Ricca dote per Fratelli d'Italia: Nastri serra i ranghi e rilancia
16:27 Giovedì 02 Aprile 2026Dopo la scissione dei giorni scorsi e la botta del "caso Bisteccheria" il partito cerca di invertire la narrazione. A Novara dopo lo scouting tra amministratori e sindaci, il senatore meloniano ingaggia la miss preferenze ex Lega (alle spalle il marito Tiramani)
Fratelli coltelli, atto secondo. Nel partito di Giorgia Meloni, dove le caselle cambiano più in fretta delle fedeltà, il Piemonte orientale diventa laboratorio e campo di battaglia. E, come spesso accade, mentre qualcuno scappa, qualcun altro entra. Il regista è sempre lui, il senatore Gaetano Nastri, ras meloniano di area crosettiana chiamato a rimettere insieme i cocci dopo settimane da incubo. La mossa di stamattina – l’ingresso in Fratelli d’Italia della consigliera comunale di Novara Francesca Ricca – non è solo una tessera, ma un segnale politico.
Ricca non è una figurina qualsiasi: due volte eletta a Palazzo Cabrino con pacchetti di preferenze robusti, dirigente psicologa all’ospedale Maggiore, tre anni nel gruppo misto dopo la rottura con la Lega (complice l’espulsione del marito Paolo Tiramani, ex sindaco di Borgosesia e parlamentare). In questi anni ha costruito un profilo critico, intercettando malumori e posizionandosi come potenziale aggregatrice civica. In soldoni: può portare voti, ma soprattutto può costruire liste. E questo, in vista delle amministrative, vale più di mille dichiarazioni di fedeltà.
La ferita ancora aperta
Il problema è che questa operazione arriva dopo una delle peggiori scosse interne degli ultimi anni. Solo poche settimane fa, a Novara, Fratelli d’Italia ha perso pezzi pesanti tutti insieme. Il capogruppo Michele Ragno e il vice Mauro Gigantino hanno sbattuto la porta, formando “Alleanza novarese” a cui si è unito Maurizio Nieli, che li aveva anticipati di qualche mese. Non un’uscita isolata, ma un’operazione coordinata che ha coinvolto anche la Provincia e Borgomanero.
Una scissione chirurgica, accompagnata da smentite imbarazzate su possibili approdi con il generale Roberto Vannacci, e da una dichiarazione che sa di avvertimento: restiamo nel centrodestra, ma senza vincoli. Dietro le quinte, il nome che circola è quello dell’assessore regionale Marina Chiarelli, da mesi in rotta con il partito e sospettata di muovere pedine sul territorio. Lei nega tutto, ma il sospetto resta.
L'infornata di amministratori
Nei giorni scorsi Nastri aveva già provato a cambiare il segno della narrazione. L’intenzione è nitida: mandare un messaggio positivo, rappresentare una “grande famiglia” che non solo non è scalfita dalle defezioni o turbata dalle defenestrazioni, ma che al contrario continua ad attrarre nuove adesioni. E così ha esibito una quarantina di amministratori locali, tra cui dodici sindaci dell’Est Sesia e della Bassa novarese. Non esattamente volti nuovi, anzi: eletti in liste civiche «di cui rimarranno rappresentanti», ma che a titolo personale hanno deciso di prendere la tessera di Fratelli d’Italia. Un’operazione più politica che organizzativa, pensata per costruire una filiera – dai comuni fino al Parlamento – capace di dare copertura territoriale al partito.
Linea prudente, invece, sui prossimi appuntamenti elettorali: l’obiettivo dichiarato resta «tenere unita la coalizione» e garantire continuità all’amministrazione guidata da Alessandro Canelli. Sul palco, insieme alle seconde linee del partito, anche il collegamento con il ministro Guido Crosetto e i saluti con le solite gaffew del segretario regionale Fabrizio Comba. Poi la lunga lista dei nuovi iscritti: sindaci e amministratori distribuiti tra piccoli comuni e realtà della provincia, da Castellazzo a Ghemme, da Casalbeltrame a Vespolate. Un’operazione scenografica e politica insieme, utile a dare l’immagine di un partito in espansione proprio mentre, nei fatti, sta ancora gestendo le conseguenze delle sue recenti fratture interne.
La “Bisteccheria d’Italia”
Come se non bastasse, sul partito piemontese pesa l’onda lunga del caso noto alle cronache come “Bisteccheria d’Italia”. Una vicenda che ha travolto due nomi di primo piano: il sottosegretario Andrea Delmastro e la vicepresidente della Regione Elena Chiorino, entrambi costretti alle dimissioni. Uno shock che ha lasciato strascichi profondi nei rapporti interni e che ha indebolito la catena di comando proprio mentre sul territorio esplodevano le tensioni.
Tra Lega e civiche: partita aperta
In questo contesto, l’arrivo di Ricca è anche un messaggio alla Lega. Il partito di Salvini sotto la cupola di San Gaudenzio ha già perso dirigenti e consenso, e ora rischia di vedersi sottrarre pezzi di elettorato da nuove aggregazioni civiche a trazione meloniana.
E sullo sfondo resta la variabile Tiramani: imprenditore, radicamento tra Novara e Valsesia, consenso personale e – soprattutto – nessuna tessera. Se decidesse di scendere in campo, potrebbe sparigliare ulteriormente.
Un partito in equilibrio precario
Il quadro che emerge è quello di un partito che prova a ricostruire mentre continua a perdere pezzi. Nastri tenta di ricompattare con ingressi e annunci, ma la sensazione è quella di una coperta corta: ogni nuovo arrivo copre una falla, ma ne scopre un’altra.
La verità, lontana dalle note ufficiali, è che Fratelli d’Italia nel Piemonte è nel pieno di un riassestamento. E la partita, tra scissioni, reclutamenti e regolamenti di conti, è tutt’altro che chiusa.


