POLITICA & SANITÀ

"Pressapochismo e gravi errori".
La Lega spara a (Azienda) zero

Ennesima grana della Super Asl: il direttore Leli blocca il vincitore del concorso per dirigere il 118. Non avrebbe i requisiti (verificare prima no?). Guai per i farmaci sulle ambulanze. L'ex assessore Icardi va giù per le trippe e chiede conto al suo successore Riboldi

“Pressapochismo non più giustificabile”, “indecisioni ed errori ai danni della collettività”, “ristagni di inefficacia”. Mai prima d’ora si era assistito a un attacco così diretto e pesante a uno dei gangli vitali della sanità del Piemonte qual è Azienda Sanitaria Zero, e a un altrettanto duro richiamo alle proprie responsabilità rivolto all’assessore Federico Riboldi.

Al contrario di quanto le accuse potrebbero lasciar intendere, non è la più agguerrita delle opposizioni a muoverle, bensì un alleato politico dell’assessore, addirittura suo predecessore alla guida della sanità piemontese nella scorsa legislatura. Quello che dalla Lega Luigi Icardi, oggi presidente della commissione consiliare che si occupa della materia, mette nero su bianco in una nota e rafforza a voce è un j’accuse da far tremare il grattacielo su uno dei suoi pilastri portanti, ma anche più fragili, com’è la sanità.

"È stata sprecata di nuovo l’occasione per garantire ai piemontesi una struttura organizzativa ben pianificata per il servizio 118 regionale. Azienda Zero – sostiene Icardi – ha dimostrato reiteratamente un pressapochismo non più giustificabile ai danni di una delle risorse più significative del panorama sanitario regionale: il sistema di Emergenza 118".

L’"ottimo lavoro" di Leli

Proprio sul 118 e, specificatamente, sul concorso per dare al servizio un direttore – ruolo vacante da tempo – si consumerebbe il pasticcio in seno alla Super Asl che, sotto la direzione di Adriano Leli, ha inanellato più di un intoppo e collezionato ritardi che finiscono per ripercuotersi su tutto il sistema sanitario regionale. Icardi, a sostegno delle sue accuse, ricorda la vicenda in cui il vincitore del concorso, scelto dalla commissione di valutazione sulla base dei parametri previsti dal bando, non viene ritenuto tale da Leli. Per il direttore di Azienda Zero, infatti, il professionista che aveva ottenuto il miglior punteggio non avrebbe i requisiti richiesti per l’ammissione al concorso stesso.

Già il fatto di accorgersene dopo non sarebbe certo un vanto per l’efficienza della Super Asl, ma il punto è un altro: il medico non ci sta e partono le carte bollate. Leli sospende gli effetti del concorso e il professionista che lo ha vinto ricorre al Tar. Il vertice di Azienda Zero si costituisce in giudizio per far valere le proprie ragioni dinanzi ai giudici amministrativi.

Il pasticcio del concorso

Nell’attesa del pronunciamento, i dubbi che avvolgono questa storia non sono pochi e uno riguarda proprio i tempi: possibile che si sia scoperta la presunta assenza dei requisiti del candidato solo dopo che questi ha vinto il concorso? E, ancora: la supposta irregolarità sarebbe venuta fuori in caso di un esito diverso, con una graduatoria differente? Resta il fatto che qualcuno dovrà spiegare come si effettua la verifica dei requisiti in un concorso, tanto più in uno così importante visto il ruolo che si deve ricoprire.

Per l’ex assessore alla Sanità, che quella Super Asl l’aveva voluta e poi tenuta a battesimo affidandola alle mani esperte di un manager come Carlo Picco, la domanda è chiara e la risposta attesa ineludibile: “Come è possibile adesso sostenere la legittimità dell’operato amministrativo di Azienda Zero? Quali garanzie di continuità del servizio pubblico di emergenza–urgenza extraospedaliera sono assicurate ai piemontesi da un simile modo di lavorare?”.

Ritardi sul Cup

Interrogativi come macigni che hanno un destinatario ben preciso: il soi disant “capo politico della sanità piemontese”, l’assessore meloniano che, ancora recentemente, prefigurando il trasferimento di Leli da Azienda Zero alla nuova azienda Regina Margherita–Sant’Anna, gli ha espresso piena fiducia e riconoscimento per l’ottimo lavoro fatto fino a ora. E nulla pare inficiare questo granitico giudizio, tantomeno i ritardi sull’annunciata entrata in funzione del nuovo Cup, con anche in quel caso un ricorso al Tar da parte di una ditta che aveva partecipato a una gara, pure quella incagliatasi per qualche giorno.

Non sembrano suscitare dubbi nell’assessore neppure altri ritardi che riguardano ancora il 118 e attengono alla grana del passaggio del personale infermieristico dalle attuali quattro aziende ospedaliere alla stessa Super Asl. Ma c’è anche un altro problema di cui Icardi, come conferma egli stesso, aveva parlato con Riboldi avvertendolo delle possibili conseguenze. In questo caso è il coordinamento della farmaceutica per rifornire le ambulanze: servizio che è rimasto senza responsabile e anche in questo caso, al mancato rinnovo dell’incarico al professionista, non si sarebbe sopperito in maniera dovuta e prevedibile.

I "consigli" inascoltati

“Il mio è un segnale forte, ma che va nel segno della collaborazione con l’assessore – spiega Icardi parlando con lo Spiffero – così come i consigli e i suggerimenti che mi sono sentito di dargli in precedenza”. L’ex assessore sembra lasciar intendere che quei consigli non siano stati accolti dal suo successore che, a quanto risulta, oggi, dopo la nota del leghista, si sarebbe lamentato con il governatore Alberto Cirio.

Anche se la questione investe come un uragano la politica, scuotendo la coalizione che governa il Piemonte, Icardi mette in evidenza il suo ruolo istituzionale e dice che “come presidente della commissione Sanità del Consiglio regionale, chiedo che l’assessore Riboldi provveda quanto prima a non tollerare più quei ristagni di inefficacia che rischiano di impaludare il buon operato dei numerosi professionisti della sanità piemontese, siano essi sanitari o amministrativi, che ogni giorno sono al servizio dei cittadini con senso di responsabilità e competenza”. Una richiesta che pare essere stata non poco urticante per il destinatario che, come detto, avrebbe fatto le sue rimostranze al quarantesimo piano del grattacielo.

L'affondo della Lega

Non sono meno dure le parole del titolare della Sanità nella prima legislatura guidata da Cirio quando dice che “urge una riflessione seria della Regione riguardo alle ricadute sull’operatività del settore Emergenza Sanitaria Territoriale 118 in seguito alle numerose occasioni mancate di riordino organizzativo, avvicendatesi nello scorso anno, da parte della governance di Azienda Zero”.

Per Icardi e quindi per la Lega, “nel rispetto delle Istituzioni, non è più tempo di accettare indecisioni ed errori del genere a scapito di un buon servizio pubblico alla collettività”. Un attacco duro e circostanziato che non si era mai visto dalle opposizioni. Che arrivi dall’alleato, per di più da chi ha guidato per cinque anni (emergenza Covid compresa) la sanità del Piemonte, pare qualcosa di più di un fuoco amico.

print_icon