposizionamento lo capiremo presto.
L’altolà di Molinari e Calderoli
Intanto dopo l’addio di Vannacci all’interno del Carroccio il fronte del Nord, che ha sempre visto l’ormai ex vicesegretario come un corpo estraneo, può rialzare la testa e cantare vittoria. Il segretario della Lega Piemonte e capogruppo alla Camera Riccardo Molinari è parso raggiante al Consiglio Federale di ieri, dove Vannacci non si è neanche presentato avendo già annunciato la sua dipartita: “Adesso possiamo finalmente tornare a concentrarci sui nostri temi”, ha detto, in riferimento ai vecchi cavalli di battaglia leghisti dell’autonomia e del federalismo, mentre il disegno di legge sulla “remigrazione” voluto dal deputato Rossano Sasso (non a caso tra i più papabili a seguire Vannacci nella sua nuova formazione) rischia di finire in soffitta. Aquesto proposito il ministro dell’Autonomia Roberto Calderoli ha voluto lanciare un monito: “Attenzione alle cellule dormienti all’interno del partito”, ovvero chi sceglie di restare nel partito ma di non dissociarsi dalla visione vannacciana, pronto a tornare in auge al momento propizio. Anche per questo motivo ieri si è deciso che chi manterrà la doppia tessera del Carroccio e del Movimento Mondo al Contrario verrà espulso. Il diktat è chiarissimo: con noi o con Vannacci.
Caffaratto si tira indietro
Chi messo di fronte a una scelta simile non ha avuto dubbi è stato l’ex deputato torinese della Lega Gualtiero Caffaratto, che sul suo profilo Facebook ha ufficializzato le sue dimissioni dal Movimento di Vannacci: “La Lega è la mia seconda famiglia, orgogliosamente leghista da sempre”, scrive Caffaratto, allegando la foto del messaggio inviato al Team Vannacci. Team guidato dalla sua compagna Ileana Ciancio, che per il momento preferisce non commentare: di fughe in avanti deve averne viste già abbastanza in questi giorni.



