Città dell'Aerospazio precipita. Partenza non prima del 2030
Gioele Urso 14:50 Venerdì 06 Febbraio 2026Ma la vera incognita sono i terreni dove dovrebbe sorgere il polo. Sono di proprietà di Leonardo e l'azienda potrebbe non avere più interesse a cederli. La cittadella così potrebbe trasformarsi in uno spezzatino. Serpeggia la delusione tra gli addetti ai lavori
La Città dell’Aerospazio non solo fatica a decollare, ma, anzi, sembra proprio in caduta libera. Al termine della cabina di regia che si è tenuta ieri, giovedì 5 febbraio, prevale la delusione. I tempi prospettati per il termine dei lavori è per il 2030, troppo in là. Il colpo definitivo al progetto però potrebbe arrivare da Leonardo che, in questi tempi di guerra, potrebbe non avere più interesse a cedere i terreni sui quali dovrebbe sorgere la cittadella.
Prevale la delusione
La Città dell’Aerospazio che dovrebbe sorgere in corso Marche è in bilico. Dal 28 novembre del 2023, giorno in cui venne annunciato l’avvio dei lavori con l’abbattimento di un edificio basso da parte di una ruspa, a oggi nessun passo in avanti concreto è stato fatto. Anzi, la delusione sembrerebbe serpeggiare tra gli attori coinvolti nel progetto.
I tempi per la realizzazione del polo sono raddoppiati. Durante la cabina di regia che si è tenuta ieri i consulenti di Principia hanno spiegato che la fine dei lavori non arriverà prima del 2030. Troppo tardi, tanto che risulterebbe che sia i rappresentanti di Leonardo, sia quelli della Camera di Commercio avrebbero espresso la propria delusione.
Ottimismo invece da parte della Regione Piemonte. Andrea Tronzano, l’assessore alle Attività produttive che ha in mano la partita, ha spiegato che a fine febbraio si procederà alla stipula della lettera di intenti con Politecnico e Principia. Qualcuno però lo accusa di aver messo in campo una gestione dell’affare troppo poco ambiziosa. Su questo dossier non è mai stato alzato il profilo e non vi è mai stata una vera interlocuzione con membri del Governo o dei vertici aziendali.
Il nodo terreni
A forza di traccheggiare però le necessità di Leonardo potrebbero essere cambiate. La Città dell'Aerospazio dovrebbe sorgere infatti su un'area attualmente dismessa di 230mila metri quadrati di proprietà dell'azienda specializzata in aerospazio, difesa e sicurezza. Il nuovo polo, tra gli altri, avrà l’obiettivo di studiare velivoli basati su intelligenza artificiale e sulla propulsione ibrido-elettrica e i sistemi di monitoraggio delle condizioni psico fisiche dei piloti.
Tutto questo sempre che Leonardo non cambi idea sulla destinazione di quel terreno. In due anni di cose a livello globale ne sono cambiate parecchie e Leonardo ha potenziato il suo ruolo soprattutto nel mondo della difesa e questo potrebbe portare a rivedere le proprie necessità di sviluppo. Quei terreni infatti potrebbero essere tolti “dal mercato”.
Un progetto ambizioso come la Città dell'Aerospazio potrebbe ridursi a uno spezzatino. Da un polo unico a tanti piccoli centri disseminati per Torino, frammentando così anche la missione principale che era quella di mettere insieme nello stesso posto tutti gli attori del settore.



