Infrastrutture, Piemonte accelera:
30 miliardi in cantieri e rischio Iran
Gioele Urso 14:18 Lunedì 02 Marzo 2026
Entro il 2033 si dovrebbero chiudere 42 opere. Quattro consegnate lo scorso anno. Restano le zavorre della burocrazia e delle coperture finanziarie. La criticità più marcata è la Tav. Preoccupazione per l'aumento dei costi dovuti alla guerra
Dal Rapporto Oti Piemonte 2026 emergono segnali di accelerazione sulle infrastrutture: 42 opere concluse entro il 2033 per 30 miliardi di investimento. Restano però le zavorre della burocrazia e delle coperture finanziarie. Stefano Lo Russo, il sindaco di Torino, indica le priorità per la città e sul nodo Tav tra Avigliana e Orbassano, invita al confronto. Sullo sfondo però incombe la variabile geopolitica: la guerra in Iran potrebbe far schizzare i costi dei cantieri.
Opere cruciali
Il Piemonte prova a rimettersi in marcia sul fronte delle infrastrutture. Non è ancora una corsa, ma almeno, dopo anni di discussioni e cantieri a singhiozzo, qualcosa si muove. A dirlo è il Rapporto Oti Piemonte 2026, il monitoraggio sulle opere strategiche realizzato da Unioncamere Piemonte e Confindustria Piemonte insieme a Regione, Fondazione Slala e alle Accademie della logistica, costruzioni e infrastrutture.
Il quadro che emerge è fatto di segnali positivi ma anche di ostacoli ben piantati lungo la strada. Delle 71 opere considerate cruciali per lo sviluppo economico, 42 dovrebbero essere completate entro il 2033 per un valore complessivo di 30 miliardi di euro. Un’accelerazione dunque c’è stata, anche grazie alla spinta del Pnrr, ma il percorso resta accidentato. Tra progettazioni infinite, coperture finanziarie da trovare e il nodo sempre spinoso della Tav, la sensazione è che il Piemonte stia ancora cercando di recuperare il tempo perduto.
Cantieri che avanzano
Secondo il rapporto, la situazione delle opere monitorate si distribuisce tra 27 progetti in fase di progettazione, 9 proposte progettuali, 30 cantieri già avviati e 4 opere concluse nel 2025. Nel 2026 si prevede una piccola impennata: 15 infrastrutture dovrebbero arrivare al traguardo, anche grazie alla conclusione di alcuni interventi finanziati dal Pnrr. Guardando indietro, dalla prima edizione del monitoraggio nel 2001, il conto delle opere completate arriva a 24.
Per il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, i segnali sono incoraggianti ma non ancora sufficienti: “I segnali positivi vanno nella direzione giusta ma non sono certo risolutivi. Sono ancora molte le infrastrutture che le imprese aspettano. Grazie al Pnrr c’è stata un’accelerazione. Questi investimenti sono le fondamenta su cui far sviluppare la complessa transizione che la manifattura vive da alcuni anni, ma anche il principale asset per aumentare l'attrattività di questo territorio”. Per le imprese, in sostanza, le infrastrutture restano la base su cui costruire competitività e attrattività del territorio.
“Il Nodo Metropolitano di Torino tiene: il 75% delle opere procede secondo cronoprogramma – ha sottolineato il presidente dell'Unione Industriali di Torino, Marco Gay –. È un risultato che dimostra che fare bene è possibile e che dobbiamo difendere con la stessa determinazione con cui lo abbiamo costruito. Sul fronte dei corridoi europei, la Nuova Linea Torino-Lione avanza e l'orizzonte del 2033 per la tratta transfrontaliera appare credibile. Ma per le nostre imprese la sfida non è solo nel Tunnel di Base: è nella capacità di collegare quell'infrastruttura con i siti produttivi e logistici del territorio”.
Il collo di bottiglia
Se i cantieri procedono, è la fase di progettazione a rappresentare spesso il vero tappo del sistema. Le maggiori criticità, ha spiegato Paola Malabaila, presidente della commissione Infrastrutture e Urbanistica di Confindustria Piemonte, sono sulle fasi di progettazione perché i tempi sono spesso così lunghi da mettere in discussione le necessità dei territori. L’altra difficoltà grossa è la mancata copertura dei costi. Tra i dossier più complicati continua a figurare il Tav, dove i ritardi restano significativi.
Ma come se non bastassero burocrazia e coperture finanziarie, ora arriva anche la variabile internazionale. La guerra in Iran potrebbe avere effetti immediati sui cantieri, soprattutto sul fronte dei costi. Malabaila non nasconde la preoccupazione: “Temiamo una fiammata dei prezzi dei materiali: carburanti, isolanti, ferro, calcestruzzo. È già successo durante il Covid e con le altre crisi internazionali”. Già nelle prime ore di oggi si registrano problemi nella circolazione delle navi e nell’approvvigionamento di carburanti, elemento fondamentale per tutta la filiera dei cantieri e della logistica. Tradotto: i lavori possono partire, ma il conto finale potrebbe diventare molto più salato.
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Le priorità di Torino
Anche la Città ha le sue priorità. A metterle in fila una dopo l’altra è il sindaco, Stefano Lo Russo: sviluppo delle infrastrutture energetiche e rilancio delle infrastrutture ferroviarie con il potenziamento delle linee Torino-Genova, Torino-Savona e Torino-Nizza. In cima a tutto.
"Le infrastrutture sono futuro, lavoro nell'immediato e soprattutto sono la risposta al bisogno di certezze che hanno i giovani – ha detto il primo cittadino – È un tema cruciale per il futuro della città, del Piemonte, dell'Italia e dell'Europa. Siamo indietro, Torino è un territorio che ha scontato i troppi decenni di riflessione sull'opportunità o meno di avere grandi infrastrutture. Questo ci ha fatto perdere terreno che stiamo cercando di recuperare, ma è ancora una fase di recupero. Il rispetto tempi è un elemento fondamentale”.
Tempo che però non può essere recuperato sottraendolo al confronto con il territorio. Ed è stato lo stesso Lo Russo ha tornare sulla necessità di aprire un confronto con i territori che saranno interessati dal tratto di alta velocità che collegherà Avigliana ad Orbassano: “È chiaro che il dialogo con i territori è un elemento essenziale, non solo per fare accettare le infrastrutture, ma per costruire quell’attualità progettuale che oggi fa la differenza”.
La Regione prepara il comitato
A stretto giro è arrivata la risposta dell’assessore regionale alle Infrastrutture strategiche e Logistica, Marco Bussalino, che ha annunciato la nascita di un comitato di supporto per accompagnare il progetto della tratta Avigliano-Orbassano. Un modello già sperimentato per l’Asti-Cuneo: un tavolo con enti locali e Città metropolitana per raccogliere osservazioni e contribuire alla definizione del progetto, in vista della conferenza dei servizi.
L’obiettivo, spiega Bussalino, non è rallentare ma migliorare l’opera, anche perché la connessione con l’interporto di Orbassano resta un passaggio chiave per la logistica piemontese: “La tratta Avigliana-Orbassano rappresenta un tassello essenziale del collegamento Torino-Lione e del Corridoio Mediterraneo. Come Regione Piemonte intendiamo svolgere un ruolo attivo di supporto ai territori e agli enti coinvolti, attraverso l’istituzione di un tavolo tecnico permanente che consenta di affrontare in modo tempestivo eventuali criticità e accompagnare l’opera lungo tutte le sue fasi attuative”.



