Medici, 500 euro in più al mese.
Solo la Cgil non firma il contratto
Stefano Rizzi 14:33 Venerdì 27 Febbraio 2026
Siglato l'accordo relativo al 2022-2020. Per i camici bianchi in arrivo arretrati tra gli 8mila e i 14mila euro. Tutela legale in caso di aggressione subita dai medici. Aggiornati gli aspetti economici dell'intramoenia. Ok di Anaao e Cimo, ma "no" dalla sigla di Landini
Aumento di stipendio che oscillerà tra i 322 e i 530 euro lordi al mese, revisione dei fondi aziendali e anche il gratuito patrocinio nel caso in cui i medici siano vittime di aggressioni. Sono queste le principali novità del contratto collettivo firmato questa mattina dai sindacati (anche se non da tutti) dei camici bianchi, relativo al triennio 2022-2024 e che produce, per questa ragione, effetti economici che si tradurranno nel riconoscimento degli arretrati.
120mila camici bianchi
Dopo la pre-intesa siglata lo scorso 18 novembre e concluso positivamente l’iter di verifica dell’accordo, il contratto può ora entrare ufficialmente in vigore. Questo, in termini pratici, significa per 120mila medici e 17mila dirigenti sanitari non medici aumenti e arretrati, che dovrebbero essere erogati già con le prossime buste paga.
Gli incrementi retributivi vanno dai 322 euro lordi mensili per gli incarichi professionali iniziali ai 530 euro lordi mensili per i direttori di struttura complessa di area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.710 euro per gli incarichi professionali iniziali e i 14.540 euro per i direttori di struttura complessa di area chirurgica, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già corrisposta.
«Come abbiamo sempre sostenuto, il contratto collettivo nazionale è prevalentemente economico e andava chiuso rapidamente per poter aprire il confronto su quello 2025-2027 e riallineare finalmente la contrattazione al triennio di riferimento», spiegano in una nota Pierino Di Silverio, segretario nazionale di Anaao-Fesmed, e Guido Quici, presidente di Cimo-Fesmed.
I nodi irrisolti
Giudizio positivo sull’esito della trattativa, anche se i due sindacati sottolineano il rammarico per il fatto che «questo percorso contrattuale, tra i più virtuosi degli ultimi decenni, non sia accompagnato dalla medesima attenzione da parte della politica, che annuncia di voler premiare l’impegno quotidiano dei professionisti della sanità nel garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale e poi rimanda sine die l’erogazione di tali riconoscimenti. Ci riferiamo – spiegano Di Silverio e Quici – alla mancata adozione, nella legge di Bilancio prima e nel Milleproroghe poi, della norma che avrebbe permesso il pagamento immediato degli aumenti dell’indennità di specificità, già stanziati ma incomprensibilmente vincolati alla firma del contratto 2025-2027».
Niet della Cgil
Come si diceva, la firma al contratto è arrivata, ma non da tutti. A rifiutarsi di siglarlo è la Cgil, che dice no «per lottare con più forza per il prossimo. Non abbiamo sottoscritto a novembre l’ipotesi di accordo per il rinnovo del 2022-2024 e non firmiamo oggi quello definitivo perché non ci sono le condizioni sindacali minime, economiche e normative», le motivazioni esposte da Andrea Filippi, segretario nazionale della Cgil medici.
Per il sindacato che ha rifiutato la firma, «il Servizio sanitario nazionale sta vivendo la peggiore fase storica da quando è stato istituito. Il definanziamento tocca punte al ribasso mai raggiunte rispetto al Pil, manca personale su tutto il territorio nazionale, le retribuzioni sono le più basse d’Europa, le condizioni di lavoro dei professionisti e la qualità dei servizi peggiorano ogni giorno, sono ormai quotidiane le aggressioni contro gli operatori da parte di cittadini estenuati dalle liste di attesa, i concorsi vanno deserti perché il servizio pubblico, a queste condizioni – sostiene Filippi – non può più essere attrattivo e inarrestabile è la fuga dei professionisti verso l’estero o verso il privato».
Aggiornata l’intramoenia
Tra le altre misure contenute nel contratto, oltre agli aumenti e alla tutela legale in caso di aggressioni ai danni dei medici, sono previste ulteriori garanzie per assicurare il godimento delle ferie, evitando accumuli come accade ormai da anni. L’accordo prevede inoltre miglioramenti economici per quanto riguarda la libera professione in regime di intramoenia.



