Sanità, "annuncite e pasticci".
Il Pd suona la sveglia a Cirio
Stefano Rizzi 17:22 Sabato 07 Febbraio 2026
Dopo le durissime accuse della Lega ad Azienda Zero, l'opposizione coglie la palla al balzo e chiama in causa il governatore. La replica di Leli alle affermazioni di Icardi. La nomina di Corsini commissario a Novara e il valzer di poltrone nei piani dell'assessore Riboldi
«Ora che alla tradizionale annuncite senza seguito di Alberto Cirio si è sostituito il decisionismo pasticcione di Federico Riboldi, si aprono le prime faglie nella maggioranza al governo del Piemonte». Ha gioco facile il Pd a incunearsi nelle crepe che le durissime esternazioni dell’ex assessore leghista Luigi Icardi, sul fronte della sanità, hanno provocato – o reso ancor più evidenti – nella maggioranza.
Crepe nella maggioranza
Per i consiglieri regionali Daniele Valle e Domenico Rossi – il primo vicepresidente della Commissione Sanità a Palazzo Lascaris, il secondo al vertice del partito in Piemonte – l’accusa di «pressapochismo» e di «ristagni di efficacia» mossa dall’esponente della Lega nei confronti del vertice di Azienda Zero, con la conseguente richiesta di «non tollerare più» queste situazioni, è un’occasione servita su un piatto d’argento per alzare ulteriormente il tiro fino al quarantesimo piano del grattacielo.
«Se lo stile di Cirio è rinviare i problemi, quello di Riboldi è crearli là dove sarebbe facile evitarli, il più delle volte giocando a risiko con nomine e incarichi, con molta – forse troppa – disinvoltura», osservano i dem, con evidenti riferimenti a comportamenti e decisioni che da tempo suscitano dubbi e interrogativi ben oltre la schermaglia politica.
Il destro all’opposizione arriva da uno j’accuse di Icardi che va ben oltre l’episodio citato nella nota diramata dall’ex assessore, oggi presidente della IV Commissione di via Alfieri, relativo al concorso per la direzione della centrale dell’Emergenza 118 di Cuneo.
Le due versioni dei fatti
Come riportato dallo Spiffero, nel comunicato Icardi riferisce che «nel 2025 Azienda Zero bandisce un concorso per individuare il direttore dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118, figura necessaria per costruire un’adeguata struttura organizzativa per l’intero settore regionale. La commissione di valutazione esprime la propria scelta individuando un professionista ammesso alla selezione in possesso di tutti i requisiti richiesti dal bando. In seguito, il direttore generale Adriano Leli sconfessa la Commissione, indicando che il candidato vincitore, dopo aver superato la selezione, risulterebbe privo dei requisiti per l’ammissione. Ne conseguono nuove azioni legali tra le parti, lamentele e immobilismo dell’azione amministrativa».
Fatti e circostanze che un comunicato del direttore di Azienda Zero – inviato ad alcune testate locali – smentisce, ribadendo «la correttezza delle procedure adottate» e confermando «la propria disponibilità a difendere le scelte compiute anche davanti agli organi della giustizia amministrativa».
La questione politica
Al di là dell’episodio specifico e delle diverse versioni, ciò che pesa con evidenza è il giudizio espresso dalla Lega, per bocca del suo ex assessore, sull’attuale governo della sanità piemontese. Un attacco che, come già scritto, per la sua durezza parrebbe arrivare dalle opposizioni e non da un alleato.
Non stupiscono, quindi, le lamentele che l’assessore meloniano Riboldi avrebbe rivolto direttamente al governatore dopo l’intemerata di Icardi.
Corsini a Novara
E, naturalmente, avrebbe stupito un silenzio della minoranza di fronte a un’occasione del genere. A dirsi stupiti sono invece gli esponenti del Pd di fronte a più di una decisione e circostanza, sempre attinenti all’attuale gestione della sanità.
«Ha stupito la nomina, mai discussa, mai annunciata e mai nemmeno paventata, del commissario per la Città della Salute di Novara», dicono Valle e Rossi, riferendosi all’incarico affidato a colui che già lo svolge per il futuro Parco della Salute di Torino, l’avvocato dello Stato Marco Corsini.
«Il nuovo ospedale di Novara è sempre stato presentato come un’opera che procedeva senza problemi. Affermazioni ribadite ogni volta che abbiamo chiesto spiegazioni su eventuali intoppi», ricordano i dem, chiedendo la ragione di quella nomina, che per il nuovo polo sanitario torinese aveva presupposti diversi.
Il caso Regina Margherita- Sant’Anna
I dem si dicono «stupiti» anche per l’annunciata nomina di Leli alla direzione dell’azienda Regina Margherita–Sant’Anna, dopo che nei mesi precedenti per l’attuale direttore di Azienda Zero era più volte circolata l’ipotesi di un ritorno in Scr, la società di committenza regionale.
Stupore, vero o artatamente ostentato, anche per «la fuga – che viene difficile chiamare diversamente – di Giovanni Messori Ioli dal ruolo di commissario del Regina Margherita».
“Cirio intervenga”
E «si va ben oltre lo stupore guardando alla gestione della vicenda che ha avuto protagonista, prima con l’imposizione e poi con la cacciata, dell’allora commissario Thomas Schael dalla Città della Salute», aggiungono i due consiglieri del Pd, ben sapendo di toccare nervi scoperti nella maggioranza e in particolare nel vertice politico della sanità piemontese, cui imputano «una gestione confusa e dannosa».
«Fino a quando Cirio continuerà a coprirla?» è la domanda rivolta direttamente al governatore. Con una postilla: «Continuare così vuol dire farsene corresponsabili».



