TRAVAGLI DEMOCRATICI

Schlein blinda Lo Russo:
"Siamo molto contenti"

La segretaria dem ricuce con il sindaco dopo le freddezze estive e mette il timbro sulla ricandidatura. Tutti a baciare la pantofola, mentre il Pd prova a trasformare la consultazione di marzo in una resa dei conti con la premier e il centrodestra

Elly Schlein arriva a Torino per blindare Stefano Lo Russo, serrare le file del Pd piemontese e trasformare il referendum sulla giustizia in un primo tempo supplementare della sfida a Giorgia Meloni. Missione riuscita, almeno sulla carta: il Nazareno mette il timbro sulla ricandidatura del sindaco e prova a usare la consultazione di marzo come un test politico nazionale.

Oggi pomeriggio, al Pacific Hotel Fortino sul Lungo Dora, la segretaria dem ha incontrato militanti e vertici locali del partito in un appuntamento dedicato alla campagna referendaria contro la riforma Nordio, che istituisce la separazione delle carriere tra giudici e pm e prevede il sorteggio per i membri del Csm.

Fiducia al sindaco

Prima di entrare in sala, incontrando i cronisti, Schlein ha voluto ribadire la propria fiducia al sindaco di Torino, fugando ogni residuo dubbio dopo i tentennamenti della scorsa estate, quando alla Festa dell’Unità in piazza d’Armi si era mostrata piuttosto tiepida sull’ipotesi. Lo scenario, nel frattempo, è radicalmente cambiato e la ricandidatura di Stefano Lo Russo – che ricopre anche il ruolo di coordinatore dei sindaci del Pd – a Palazzo Civico nel 2027 è ormai scontata: “Siamo molto contenti di come l’amministrazione cittadina sta lavorando e continuiamo a sostenerla molto convintamente”, ha dichiarato la leader dem, ringraziando il primo cittadino “per come sta affrontando i nodi prioritari per la città”.

Un endorsement che fuga i pochi dubbi rimasti. A conferma del feeling ritrovato basterà aspettare la fine dell’incontro: appena fuori dall’hotel i due si sono intrattenuti per una decina di minuti abbondanti in un tête-à-tête lontano da orecchie indiscrete. Incontrando i cronisti, il sindaco ha preferito parlare del Festival di Sanremo, riscoprendo anche un afflato nazionalpopolare.

The Times They Are A-Changin’

Ad aprire l’incontro è il segretario metropolitano Marcello Mazzù che scomoda Bob Dylan e la sua celebre The Times They Are A-Changin’ per sostenere che “i tempi stanno cambiando” e che i No sarebbero in vantaggio. Ottimismo della volontà, direbbe qualcuno.

Il sindaco Lo Russo, nel suo intervento sul palco, ha invece ricambiato la stima della segretaria con parole al miele: “Il 22-23 marzo il Pd con Schlein ci mette faccia e cuore, a differenza di qualcun altro. Questa è una battaglia di democrazia tra chi ritiene che l’equilibrio tra chi governa e chi deve applicare le leggi non vada alterato e chi vuole che sia il potere esecutivo a dominare su quello giudiziario”.

Il sindaco ha invitato anche gli amici “indotti a votare Sì” a fare “una riflessione collettiva”, delineando uno spartiacque politico: “Ci sarà un prima e un dopo. La vittoria del No bloccherà una riforma che ha uno scopo puramente punitivo nei confronti dei magistrati e sarà un segnale al governo”. E ancora: “Solo attraverso la mobilitazione riusciremo a fermare questa ondata pervasiva”.

Dulcis in fundo l’elogio alla segretaria: “Guidare il Pd è più complicato che fare il sindaco. Ha avuto vita non facile, ma ha creduto nella coerenza, non solo del partito ma dell’intero campo progressista, contro una destra che non si cura della questione sociale”. Chiudendo poi con ritrovato slancio, abbastanza inusuale per il suo profilo asettico: “Torino è con te, siamo con te Elly. Andiamo a vincere questo referendum e la sinistra torni a fare la sinistra, guardando in faccia chi è in difficoltà”.

L’attacco alla riforma Nordio

Schlein ha quindi preso la parola davanti ai parlamentari piemontesi – tra cui i senatori Andrea Giorgis e Anna Rossomando, la vicepresidente dem Chiara Gribaudo e i deputati Mauro Laus, Federico Fornaro e Mauro Berruto – oltre ai vertici regionali del partito (il segretario Domenico Rossi e la presidente Nadia Conticelli) e ai loro colleghi consiglieri di Palazzo Lascaris.

La segretaria ha attaccato frontalmente la riforma della giustizia: “Non migliora l’efficienza per i cittadini: non rende più veloci i processi, non assume il personale che manca, non stabilizza i 12 mila precari. Lo dice lo stesso ministro”. Secondo Schlein, infatti, lo scopo è quello di “indebolire l’indipendenza della magistratura, che non tutela i magistrati ma i diritti dei cittadini. Solo magistrati indipendenti possono garantire che la legge valga per tutti, anche per un potente o una multinazionale”.

Elly vede crepe nel centrodestra

A margine dell’incontro, la leader dem non è tornata subito all’NH Ambasciatori, dove alloggia (domattina sarà ancora a Torino, dove è attesa al Centro Gobetti), ma si è trattenuta a lungo con i militanti e soprattutto con gli esponenti locali. Prima il colloquio riservato di oltre dieci minuti con Lo Russo, poi con la sua assessora Chiara Foglietta e con il segretario regionale Rossi, che l’ha invitata a tornare a Torino il 21 marzo per la “Giornata della Memoria e dell’Impegno per le vittime innocenti delle mafie” promossa da Libera. Schlein ha accettato, pur consapevole dei vincoli del silenzio elettorale alla vigilia del voto referendario.

Parlando con i cronisti, si è detta fiduciosa che una vittoria del No possa mettere ulteriormente in difficoltà il governo di Giorgia Meloni: “Le crepe già ci sono. La prima botta è arrivata dopo la vittoria di Stefani in Veneto, con la Lega che ha doppiato Fratelli d’Italia. Il giorno dopo Meloni ha dovuto ritirare la legge sul consenso: non teneva più i suoi, che si erano piegati alla narrazione di Cruciani. Per lei, che fino a quel momento aveva praticamente sempre vinto, è stata una mazzata”.

Un passaggio utile a ribadire, se non fosse già abbastanza chiaro, il vero obiettivo politico della segretaria: trasformare il referendum sulla giustizia in un banco di prova contro il governo Meloni e così misurare, più che il gradimento della riforma, la tenuta dell’esecutivo.

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