Vannacci, avamposto a Torino. Piemonte nei piani del generale
15:20 Venerdì 03 Aprile 2026Due consiglieri di Circoscrizione passano armi e bagagli dalla Lega a Futuro Nazionale. Una porta per far breccia in Sala Rossa. Intanto a Cuneo si arruola Lauria e la rete regionale inizia ad ampliarsi. Pozzolo: "Qui abbiamo un potenziale tra il 3 e il 6%"
Il generale pianta le tende nella periferia nord e, come in ogni campagna di conquista che si rispetti, parte dalle caselle più instabili, là dove il centrodestra aveva costruito consenso e oggi fatica a presidiare. A Torino, nella Circoscrizione 6 – che comprende la “calda” Barriera di Milano, ma anche zone non meno problematiche come Falchera, Regio Parco, Villaretto – Roberto Vannacci apre il primo avamposto cittadino del suo Futuro Nazionale. E lo fa con due pedine sottratte direttamente alla vecchia casa leghista.
La breccia nella Sesta potrebbe essere solo l’inizio, un avamposto per procedere a passo spedito su Palazzo civico. I consiglieri Deborah Lamberti ed Enrico Scagliotti non si limitano a uscire dalla Lega: scelgono di costruire un nuovo gruppo sotto le insegne di Futuro Nazionale. «Riteniamo di riconoscerci maggiormente in questa nuova realtà politica», mette nero su bianco Lamberti. Scagliotti, più operativo, insiste: «Crediamo che questo percorso ci permetterà di essere ancora più incisivi e presenti sul territorio».
La Sala Rossa vede nero
In Consiglio comunale, al momento, non succede nulla. Il gruppo leghista resta compatto attorno al capogruppo Fabrizio Ricca. Nessuna defezione, nessun addio annunciato. Eppure, nei corridoi, il clima è diverso. Le voci si rincorrono, si gonfiano, si sgonfiano. Prima hanno sfiorato Pino Iannò, l’ex “bellissimo” finito in una sorta di limbo politico. Poi si sono concentrate su Giuseppe Catizone, vicecapogruppo, uno che mostra di sentirsi troppo stretto nei panni di una Lega “responsabile”. Catizone è legato a doppio filo a Eugenio Bravo, figura di peso nel sindaco di polizia Siulp e, soprattutto, considerata come una delle più vicine all’universo vannacciano. Non basta per parlare di passaggi imminenti, ma abbastanza per tenere tutti in allerta.
Intanto, attorno al generale, si ricompone un piccolo cenacolo torinese: Mario Borghezio, esponente storico della Lega bossiana più identitaria, e Giampaolo Mussano, consigliere dell’Ordine degli avvocati. Non fanno rumore, non rappresentano una grande sfina nel fianco, ma presidiano.
L'aiutante di campo
Se Torino è la porta, il Piemonte è una regione che Vannacci vuole piantonare. E qui entrano in scena la figura chiave di Emanuele Pozzolo. Deputato, ex Fratelli d’Italia, nome noto alle cronache soprattutto per lo sparo di Capodanno a Rosazza, già fedelissimo di Andrea Delmastro, è il volto politico del progetto. È lui a dare copertura, a legittimare i vari passaggi e i cambi di casacca.
«Non è il tempo per una destra omeopatica, che deve sempre chiedere scusa e cercare la legittimazione negli altri. Futuro Nazionale intercetta un ampio spazio politico e sociale scoperto», è il refrain che recita in ogni occasione. “Andiamo avanti a radicare la destra vera, la destra autentica, la destra che mancava al nostro Paese. Attorno a questo progetto c'è un entusiasmo enorme: da chi si è riconosciuto in Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, fino a tanti cittadini che per anni sono rimasti lontani dalla politica e oggi vogliono tornare protagonisti”, afferma oggi appena nominato referente per il Piemonte.
La Granda scommessa
L’ultimo assoldato è Giuseppe Lauria. Meno mediatico di Pozzolo, ma importante per mettere una bandierina nella Granda. Consigliere comunale a Cuneo, responsabile nazionale degli Enti Locali e delle Relazioni Internazionali del movimento Indipendenza di Gianni Alemmano, Lauria porta in dote quello che serve davvero: rete, amministratori, struttura e un bel pacchetto di voti personali. «Entrare in Futuro Nazionale significa portare dentro un patrimonio fatto di relazioni, esperienze amministrative e una rete internazionale costruita in anni di lavoro. La dimensione locale non è un dettaglio: è il fondamento su cui si costruisce qualsiasi progetto politico serio. In Piemonte abbiamo le persone, le competenze e l'entusiasmo per diventare uno dei motori di questa fase».
Nel Cuneese Futuro Nazionale non esisteva. Era, come si dice in questi casi, un oggetto politico non identificato. Poi è arrivato Lauria, con il suo 6,6% personale consolidato e una rete costruita in anni. Da lì, il movimento ha iniziato a prendere consistenza.
Cento fiori da Novara a Vercelli
Se non suonasse una bestemmia, si direbbe che la “politica dei cento fiori” di memoria maoista stia incominciando a dare i suoi frutti. I numeri raccontano una crescita rapida: oltre 12 mila iscritti, più di 200 comitati, una pattuglia parlamentare che comprende, oltre a Pozzolo, anche Edoardo Ziello e Rossano Sasso, mentre Vannacci resta la punta di diamante a Bruxelles. E in questo quadro il Piemonte vannacciano sta ritagliandosi uno spazio. Nel Vercellese sono stati arruolati Gian Carlo Locarni, ex segretario cittadino della Lega, già assessore e attuale consigliere comunale di Vercelli, MargheritaCandeli, ex consigliere comunale di Vercelli; Galliano Zenti, trascorsi nelle file di Forza Italia e Michele Altamura, leghista e militante della prima ora dei Club Vannacci.
A Trecate, la presenza è già visibile. Rosa Criscuolo scende in campo come candidata sindaca con “Futuro trecatese”, una lista civica che guarda apertamente a Futuro Nazionale. Alle sue spalle, l’ex sindaco Federico Binatti. In sala, a benedire l’operazione, ancora Pozzolo. Giubilo, sebbene la defezione di Giorgio Ingold, ex presidente del consiglio comunale per Fratelli d’Italia nella scorsa consiliatura, che dopo aver annunciato l’adesione al progetto vannacciano, fa dietrofront e rientra tra i meloniani, non è stata digerita. Segno che il cantiere è aperto e gli equilibri ancora fragili. Resta invece con Vannacci Alessandro Pasca, giovanissimo ex assessore alla sicurezza della Lega, che decide di lasciare il partito in cui militava da quando era appena maggiorenne. E conferma la sua scelta anche Giorgio Fornaroli, referente del team Vannacci nel Novarese. Nel Vco si dà un gran daffare Davide Titoli, ex segretario provinciale di Fratelli d’Italia e principale figura politica del neo partito che sul territorio conta una decina di aderenti.
Le proiezioni interne parlano di un potenziale tra il 3% e il 6% in Piemonte. Numeri ancora piccoli, ma sufficienti a cambiare gli equilibri dentro il campo della destra. E mentre la Lega ufficialmente resiste, la sensazione è qualche sommovimento sia in arrivo.


