Liste d'attesa, numeri ballerini: contati esami fuori dal piano
Stefano Rizzi 15:13 Martedì 03 Marzo 2026Luci e ombre sull'operazione che ha portato il Piemonte a erogare 250 mila visite ed esami in più tra sere e festivi. Dietro il primato dell'Asl di Alessandria, però, solo un quarto rientra nell'elenco nazionale Pngla. È scontro tra l’assessore Riboldi (FdI) e Ravetti (Pd) - VIDEO
Adesso qualcuno dovrà dirlo a Orazio Schillaci che il modello Piemonte, con le sue 250 mila prestazioni in più per ridurre i tempi di attesa da lui citato, non combacia affatto con quello del suo ministero. O, più esattamente, che le cifre record rivendicate dall’assessore Federico Riboldi contemplano una gran parte di prestazioni certamente fornite ai pazienti, ma che stanno al di fuori dell’elenco Pngla, ovvero del Piano nazionale di governo delle liste d’attesa.
La conferma di questo “allargamento” è arrivata oggi con la risposta all’interrogazione del vicepresidente del Consiglio regionale ed esponente del Pd, Domenico Ravetti.
Il primato mandrogno
Affidando la risposta al collega di giunta Gian Luca Vignale, l’assessore meloniano alla Sanità conferma i dubbi di Ravetti (e non solo suoi) sul primato assoluto dell’Asl di Alessandria che, con medici e infermieri al lavoro anche il sabato, la domenica e in orario serale, è arrivata a conteggiare lo scorso anno 44.430 prestazioni, superando tutte le altre aziende del Piemonte, spesso doppiandone il risultato. Di queste, però, soltanto 11.660 riguardano visite ed esami elencati nel Piano nazionale, proprio perché rappresentano non solo un indicatore, ma anche le maggiori criticità. Non che le restanti non fossero necessarie, tutt’altro.
Ma, se esiste un piano e si decide di allargarne il perimetro, forse sarebbe il caso di spiegarlo. E magari spiegare pure qualcosa che non è stato ancora chiarito neppure dopo la risposta in aula: per esempio, perché nel conteggio dell’azienda alessandrina, oltre alle prestazioni non Pngla, sono compresi anche ben più di mille prelievi di sangue, esame per il quale non è prevista la prenotazione e che quindi non compare nelle liste d’attesa?
“Criteri uniformi”
L’assessore ha affermato che “tutte le Aziende sanitarie regionali rendicontano periodicamente le prestazioni erogate secondo criteri uniformi e modalità standardizzate, che garantiscono dati certi, omogenei, confrontabili e verificabili”.
Quindi si deduce che tutte le Asl e le aziende ospedaliere del Piemonte abbiano conteggiato anche i prelievi di sangue, così come le sedute di chemioterapia e altro ancora non contemplato dal Piano di governo delle liste d’attesa. Un quadro che presto potrebbe trovare conferma, visto che Ravetti, “per nulla soddisfatto della risposta”, ha già annunciato l’accesso agli atti per verificare i dati delle altre aziende sanitarie e ospedaliere della regione. La probabilità che da questa ulteriore verifica emergano situazioni in cui siano stati effettuati solo esami e visite contemplati nel Pngla esiste e potrebbe trovare conferma, tra le altre, proprio nell’Asl Città di Torino, diretta da Carlo Picco e citata con le sue 24.526 prestazioni dallo stesso Ravetti in raffronto con l’Asl mandrogna.
Pd: “Propaganda”
Nel frattempo la vicenda non si attenua affatto, né nella sostanza né nei toni. Prima della risposta in aula, l’assessore di FdI aveva affidato a un video la replica all’esponente del Pd, in particolare alle palesi allusioni di quest’ultimo al record sanitario alessandrino come strumento per compiacere l’assessore, che è di quella provincia, e alimentare la propaganda.
Per Ravetti, insomma, “restano sul tappeto tutte le nostre domande di partenza: se i criteri adottati per la raccolta dei dati in Piemonte sono ‘certi, omogenei, confrontabili e verificabili’, come affermato oggi nella risposta all’interrogazione, da dove nasce questa disparità? Si è deciso di procedere in autonomia oppure – chiede il vicepresidente del Consiglio regionale – sulla base di indicazioni precise fornite dall’assessorato?”.
Differenze tra Asl
La forte differenza tra i numeri dell’Asl diretta da Francesco Marchitelli e quelli delle altre non poteva non balzare agli occhi fin da subito, e così è stato. “La sproporzione mi ha fatto sorgere il sospetto – ribadisce Ravetti – che siamo di fronte a tanta propaganda più che alla soluzione del problema dei tempi di attesa. Sull’impegno del personale sanitario dell’Asl di Alessandria non ho mai avuto dubbi e Riboldi scorrettamente mi attribuisce frasi che non ho mai né scritto né pensato”.
Scenari diversi
Lo scontro sui numeri, che si gioca sul terreno della politica, non appare affatto destinato a placarsi, mentre su quegli stessi numeri – con il quadro dettagliato di ogni altra singola azienda sanitaria chiesto dal consigliere dem – potrebbe presentarsi uno scenario diverso da quello prospettato fino a oggi dal grattacielo e, forse, non del tutto aderente a quei criteri uniformi rivendicati dall’assessore. La stessa cifra record delle 250 mila prestazioni in più, che ha ricevuto il plauso del ministro ed è stata indicata come modello, chissà che non debba essere rapportata a parametri diversi. Almeno nel caso di Alessandria, le visite ed esami compresi nel Piano nazionale per la riduzione delle liste d’attesa, come confermato dallo stesso assessore, non sono le oltre 44 mila da primato, ma solo poco più di un quarto.



