Dopo Chiorino, direttore in bilico
Stefano Rizzi 14:07 Mercoledì 08 Aprile 2026Nell'attesa di chi prenderà posto dell'ex assessora di FdI, Bocchieri guarda già a un ritorno a Roma. Giunto col timbro meloniano di Palazzo Chigi non ha mai legato troppo con altri mandarini. Potrebbe restare solo se venisse nominato Riva Vercellotti
Dopo l’assessore, via anche il direttore? Stando alle voci che si rincorrono dentro e fuori il grattacielo di piazza Piemonte, dopo le dimissioni di Elena Chiorino e nell’attesa di conoscere chi ne prenderà il posto, pare che anche il vertice tecnico dell’assessorato sia pronto a un cambio della guardia.
Ovviamente ben diverse le ragioni e del tutto autonoma la decisione che potrebbe prendere Giovanni Bocchieri, titolare dalla fine di dicembre 2024 della direzione regionale Istruzione-Formazione-Lavoro, che comprende anche le altre due deleghe dell’ex assessora di Fratelli d’Italia, ovvero il Welfare aziendale e le Partecipate.
Dai Palazzi romani
Il suo approdo a Torino, in sostituzione di Arturo Faggio, andato in pensione poco prima, era stato già allora letto, con cognizione di causa, come un’ulteriore attestazione del legame tra Chiorino e i vertici nazionali del partito e con l’apparato di Palazzo Chigi, dove peraltro il grand commis parrebbe intenzionato a tornare.
Classe 1968, laurea in Economia e Commercio all’Università Federico II di Napoli, la carriera di Bocchieri è quella di un dirigente pubblico di lungo corso, con incarichi nei ministeri alternati a esperienze in alcune Regioni, tra cui la Lombardia, dove aveva diretto la Formazione e Lavoro inciampando in una vicenda giudiziaria per un presunto conflitto di interessi, accusa da cui sarebbe poi stato pienamente assolto alcuni anni dopo.
Grand commis
Nel frattempo, da Milano era tornato a Roma, dove nella primavera del 2022 ha assunto la guida del nucleo Pnrr Stato-Regioni. A fine 2023 il Governo di Giorgia Meloni lo ha nominato commissario straordinario dell’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro, l’ex Anpal.
Un anno più tardi al Piemonte serviva un nuovo direttore: si apre una selezione cui partecipano in undici e, come verrà scritto nella delibera di nomina, Bocchieri “è quello che risponde maggiormente ai requisiti richiesti per la copertura del posto di che trattasi. Infatti vanta una pluriennale esperienza nel ruolo manageriale a livello di strutture particolarmente complesse nel settore pubblico (…)”.
Coppia di ferro
Nel suo ruolo di assessore, svolto già nella precedente legislatura, Chiorino aveva avuto modo di conoscerlo nei Palazzi romani e, agli occhi di molti, la sua designazione era l’ulteriore conferma di quella filiera Regione-Governo-partito che con l’attuale esecutivo si è molto rafforzata rispetto al passato.
Quella tra Chiorino e Bocchieri, al grattacielo, viene descritta come una coppia tecnico-politica in perfetta sintonia, ma è sempre nella sede della Regione che non si nascondono, sia pure a mezza voce, rapporti non propriamente idilliaci tra il direttore e qualche altro importante mandarino di lunga e consolidata presenza. E potere. Cose che capitano.
Sulla graticola
E che magari restano confinate al gossip interno fino a quando tutto fila liscio. Come ben si sa, così non è stato e, quando l’assessora meloniana, con già in mente il passaggio da vice a presidente della Regione, è finita sulla graticola della bisteccheria romana di cui aveva posseduto quote insieme al suo mentore, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, se non tutto, molto è cambiato.
Le voci, non infondate, di uno sguardo rivolto da Bocchieri nuovamente verso i Palazzi romani che ben conosce si rincorrono, accavallandosi a quelle su chi prenderà il posto di Chiorino e incrociando timori e ragionamenti sul possibile spezzatino delle deleghe in ballo.
Via della Scrofa
Alberto Cirio ha detto e rimarcato, anche per i più distratti, che la scelta verrà fatta d’intesa con i vertici nazionali del partito cui spetta il posto: tradotto, il nome o l’imprimatur arriverà da Arianna Meloni e Giovanni Donzelli. Più che al quarantesimo piano del grattacielo, tocca insomma guardare a via della Scrofa.
Per il momento, il borsino di Daniela Cameroni è quello che segna i valori più alti. Profilo imprenditoriale, preparazione politica e sostegno da un’ampia fetta del partito. I giochi, però, sono tutti aperti e le tattiche si consumano su più fronti.
Variabile Vercellotti
Non è un mistero che, tra le eventualità, anche a costo di forzare la questione di genere, ci sia chi caldeggia la nomina, al posto di Chiorino, dell’attuale capogruppo in consiglio regionale Carlo Riva Vercellotti, magari calando la non proprio fortissima carta della rappresentanza territoriale, che rimedierebbe al fatto di aver lasciato la provincia di Vercelli fuori dalla giunta del Cirio bis.
Più concretamente si tratta di questioni interne a FdI e, forse anche, di legami personali tra un recente passato e un futuro da scrivere su un terreno come quello della Formazione e del Lavoro, dove ci sono risorse importanti e rapporti che si possono tradurre in consenso.
Su questo scacchiere le mosse potrebbero essere ancora molte, così come i messaggi in bottiglia. Tra questi ci sarebbe anche quello del direttore voluto da Chiorino, che avrebbe lasciato intendere di essere pronto a rimanere nel caso in cui le deleghe venissero attribuite proprio a Riva Vercellotti, tra i possibili successori il più vicino all’ex assessore.


